Cultura e Spettacoli

Al teatro Rossini il Trio Folksongs!, un concerto che alimenta la speranza

Tiziana Portoghese, Adriano Palazzo e Francesco Palazzo protagonisti a Gioia del Colle

«Non disprezzate la musica popolare. Siccome si suona e si canta molto più appassionatamente di quella colta, a poco a poco si è riempita del sogno e delle lacrime degli uomini. Il suo posto è immenso nella storia sentimentale della società». Con questa riflessione Proust definiva il senso del valore inestimabile della tradizione musicale popolare. Eredità di cui ha saputo fare tesoro il Trio Folksongs!, gruppo musicale che da decenni propone la propria personalissima ricerca che si articola tra musica e testi popolari meridionali italiani e dell’area balcanica. Il trio composto da Tiziana Portoghese (voce), Adriano Palazzo (violoncello) e Francesco Palazzo (fisarmonica), si è esibito con uno straordinario riscontro di pubblico venerdì scorso al teatro Rossini di Gioia del Colle, in occasione di un evento di beneficenza organizzato dal Rotary Club di Acquaviva delle Fonti e di Gioia del Colle, legato al progetto ” End Polio Now” dedicato alla lotta per eradicare la poliomielite nel mondo. Una battaglia che la prestigiosa organizzazione porta avanti da diverso tempo, offrendo spettacoli culturali di diverso genere sul territorio, come specificato dalla presidente Mariangela Orlando e dal dott. Franco Mercieri (assistente governatore distretto 2120). In relazione a questo speciale contesto, il trio ha proposto un viaggio musicale caratterizzato da vibranti suggestioni emotive e da un contributo tecnico di pregevole e raffinata intensità, eseguendo brani dagli arrangiamenti curati dagli stessi interpreti. «L’intento è quello di cogliere l’autenticità e l’originalità di un repertorio che racconta tradizioni e credenze del nostro Sud, con alcuni spaccati musicali che si estendono al di là dell’Adriatico, sulla vicina Grecia. Trasformiamo questi brani utilizzando strumenti classici e impreziosendoli con la nostra impronta di provenienza. Nella nostra ottica classico e contemporaneo si fondono. Si tratta di brani piuttosto noti della tradizione popolare pugliese e salentina: la famosissima pizzica di San Vito, la Tarantella del Gargano, Beddha ci dormi, insieme a pezzi della tradizione napoletana come Dici ca nu me voi e Vasame. Per quanto concerne il mio apporto vocale, cerco sempre di rispettare il mood del brano in questione ma conferendo, nell’approccio tecnico colto, la mia personalità. Nello stesso tempo il risultato finale è lontano da alcune limitazioni che caratterizzano la lirica che, per esempio, non permette certi sussurrati, o di esprimere colori o sfumature vocali, né di esplorare alcune dinamiche delicatissime», spiega la Mezzosprano Tiziana Portoghese, straordinaria voce del gruppo. «Sono cresciuto seguendo i concerti dei miei genitori. Solo da qualche anno abbiamo pensato di inserire il violoncello nel trio, scelta che si è rivelata vincente, poiché pur non essendo uno strumento polifonico e versatile come la fisarmonica, è in grado di colmare i vuoti. Essendo poi lo strumento più vicino alla voce umana per eccellenza, diventa, per così dire, la ciliegina sulla torta, nel momento in cui è in grado di dialogare sia con la voce che con l’altro strumento», ha aggiunto il giovane musicista Adriano Palazzo, che ha incantato il pubblico dando prova di un virtuosismo fuori dal comune. «Oltre a presentare brani della tradizione popolare del nostro Sud, il programma in questione comprende un paio di pezzi greci molto vivaci Ta Petalakia e To Diko Mou Paploma in sette ottavi, ritmo che caratterizza molto frequentemente questo genere di musica. Presente anche la celebre tarantella del Gargano, un brano quasi metafisico nel suo assetto, che si tramanda dal 1600. Caratteristica molto importante di questo concerto è la sintonizzazione sulle frequenze di 432 HZ, che pare abbiano una profonda influenza sul benessere fisico e spirituale, promuovendo la guarigione».

Rossella Cea


Pubblicato il 2 Dicembre 2025

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio