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Al Villino delle Rose…

Nel 1959, prodotto dalla Cineriz, usciva nelle sale italiane un’arguta e polemica pellicola di Mauro Bolognini dal titolo emblematico ‘Arrangiatevi !’… E’ la storia di un padre di famiglia in gravi difficoltà economiche il quale, trovandosi nella necessità di abbandonare l’abitazione in cui vive, trova convenienza a prendere in locazione a prezzo stracciato un appartamento nel pieno centro di Roma, enorme e lussuoso che fino a poche settimane prima fungeva da postribolo. Ma tace ai famigliari l’originale ‘destinazione d’uso’ dell’immobile. Ben presto però il segreto comincia a vacillare e allora apriti cielo… Nonostante il taglio comico e la presenza di due assi della risata (Peppino De Filippo e Totò), ‘Arrangiatevi’ è film tanto amaro quanto polemico. La vicenda infatti è ambientata all’indomani del  20 febbraio 1958, giorno dell’entrata in vigore della Legge Merlin. Ricorre oggi, dunque, il 72° anniversario di un evento che non ha mai smesso di far discutere ; e intanto cresce il numero di chi auspica il ritorno in Italia della regolamentazione del meretricio, nell’idea che ciò servirebbe sia a ‘ripulire le strade’, ad allontanare lo spettro del contagio sessuale e persino  contenere l’evasione fiscale… Quanto Bolognini ambienta a Roma dovette avere luogo un po’ in tutta Italia, Bari non esclusa, si capisce. Si dice che a Bari il numero di ‘casini’ per abitanti fosse tra i più alti del Belpaese. Chissà. Certo, ce n’erano molti. Il Villino delle Rose, in via Eritrea, si distingueva da tutti per l’avere un nome, invece d’essere individuato da un numero civico. Era la ‘casa’ più lussuosa del capoluogo e dell’intera Puglia, ritrovo del bel mondo e di chiunque avesse cuore di saccheggiare i risparmi : Lì la ‘marchetta’ poteva toccare le cinquecento lire dell’anteguerra, una cifra da capogiro per un periodo in cui, come si cantava, per vivere bene bastavano ‘mille lire al mese’. Quante se ne raccontano a proposito di quel Villino : Un una sera, un tale di Bergamo incontra la sorella, che immaginava altrove, felicemente sposata ; un giovane chierico viene pubblicamente svergognato da altri seminaristi appostati all’uscita ; una ‘signorina’ conosce un facoltoso commerciante, scocca l’amore e la sventurata, da fare la vita, si ritrova ben sistemata ‘signora’ ; un’altra signorina riesce tra sacrifici ad aiuti a riprendere gli studi, laurearsi e fare carriera all’Università… Quel fabbricato non esiste più, al suo posto si leva un moderno edificio. La stessa sorte è toccata a quasi tutti gli altri vecchi postriboli di Bari. Ma qualcuno è rimasto in piedi. Chi si ricorda più di quanto hanno visto quelle vecchie mura? E sì che ne hanno viste. Meno male che i muri non parlano.

Italo Interesse

 

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