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Al vento, in volo

Per le sue caratteristiche minimali il teatro di narrazione si è rivolto finora solo a un pubblico adulto e di provata sensibilità. Con ‘Aspettando il vento’ (compagnia Inti/Thalassia) Luigi D’Elia e Francesco Nicolini provano a demolire tale – peraltro non insensata – convinzione osando con un pubblico dai sette anni in su. L’idea è quella di un racconto da focolare, senza eroi, però, senza magie ; una storia fresca e contemporanea, che diverte e appassiona, un poco conservando il sapore della fiaba per la caratura ‘anomala’ dei protagonisti. Arturo, Caterina e Andrea, infatti, sono tre ragazzetti dell’era globale che alla bici elettrica preferiscono quella a pedale. Invulnerabili alle seduzioni del cellulare di nuova generazione, che nelle loro tasche non trova posto, preferiscono le riserve e le aree protette, nelle quali attraverso i ritmi di migrazione degli uccelli il miracolo della natura si fa emozione abbacinante. Avvolti dal suono di canne agitate dal vento, dall’odore di palude e dal silenzio di stormi che attendono di spiegare le ali per volare oltre il Mediterraneo, tre cuccioli d’uomo imparano a conoscersi mentre crescono assieme. Quando finalmente l’atteso vento di migrazione si leva, la storia ha termine : è giunto per tutti, animali e uomini, il momento di separarsi, di intraprendere ciascuno la propria strada. D’Elia e Niccolini ambientano fra Torre Guaceto e la vicina borgata di Serranova quello che a suo modo è un piccolo e ben riuscito romanzo di formazione. Con l’aiuto alla regia di Fabrizio Pugliese e il contributo musicale di Alessandra Manti, il bravo Luigi D’Elia va in scena da vero affabulatore, bastandogli una sedia e un cono di luce. E fa centro. ‘Aspettando il vento’ funziona per il modo efficace in cui i personaggi sono ritagliati, per l’equilibrio delle parti, per la passione misurata dell’interpretazione. Le tre qualità concorrono a confezionare uno spettacolo piacevole, che prende sia bimbi che genitori e senza fatica li mette d’accordo. Un pregio confermato anche mercoledì scorso all’arena del Kismet, dove lo spettacolo era in cartellone nell’ambito di ‘Aspettando il Maggio all’Infanzia’ ; un  successo tanto più apprezzabile se si considera che, nonostante un’interruzione imposta da problemi tecnici (dannati microfoni a pulce, sempre loro!), l’allestimento non ha conosciuto flessioni, né ha causato stanchezza nel più piccolo spettatore. Per la cronaca, il lavoro è arrivato primo nel 2013 al Festival di Teatro Ragazzi Festebà Ferrara. E l’omonimo ed illustrato libro tratto dallo spettacolo è stato finalista al Premio Andersen di Letteratura per l’Infanzia. ‘Aspettando il vento’ è una coproduzione Festival Internazione di Arzo, Residenza Teatrale di Mesagne Teatri Abitati e Festival Montagne Racconta.

Italo Interesse

 

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