Cultura e Spettacoli

Alfredo Bortoluzzi, dal Bauhaus alla Puglia

“Se dovessimo rifiutare del tutto ciò che ci circonda, allora la sola soluzione resterebbe l’isola romantica rousseauiana. Ma se vogliamo rimanere in questo mondo, allora le forme delle nostre creazioni assumeranno ancor di più il suo ritmo.” Scriveva Walter Gropius, uno dei fondatori del Bauhaus che, insieme a Le Corbusier, Frank Lloyd Wright, Alvar Aalto e Ludwig Mies van der Rohe, riscrissero per sempre le regole e il concetto stesso di arte e architettura, spingendole verso i più moderni orizzonti che conosciamo oggi. Questo principio sembra magicamente incarnarsi nei paesaggi pugliesi rivisitati da una geometrizzazione suggestiva e sensoriale, nei solchi profondi e vissuti di alcuni dei suoi ritratti dai colori mimetici e accesi, o nella linearità di incisioni che tanto ricordano la grafica moderna. Opere uniche, scomposte e ricomposte dall’anelito vitale di un poliedrico artista che amò profondamente la nostra terra. Stiamo parlando di Alfredo Bortoluzzi, celebrato in una grande mostra ‘Alfredo Bortoluzzi dal Bauhaus alla Puglia. Opere su carta della Fondazione (1924-1995)” presso la Pinacoteca Metropolitana C. Giaquinto di Bari, promossa dalla Città metropolitana di Bari con la Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, che nel 2010 ha sapientemente acquisito un patrimonio di 630 opere dell’artista. “Bortoluzzi fu uno dei tre italiani che frequentarono il Bauhaus. In quel periodo della sua vita rivoluzionò il suo modo di fare e concepire l’arte, dedicandosi anche alla danza. Il nostro intento è quello di celebrare il suo notevole contributo artistico attraverso una antologica di incisioni, grafiche, dipinti e fotografie d’epoca. Nato in Germania e allievo di Kandinskij e Klee, negli anni ’50 scelse la Puglia, in particolare la città di Peschici, dove visse gli ultimi quarant’anni della sua vita.  Le atmosfere e i colori dei paesaggi pugliesi, infatti, contribuirono ad alimentare una serie di istanze interiori nell’artista, ispirato dalla bellezza della natura, dall’ospitalità della gente e dall’energia particolare del nostro sud.L’esposizione offre un’antologia di opere originali che ripercorrono la vicenda artistica di Bortoluzzi dagli anni della formazione alla scuola di Dessau, compresa la sua attività di ballerino e coreografo, fino agli anni Cinquanta, quando arrivò in Puglia e riprese l’attività pittorica, portando a maturazione i suoi registri espressivi e il suo linguaggio poetico. L’attualità della poetica di Bortoluzzi sta nell’aver reinterpretato in chiave moderna i luoghi nei quali ha vissuto, nella capacità del tutto moderna di sapersi integrare in maniera interdisciplinare in un mondo ancora lontano da una concezione moderna di fare arte.” Spiega il Prof Gianfranco Piemontese, curatore della mostra. L’ esposizione, aperta al pubblico sabato 10 Dicembre 2022, sarà visitabile fino al 28 gennaio 2023.

Rossella Cea


Pubblicato il 13 Dicembre 2022

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