Cronaca

Allerta criminalità nelle campagne pugliesi. Le provincie di Bari e Bat tra le più a rischio

Allerta criminalità nelle campagne pugliesi. A lanciare l’allarme è ancora una volta la Coldiretti Puglia che, con una nota, ha denunciato le condizioni di lavoro e di vita nelle aree rurali pugliesi, con la recrudescenza di fenomeni malavitosi che nella nostra regione stanno mettendo a dura prova la sopravvivenza di aziende agricole, coltivatori diretti e semplici titolari di fondi rustici impegnati a lavorare in campagna. Infatti, ha riferito Coldiretti, cresce l’allerta nelle campagne per i furti di piante, prodotti agricoli e mezzi, con gli agricoltori che stanno presidiando i campi per tentare di sventare i raid diurni e notturni. Particolarmente a rischio in questo periodo sono le province di Bari e Bat, dove le aziende agricole hanno bisogno di sicurezza, perché la criminalità le costringe a vivere quotidianamente attanagliate in un clima di incertezza e paura. E’ necessaria – ha sottolineato Coldiretti Puglia – l’attivazione di una cabina di regia tra il Ministero delle Politiche Agricole e il Ministero dell’Interno che coordini le attività delle Forze dell’Ordine, che forse vanno sostenute con l’intervento dell’Esercito nelle aree a forte rischio, come le citate province di Bari e Bat. Nel periodo della raccolta – ha denunciato inoltre Coldiretti – i furti diventano praticamente quotidiani, con i danneggiamenti degli alberi tanto da aver spinto alcuni agricoltori ad organizzarsi con ronde notturne e diurne per presidiare le campagne. Invece, per Colomba Mongiello (esponente dell’Osservatorio sulla criminalità in agricoltura e agroalimentare della Coldiretti), un “capitolo a parte merita il mercato parallelo di prodotti agricoli provenienti da migliaia di chilometri di distanza, a partire dall’olio, spesso spacciati per prodotti di qualità, quando di qualità non sono, per cui viene illegalmente utilizzato il marchio ‘made in Puglia’, a danno dell’imprenditoria agricola pugliese e dei consumatori”. Infatti, proseguendo, la stessa Mongiello ha spiegato che sofisticatori e contraffattori del settore Primario “non solo si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma compromettono in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy”. I poteri criminali – hanno rilevato da Coldiretti Puglia – si “annidano” nel percorso che uva da vino, olio, frutta e verdura, carne e pesce, devono compiere per raggiungere le tavole degli italiani passando per alcuni grandi mercati di scambio fino alla grande distribuzione. Infatti, ha denunciato ancora la stessa associazione sindacale di categoria, con i classici strumenti dell’estorsione e dell’intimidazione le agromafie impongono i prezzi dei prodotti agricoli e la vendita di determinate produzioni agli esercizi commerciali che a volte, approfittando della crisi economica, arrivano a rilevare direttamente grazie alle disponibilità di capitali ottenuti da altre attività criminose. Quindi, per Coldiretti Puglia, le agromafie non solo si appropriano di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma addirittura compromettono in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio “Made in Italy”. La Puglia – ha ricordato in fine Coldiretti – è una regione a forte vocazione agricola ed è per questo che il business delle agromafie è divenuto particolarmente appetibile in questa regione. Una denuncia forte, quella effettuata con i fatti innanzi esposti, che sicuramente non ha bisogno di commenti, bensì di provvedimenti concreti da parte delle Autorità competenti e, soprattutto, di interventi immediati che riportino sotto controllo la situazione in alcune campagne pugliesi, come ad esempio a Palo del Colle, ponendo fine a quanto denunciato con la recente nota da Coldiretti Puglia. Ma occorrerebbe, forse, anche un’azione sinergica delle Istituzioni, per rilanciare e ridare dignità e prospettiva ad un comparto, quello agricolo per l’appunto, che in Puglia è vitale per l’economia dell’intera regione.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 26 Gennaio 2022

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