Cronaca

Aleggiano celati malumori sulla giunta Decaro

E’ trascorso meno di un anno dall’insediamento nell’aula “Dalfino” del nuovo consiglio comunale di Bari e l’ampia maggioranza (26 consiglieri su 36) che sostiene il sindaco, Antonio Decaro, già mostra al suo interno vistose crepe politiche. I segnali di malessere che serpeggia nelle fila della maggioranza di centrosinistra al Comune di Bari si sono manifestati con l’abbandono da parte di due consiglieri, Michele Caradonna ed Ilaria De Robertis, dei rispettivi gruppi consiliari di appartenenza, ossia le formazioni in cui lo scorso anno sono stati eletti, la civica ‘Decaro sindaco’ per Caradonna e il Pd per De Robertis, passando entrambi al gruppo misto. Gruppo, quest’ultimo, costituitosi in consiglio proprio con la fuoriuscita di Caradonna dalla lista civica di appartenenza. Però, i malumori nella maggioranza di centrosinistra al Comune di Bari potrebbero non essere limitati soltanto ai due esponenti di maggioranza, ora passati nel gruppo misto, ma potrebbero riguardare un numero ben maggiore di consiglieri che, dopo circa un anno di attività del sindaco Decaro e della sua giunta, si ritengono insoddisfatti di come vadano le cose in città e, soprattutto, dal fatto che molti dei problemi che attanagliavano un anno fa il capoluogo, anziché risolversi o almeno attenuarsi, si sono aggravati. E l’elenco di tali problemi non è certo breve, a cominciare dall’igiene urbana e dal servizio di trasporto pubblico, per finire a situazioni di degrado urbano e disservizi spiccioli ai cittadini che sono stati provocati ai cittadini proprio in quest’ultimo anno dall’amministrazione Decaro. Infatti, a detta di qualche bene informato, i mal di pancia all’interno dei gruppi di maggioranza al Comune di Bari riguarderebbero proprio l’inadeguatezza di taluni componenti della giunta che – sempre a detta degli stessi bene informati – secondo diversi consiglieri di maggioranza non sarebbero affatto all’altezza del ruolo affidatogli, per cui spesso accade che i problemi anziché risolverli li complicano o ne creano di nuovi e più gravi di quelli già presenti. A lamentarsi, infatti, della situazione pare che non siano soltanto alcuni consiglieri comunali di maggioranza, ma anche alcuni settori dell’apparato tecnico burocratico che a volte è costretto a subire decisioni e scelte che non sempre sono quelle più idonee e convenienti per l’Amministrazione, ma che comunque vengono imposte soltanto per precisi scopi o tornaconti politici individuali di chi li impone. “E su questi aspetti – esclama sarcasticamente un esponente consiliare, che per il momento ci chiede l’anonimato – è preferibile stendere un velo di pietoso silenzio!”. Ciò che è accaduto nell’ultima seduta consigliare, lo scorso giovedì, è la dimostrazione – secondo alcuni di coloro che ritengono necessario chiarimenti ed aggiustamenti di rotta nella maggioranza – che i malumori sull’esecutivo Decaro si estendono ad un fronte ampio di consiglieri della maggioranza. Da non dimenticare, infatti, che il sindaco pur avendo giovedì riunito la sua maggioranza appena quattro ore prima del consiglio, per verificare che alla conta in Aula non ci sarebbero stati poi problemi, è accaduto invece che proprio l’emendamento proposto da Decaro al nuovo Regolamento della commissione alle ‘Pari opportunità’ non è stato approvato e la seduta si è conclusa, non certo a caso, con una richiesta di verifica interna della maggioranza da parte del principale rappresentante consiliare della seconda forza politica della coalizione, Alessandra Anaclerio, capogruppo di Realtà Italia. Da non sottovalutare, inoltre, che dopo quanto accaduto giovedì scorso, non è stata soltanto Realtà Italia a chiedere a Decaro una verifica. Infatti, anche il segretario cittadino di Sel, Leo Palmisano, con una nota diffusa successivamente al flop di Decaro sull’approvazione del nuovo Regolamento della commissione ‘Pari Opportunità’  ha