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Alla Regione tutti presenti, anche gli assenti

 I consiglieri della Regione Puglia sempre presenti durante gli appuntamenti istituzionali. È possibile, tutti lavoratori indefessi e ligi al dovere? Sembra difficile, specie se si dà una sbirciata tra i banchi vuoti durante le riunioni del Consiglio o delle Commissioni consiliari quasi sempre deserte.  Eppure, i rappresentanti del popolo prendono un gettone di presenza per ogni Consiglio o Commissione a cui partecipano, il che dovrebbe spronarli a partecipare alle attività consiliari. E qui, arriva la scoperta, una doccia fredda per chi si sveglia la mattina e va a lavorare normalmente tutti i giorni. L’Ufficio di Presidenza del Consiglio, il 21 luglio del 2006 -guarda caso in estate, alla chetichella- ha approvato la delibera n.137 sul trattamento  economico dei consiglieri. Sotto i riflettori di chi ancora si indigna per certe manovre da casta, l’art 8 sulle <>. La norma prima stabilisce che “Sulla diaria è operata una ritenuta percentuale per ogni assenza del Consigliere Regionale alle sedute  dei seguenti  organismi: a) 5% Consiglio Regionale; b) 3% Commissioni consiliari; c) 2% Conferenza dei Presidenti  dei gruppi consiliari…”. La diaria è una delle voci che compongono il trattamento economico dei membri del Consiglio, insieme al rimborso spese per il rapporto con gli elettori (che stranamente viene percepito anche dagli Assessori esterni che elettori non ne hanno) e all’indennità di mandato. Diaria che per i consiglieri ammonta a 4.500 euro circa. Fin qui, tutto a posto. Al Consigliere che non è presente, viene diminuita proporzionalmente la diaria. Ma chi si ritiene assente o presente? Ed ora, tenetevi forte. L’articolo su scritto prosegue, annoverando tra gli assenti giustificati -ai quali non si sottrae nulla dalla diaria- quelli che partecipano a sedute degli organismi consiliari che si svolgono lo stesso giorno; quelli che richiedono congedo per malattia o per missione; e, dulcis in fundo, quelli che vengono sostituiti da un collega dello stesso gruppo consiliare. Benissimo. Questo significa che se un Consigliere diserta il Consiglio Regionale, ma si fa sostituire da un collega di partito, è come se fosse presente. Un assente che però risulta presente. E quindi, nessuna ritenuta sulla sua diaria. La disposizione continua in questo tram tram di prese in giro, precisando che “Al Consigliere sostituito da un collega dello stesso gruppo nelle sedute delle Commissioni, è operata una trattenuta pari al 50% delle rispettive misure stabilite”. Anche qui, un’ancora di salvezza per il politico sfaticato. Per chi fa  festa in Commissione insomma, non verrà operata la ritenuta del 3% così come prescritto dal primo comma, ma la metà della stessa misura. Vale a dire, l’1,5%, una pagliacciata. La questione è di grande attualità soprattutto nelle Commissioni, dove ad essere presenti sono sempre quattro gatti delegati dai colleghi di partito. In Consiglio invece, si cerca di farsi almeno vedere dalla stampa. Il Consigliere fantasma entra, aspetta l’appello in modo da risultare presente e scappa via. Altrimenti, c’è sempre la tecnica della sostituzione con delega, senza perdere nemmeno un centesimo della diaria. La disciplina pugliese introdotta dal governo Vendola è ancora più imbarazzante se si guarda alle altre Regioni italiane. Nessuna contempla la materia facendo risultare presenti gli assenti attraverso il meccanismo della sostituzione e in alcuni casi -come il Lazio- ci sono trattenute severissime sugli stipendi. Sarà forse inopportuno chiamarlo stipendio, è vero. Ma se si guadagna un totale mensile di base di 10 mila euro, è bene che alcuni comincino a vedere l’attività istituzionale come un vero e proprio lavoro. Avvertendo magari, quel sempre più raro obbligo di lavorare.
 
Federica Stea
 
 
 
 

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