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Altri 58,6 milioni di perdita per la Popolare di Bari nel primo semestre del 2019

Il rendiconto della Banca Popolare di Bari per il primo semestre del 2019 si è chiuso con una perdita in Bilancio di altri 58,6 milioni di Euro (73,3 milioni considerando l’effetto delle imposte). I costi operativi sono stati pari a 169,4 milioni e le rettifiche su crediti, sia pur in forte riduzione rispetto ai precedenti esercizi, si sono attestati a 44,2 milioni di euro. Mentre la raccolta totale consolidata (ad esclusione dei rapporti con Cassa Compensazione Garanzia) è pari a 14,14 miliardi, con la componente diretta attestata a 10,22 miliardi di euro. I coefficienti patrimoniali dell’Istituto barese sono attestati al 6,22% con riferimento al Cet1 ed al tier 1 Ratio e all’8,12% per il total capital ratio. Trattasi di dati, questi ultimi, al di sotto degli overall capital requirement ratio correnti per il gruppo, richiesti dalla  Banca d’Italia. Perciò a fine luglio 2019 è stata messa a punto un’operazione di capital relief che determina, con riferimento al primo semestre, coefficienti pro-forma in aumento di circa 100 e 120 bps, rispettivamente, per il Tier 1 Ratio ed il Total Capital Ratio. Però la liquidità dell’Istituto, secondo quanto riferisce il nuovo vertice di Bpb, rimane comunque“solida e stabile con i due indicatori Lcr e Nsfr attestati rispettivamente al 180% ed al 118%”e con un “buffer di liquidità superiore a 2 miliardi di euro, in ulteriore crescita a 2,3 miliardi a luglio per effetto dell’operazione di capital relief ”.La Banca Popolare di Bari – ha assicurato il cda rinnovato lo scorso 20 luglio – procederà con decisione sulla strada di un programma d’urto (“crash program”) con significativi interventi sul versante della riduzione dei costi e dei rischi e per un deciso impulso sul versante dei ricavi, che consentirà di ottenere un significativo miglioramento del conto economico nel secondo semestre dell’anno in corso. Per il primo semestre  l’attivo totale della Banca barese si è attestato a 13,64 miliardi, ossia 30 miliardi in meno rispetto ai 13,94 miliardi rilevati al 31 dicembre del 2018. Di qui la necessita di procedere quanto prima ( secondo quanto riferisce sempre il Cda di Bpb – sarebbe già in fase avanzata) alla cessione della Cassa di Risparmio di Orvieto con un’operazione che dovrebbe chiudersi entro la l’anno. Infatti, la Popolare di Bari controlla il 73,5%  della Cassa di Risparmio di Orvieto ed ha concesso un’esclusiva di acquisto alla Sri Global Limited, fondata dall’imprenditore bolognese Giulio Gallazzi (che ha anche ricoperto incarichi nei cda di Carige e Mediaset) assurto alle cronache per essere stato a un passo dall’acquisizione del Genoa Calcio con una trattativa serrata con il patron Preziosi, poi naufragata. Allo stesso tempo il cda ha deciso la costituzione di un “Osservatorio sul contesto istituzionale e di mercato”con riferimento alle tematiche inerenti i rapporti con i soci e la eventuale liquidabilità delle azioni, nonché al progetto di aggregazione delle banche popolari e di turnaround che il governo Conte ha inteso facilitare con le agevolazioni fiscali introdotte nel Decreto crescita approvato appena qualche mese fa.

 

Giuseppe Palella

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