Primo Piano

Al rush finale la sfida tra Leccese e Romito con lo spettro della commissione d’indagine

Si torna al voto con l'incognita più rischiosa per i baresi. Al ballottaggio anche due dei cinque Municipi cittadini

La sfida di ballottaggio tra il candidato del centrosinistra, Vito Leccese, e quello della coalizione di centrodestra, Fabio Romito, è giunta ormai al rash finale di domani e lunedì, quando gli elettori baresi potranno recarsi ai seggi, dalle ore 7 alle 23 il primo giorno e dalle 7 alle 15 il secondo giorno, per depositare nell’urna la scheda con la scelta del nome che vorrebbero come prossimo Primo cittadino. In due dei cinque Municipio di decentramento comunale, il III (San Paolo, San Girolamo, Stanic, Villaggio del Lavoratore, Fesca, Marconi) ed il V (Palese, Santo Spirito, San Pio, Catino), gli elettori riceveranno, oltre alla scheda azzurra per l’indicazione del sindaco, anche una seconda scheda di colore rosa relativa alla scelta del presidente del Municipio che per i quartieri innanzi citati si deciderà, come per il sindaco, nel secondo turno di domani e dopo domani, poiché l’esito delle consultazioni dell’8 e 9 giugno scorso per le assemblee ‘di quartiere’ della città di Bari, svoltesi parallelamente al rinnovo del Consiglio comunale, si è concluso al primo turno, con il superamento della soglia del 50% di voti complessivi, per il “Municipio 1”, il “2” e il “4”, dove sono state elette rispettivamente Annamaria Ferretti, Alessandra Lopez e Maria Chiara Addabbo, tutte e tre della coalizione guidata dal Pd, mentre nelle comunità dei Municipi “3” e “5” nessuna delle candidature a presidente ha superato la soglia del 50%, necessaria a vincere. Nel “Municipio 3” la contesa di ballottaggio vede a confronto Luisa Verdoscia (Pd e 5 civiche, con riferimento Vito Leccese candidato sindaco) e Filippo Colonna (centrodestra, legato al candidato sindaco Fabio Romito). Il ritorno al voto dopo 15 giorni fa temere un calo di partecipazione al voto rispetto al primo turno, quando a correre nella competizione elettorale non erano soltanto i candidati a sindaco ed a presidente di ciascuno dei cinque Municipi di decentramento, ma vi era anche la pletora dei candidati (oltre 800!) per il rinnovo del Consiglio comunale, insieme a quella per gli scranni dei cinque Consigli municipali. Da non dimenticare che nella recente tornata dell’8 e 9 giugno con il primo turno delle amministrative si è tenuta anche la consultazione per il rinnovo del Parlamento europeo ed a Bari la percentuale complessiva dei votati si è attestata introno al 60% degli aventi diritto. Un dato superiore a quello della media nazionale per le elezioni europee, che – come è noto – è stato di circa il 49%, mentre la media complessiva pugliese dei partecipanti al voto alle europee è stata del 43,61%. Ovvero una partecipazione che è risultata addirittura più bassa della media nazionale, che – come detto – ha sfiorato il 50% di partecipazione grazie evidentemente al fatto che, contestualmente alle europee, si sono svolte anche le amministrative in oltre 3700 Comuni italiani, di cui in Puglia 12 con popolazione superiore a 15mila abitanti, tra i quali figuravano Bari e Lecce, e 50 con popolazione inferiore a detta soglia e quindi ad elezione del sindaco a turno unico, ossia con  l’elezione a Primo cittadino il candidato che ha ottenuto più voti. Per il turno di ballottaggio di domani e lunedì anche a Bari, come in tutti gli altri Comuni italiani che votano per il secondo turno, si teme un forte calo di partecipazione al voto tra gli elettori. Ma in Puglia, soprattutto a Bari e Lecce (dove la candidata a sindaco del centrodestra, Adriana Poli Bortone, è al ballottaggio contro il candidato sindaco uscente di centrosinistra, Carlo Salvemini per appena 25 voti mancati e necessari a vincere al primo turno), a far temere ancor di più l’assenteismo alle urne per domani e lunedì è l’ondata di caldo torrido che da qualche sta investendo il Mezzogiorno ed in particolare la nostra regione. Per tale motivo l’appello più pressante agli elettori da parte di tutte le forze politiche è quello di andare a votare anche per i ballottaggi. Infatti, nei due principali centri pugliesi al ballottaggio, ossia Bari e Lecce, la sfida tra centrodestra e centrosinistra è alquanto agguerrita, poiché nel capoluogo salentino la sfida finale del secondo turno potrebbe essere decisa sul “fil di lana” di poche centinaia di voti, mentre a Bari, dove il divario al primo turno tra Leccese e Romito è stato consistente, la sfida potrebbe riservare sorprese qualora la partecipazione al voto di domani e dopodomani non fosse bassa. Ad essere determinante per il risultato sarà sicuramente il numero di coloro che ritorneranno al seggio a votare, per mettere la croce sul nome del candidato sindaco (e del candidato presidente di Municipio, lì dove si aggiunge anche questa scheda), ma lo sarà ancor di più se dovesse aggiungersi anche un numero consistente di elettori che non ha votato al primo turno o che al ballottaggio possa dare un’indicazione a sindaco diversa da quella espressa al primo turno. Infatti, il turno di ballottaggio potrebbe diventare, sia a Bari che a Lecce, come una finale di Champions. Ossia un’unica partita in cui quello che è accaduto prima non conta. Però, quello che accadrà nelle urne lo sapremo lunedì a partire dalle ore 15, quando inizierà la conta dei voti. Però, questa volta, l’incognita per le amministrative baresi non si conclude con il risultato elettorale finale del ballottaggio, perché – come è noto – da circa tre mesi al Comune si è insediata la Commissione ministeriale di accesso agli atti, per verificare che in passato non ci sia stato alcun condizionamento della criminalità organizzata locale su talune attività comunali e che, quindi, non ci siano stati infiltrazioni di tipo mafioso al Comune capoluogo. Una “spada di Damocle” che, a prescindere da chi sarà eletto nuovo sindaco per il dopo Antonio Decaro, potrebbe portare allo scioglimento anche del nuovo Consiglio comunale barese ed alla nomina di un commissario prefettizio che resterebbe incarica con un minimo di 18 mesi ed un massimo fino a 36, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero. Ma questa è sicuramente un’eventualità che a Bari verosimilmente nessuno si auspica, ma che al momento nessuno potrebbe escludere. Ora, infatti, quel che conta è soltanto come si concluderà la partita di ballottaggio. Poche ore ancora è lo sapremo non soltanto per Bari e Lecce, ma anche per tutti gli altri centri in cui si vota per il secondo turno.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 22 Giugno 2024

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio