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“Al governo chiediamo meno litigiosità e più interventi rapidi”

“Al governo centrale chiediamo meno litigiosità e più interventi rapidi a sostegno di lavoro e imprese”: lo dice in questa intervista al Quotidiano, il dottor Sergio Fontana presidente regionale e Bari Bat di Confindustria.

Presidente Fontana, tanti imprenditori sono stremati per il caro bollette. Che fare ed esiste per molte realtà il rischio chiusura?

“Oggi, spiace dirlo, su questo la politica del governo non è chiara. Non intendo alimentare polemiche ed entrarci, tuttavia vediamo che il governo rallenta il passo lacerato da litigi interni. Noi diciamo che non è il momento delle frizioni, ma dell’unità di intenti. Insomma, finitela con i litigi e pensate alle imprese e al lavoro. L’ Italia, non dimentichiamolo, è una repubblica fondata sul lavoro e non sull’ assistenzialismo del reddito di cittadinanza che non incentiva la produttività, ma favorisce l’ assistenzialismo. A nostro avviso è necessario un piano Marshall per imprese e famiglie, cioè mettere soldi nelle tasche dei lavoratori affinchè possano spendere”.

Dunque in tema energia esiste una situazione emergenziale…

“Certo, e riguarda tutte le categorie non solo le imprese cosiddette energivore. I rincari di luce e gas si fanno sentire pesantemente nelle bollette e rischiamo che i nostri prodotti non siano più competitivi sui mercati nazionali rispetto ad altre realtà che nel tempo hanno realizzato un piano energetico degno di questo nome.. Ora è evidente che per realizzarlo ci vogliono anni e noi invece abbiamo bisogno di interventi immediati”.

Che fare?

“La regione Puglia ci ha permesso di avere sui capannoni delle nostre imprese impianti di fotovoltaico assimilati fiscalmente a beni strumentali, una ottima soluzione. Ma non basta. Noi stiamo correndo il rischio, anche abbastanza concreto di una inflazione galoppante per l’ impennata dei costi. Io propongo tre cose”.

Quali?

“Misure di aiuto nazionali per contrastare l’ aumento delle bollette di luce e gas, poi una politica finalmente strutturale in questo tema, infine come dicevo prima, aumentare il potere di acquisto dei lavoratori mettendo loro soldi in tasca. Segnalo anche che oggi spiacevolmente la grande distribuzione non riconosce gli aumenti che le imprese trovano nella produzione dei loro prodotti”.

Esiste un rischio di chiusure di aziende?

“Il rischio naturalmente esiste ed è anche elevato, con tutte le conseguenze che andremmo a correre. Oggi tante aziende sono in palese e grande difficoltà con costi fissi che aumentano di giorno in giorno. Il costo dell’ energia si è fatto insostenibile e questa situazione pesa su realtà imprenditoriale che già venivano fuori dai tempi pesanti della pandemia. Adesso alla pandemia si assomma la guerra con le sue ricadute negative e  quelle di un Paese che nel tempo non ha saputo o voluto darsi una politica energetica degna di questo nome”.

Bruno Volpe

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