“Era una maschera tra comico e drammatico”
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Al ‘chi è di scena?’ Rossi non rispose

Martedì 1º novembre 1898 la Compagnia della Città di Napoli, era in cartellone al Piccinni con ‘Un curioso accidente’, un testo di Goldoni. Poco prima dell’orario di inizio della commedia il pubblico in platea colse al di là del sipario suoni che lasciavano presagire nulla di buono : Voci allarmate, suoni di passi affrettati, un’inspiegabile animazione nei corridoi… Giunse l’orario in cui la commedia avrebbe dovuto avere inizio e invece nulla. Poi, ancora a sipario chiuso, l’impresario teatrale si presentò in proscenio ad annunciare costernato che lo spettacolo era stato annullato per un malore occorso nei camerini al primo attore, il Cav. Cesare Rossi (protagonista nei panni di Filiberto, il protagonista). Lo spettacolo non sarebbe stato replicato l’indomani, né nei giorni a seguire… La gente cominciò a preoccuparsi : qualcosa di grave doveva essere capitata al povero Rossi, personaggio noto nel mondo del teatro (nella compagnia dal lui fondata nel 1879, la Semistabile Città di Torino, si era messa in luce Eleonora Duse). L’indomani il Corriere delle Puglie annunciava la morte di Rossi per arresto cardiaco. Nato a Fano novantatre anni fa (il 19 novembre 1829) da una famiglia della piccola nobiltà marchigiana, Cesare Rossi cominciò a studiare da avvocato. Nel frattempo, col sostegno del padre, appassionato filodrammatico, recitava ordinariamente con i fratelli e le sorelle nel teatrino di famiglia nel periodo di Carnevale. Costituì successivamente una compagnia di dilettanti che recitava a Fano e nelle zone limitrofe. Poi nel 1848, alla scoppio della prima guerra d’indipendenza, Rossi abbandonò Fano per entrare tra i Volontari Italiani che avrebbero combattuto a Pastrengo, Curtatone e Montanara. L’anno dopo era a Roma a combattere sul Gianicolo in difesa della Repubblica Romana. Alla caduta di questa, tornò a casa. Faticando a trovare un impiego, decise di aggregarsi a una compagnia di comici di passaggio. Ebbe inizio così l’intensa carriera del più apprezzato attore italiano del secondo Ottocento. Il credito che Rossi raggiunse fu tale che nel 1876, la municipalità di Torino deliberò, a favore alla sua compagnia, la Città di Torino, “l’uso e godimento gratuito” del teatro Carignano per sei mesi l’anno. La concessione, inizialmente della durata di tre anni, venne prolungata fino al 1885. La Città di Torino costituì, nell’Italia unita, il primo esempio di compagnia ‘semistabile’ sostenuta da una municipalità. Al funerale di Rossi, che si celebrò a Bari due giorni dopo la morte, presero parte molti rappresentanti della massoneria pugliese (Rossi era Maestro nella Loggia Concordia di Firenze). La salma venne poi trasferita a Fano, dove fu proclamato il lutto cittadino.

Italo Interesse

 

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