commentato negativamente l’accaduto: “Le contraddizioni interne all’attuale maggioranza del consiglio comunale di Bari sono esplose irrimediabilmente nella seduta del 16 luglio. È evidente ormai a tutti che aver consentito alle forze centriste di irrobustirsi e prosperare, ha accresciuto gli appetiti dei loro consiglieri. Essere oggetto di ricatto da parte degli ‘alfaniani’ e di altre forze politiche di centro e di destra, sta snaturando questa amministrazione e sottoponendo il sindaco a più di un imbarazzo”, tirando poi le conclusioni politiche di tale analisi: “Noi (ndr –  di Sel) siamo convinti che solo più sinistra può salvare Decaro da una disfatta plateale. Non basta dirsi di sinistra, per esserlo, bisogna praticarlo con la democrazia e la concertazione”. Commento negativo che mira evidentemente a chiedere da parte di Palmisano maggiore collegialità nelle decisioni e forse anche a degli aggiustamenti negli assetti di giunta, a cui potrebbero essere solidali nella richiesta anche alcuni consiglieri di altri gruppi politici di maggioranza. E che sull’amministrazione Decaro, a meno di un anno dall’avvio, aleggino già venti di guerra da parte di esponenti e forze della sua stessa maggioranza è un dato ormai innegabile. Si tratterà solo di capire se i segnali di crisi politica all’interno della coalizione che amministra la città saranno captati dal Primo cittadino prima che questi sfocino nuovamente in altri clamorosi flop in Aula, oppure saranno ignorati, ritenendo magari che i malumori dell’Aula non siano anche dovuti alla percezione che alcuni esponenti della maggioranza hanno in città sul primo anno di andamento del nuovo esecutivo. Ed è grave che il responsabile cittadino, Anna Tamborrino, del partito di maggioranza in consiglio, il Pd, che è lo stesso del sindaco, anziché approfondire anche dall’interno del suo partito le cause dei malcontenti, faccia invece sentire la sua voce per asserire che “in consiglio comunale spesso si giocano partite che non hanno niente a che vedere con l’amministrazione di questa città”. E ciò ignorando, invece, quelli che sono i tanti problemi irrisolti o aggravati in città. Infatti, minimizzare i malesseri politici all’interno della maggioranza non farà certo bene a chi governa la città e neppure al partito che di tale coalizione è la guida. E che senso ha – a giudizio di molti cittadini – che il segretario cittadino del principale partito della maggioranza rivolga un invito pubblico ad esponenti consiliari del suo stesso partito a chiarire i motivi di un’astensione in consiglio, oppure a chiedere un incontro al sindaco “che si è sempre reso disponibile, o alla maggioranza” per chiarire “quali sono le azioni di questa amministrazione diverse da quelle per cui i cittadini ci hanno votato”. Infatti, che ci sia qualcosa che non funziona nella maggioranza e, soprattutto, nell’azione di governo di Bari è sotto gli occhi di tutti in città. Basta vedere le cronache quotidiane dei mezzi d’informazione. E, poi, non dovrebbe essere il segretario del partito ad assumere iniziative atte a prevenire e risolvere eventuali rischi politici di scollamenti interni alla maggioranza, anziché limitarsi solo ad inviti ed elogi al sindaco? Infatti, in mancanza di azioni politiche adeguate da parte di chi riveste responsabilità di partito, è molto più probabile che a decidere sul da farsi debba essere proprio lo stesso Decaro, assumendosi anche compiti politici che non spetterebbe di certo a lui svolgere, per dipanare matasse che spesso si ingarbugliano anche perché non esistono vertici di partito pronti a far da raccordo tra esponenti della maggioranza e rappresentanti istituzionali. Diversamente è quasi scontato che in futuro i  flop in consiglio comunale e di governo della giunta Decaro saranno molti di più di quelli registrati finora.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 21 Luglio 2015

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