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Altieri candidato governatore: nel partito di Salvini volano gli “stracci”

In Puglia il partito di Matteo Salvini si spacca sulla decisione di indicare come candidato governatore  il rutiglianese Nuccio Altieri, ora presidente Invimit. Ovvero di una società del Ministero delle finanze che si occupa di valorizzare e dismettere il patrimonio immobiliare dello Stato, al cui vertice Altieri è stato collocato proprio dalla Lega quando era al governo del Paese insieme al M5s. Tale spaccatura  sta facendo volare gli stracci nel partito pugliese di Salvini al punto tale che la parte in disaccordo su tale indicazione si è vista costretta a contraddire quanto riferito con una nota ufficiale del commissario regionale del partito, Luigi D’Eramo, ed a contrariare senza mezzi termini detta proposta, ritenuta evidentemente non vincente né per la stessa Lega, né tanto più per il centrodestra. Ma vediamo cosa affermano le due contrapposte anime leghiste pugliesi in rottura sul nome di Altieri come candidato presidente leghista alla Regione Puglia alle prossime elezioni. “L’esecutivo regionale della Lega Puglia –ha dichiarato D’Eramo – in maniera compatta, durante una riunione svoltasi alla presenza del vicesegretario federale Andrea Crippa, ha individuato in Nuccio Altieri il miglior candidato per interpretare questo nuovo progetto, sia per le sue esperienze di amministratore locale prima, come consigliere e poi vice presidente Provincia di Bari, ma anche per le competenze nazionali maturate come parlamentare e oggi manager di una importante società partecipata di Stato di prima fascia”. “La Lega Puglia per Salvini Premier – ha poi spiegato D’Eramo – ha un progetto politico di rinnovamento e concretezza, per offrire alla Puglia una visione di sviluppo economico e sociale fondato su una deregolamentazione reale, sostegni economici reali al sistema produttivo per incentivare l’occupazione e una sanità efficiente, moderna e capillare sul territorio”. Quindi, secondo il commissario regionale della Lega, essendo “il centrodestra maggioranza nell’elettorato pugliese” ed essi, in quanto responsabili del primo partito della coalizione, hanno “la responsabilità di offrire idee” e di essere “interpreti di questa nuova pagina politica”. Pertanto, “il modello amministrativo della Lega – ha sottolineato D’Eramo – può essere per la Puglia la locomotiva di un nuovo sviluppo per la nostra regione e per questo, offriamo alla coalizione, con spirito costruttivo, la nostra proposta per cambiare, vincere e governare una nuova Puglia, con un centrodestra unito e la cui unità oggi deve essere un valore imprescindibile”. Altieri, quindi, è il nome offerto dalla Lega per la guida della coalizione di centrodestra alle prossime regionali, in alternativa a quello dell’ex ministro agli Affari regionali dell’ultimo governo Berlusconi ed ora eurodeputato di Fratelli d’Italia, Raffaele Fitto, indicato invece già da tempo e senza mezzi termini da Giorgia Meloni. Però, a tali dichiarazioni di D’Eramo sono subito seguite quelle dell’eurodeputato pugliese della Lega, Andrea Caroppo, che non solo ha contestato talune affermazioni di D’Eramo, ma ha manifestato apertamente significativi dubbi e perplessità sulla proposta di indicare Altieri per la guida della coalizione alle prossime regionali. “Nella riunione di venerdì scorso, 15 maggio, a Bari – riferisce Caroppo – abbiamo avuto un confronto, in alcuni momenti, anche duro, sia sull’organizzazione del partito – che io, insieme a molti amministratori e dirigenti della Lega non condividiamo – sia sulla modalità di individuazione della candidatura per le prossime elezioni regionali. Al termine si era convenuto di non rilasciare dichiarazioni, né comunicati ufficiali in ordine all’incontro, né tanto meno un’indicazione di candidato presidente”, precisando: “Per questo mi trovo obbligato, mio malgrado, a intervenire pubblicamente, dando voce a tutti coloro i quali – e sono tanti – non trovano corretto l’agire di un gruppo dirigente che non rispecchia la reale composizione della Lega sul territorio, anche per come emersa nel corso dell’ultima tornata elettorale di un anno fa”. Quindi, ha eccepito l’eurodeputato leghista della Puglia, “se la Lega davvero vuole scegliere un candidato presidente da proporre alla coalizione ed in grado di vincere, deve cambiare metodo e sceglierlo basandosi su criteri opposti a quelli richiamati nella nota stampa del commissario regionale”. Per poi sottolineare: “Un candidato vincente – deve essere riconoscibile, autorevole, e deve avere reale radicamento territoriale e consenso personale, altrimenti – come ci ha ricordato Salvini nella sua ultima presenza in Puglia – deve essere espressione della società civile”. Ma, “nel caso di Altieri – per Caroppo -mancano tutte queste caratteristiche”. E Caroppo si spinge anche oltre nella sua riflessione, affermando chiaramente, a conclusione del suo intervento, che “se, invece, il gioco di qualcuno è quello di provare a favorire Emiliano spaccando il centrodestra con l’indicazione di una candidatura totalmente inadeguata, dobbiamo avere la forza ed il coraggio di denunciarlo pubblicamente perché non vogliamo essere complici”.Sull’annuncio del commissario pugliese della Lega della proposta di Altieri a candidato presidente della coalizione si regista anche un commento a caldo del capogruppo di Forza Italia alla Regione, Nino Marmo, che in dialetto andriese ha seccamente esclamato: “Arreit” ovvero “di nuovo”, per poi commentare: “Ci vuole accordo unitario del centrodestra”, perché “candidature autoreferenziali non servono in questo momento”. Quindi, il presidente del gruppo consiliare di Forza Italia nell’Aula barese di via Gentile e veterano della politica regionale ha ribadito in maniera ancor più chiara l’invito di qualche settimana fa ai vertici nazionali del centrodestra: “I leader romani battano un colpo, altrimenti vuol dire che ancora una volta si vuole far vincere Emiliano”. Infatti, ora non è più tempo di tatticismi per il nome da indicare per la guida della coalizione di centrodestra alle prossime regionali. E la “patata” bollente per le sorti elettorali del centrodestra nella nostra regione ancora una volta è verosimilmente tutta e soltanto nelle mani dei vertici nazionali dei tradizionali partiti che lo compongono.

 

Giuseppe Palella

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