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Altri sei Comuni pugliesi nella lista dei centri interessati dalla Xylella

Alberobello, Castellana Grotte, Monopoli, Polignano a Mare e Putignano nel barese e Fasano nel brindisino sono ora tra quelli che si vanno ad aggiungere

La Commissione europea ha aggiornato l’elenco delle zone pugliesi interessate dal batterio killer degli ulivi e quindi colpite dalla Xylella fastidiosa, ossia la batteriosi responsabile del disseccamento rapido degli ulivi. Nel nuovo elenco aggiornato dei Comuni pugliesi interessati al contrasto e contenimento della Xylella fastidiosa figurano, oltre a quelle già presenti nel vecchio elenco delle province di Lecce, Brindisi e Taranto, cinque ulteriori realtà di Bari, vale a dire Alberobello, Castellana Grotte, Monopoli, Polignano a Mare e Putignano, e Fasano nella provincia di Brindisi. L’elenco aggiornato – pubblicato dall’esecutivo europeo il 15 maggio scorso – modifica l’allegato 3 del regolamento, risalente al 2020, con cui la Commissione di Bruxelles individua le zone del continente colpite dal batterio responsabile del disseccamento degli olivi in Puglia, al fine di prevenirne l’ulteriore diffusione di detta batteriosi fito-sanitaria nel resto dell’Ue. Il massimo Organo di governo dell’Unione ha aggiorna l’elenco dopo aver ricevuto la conferma da parte dell’Italia che – si legge nel regolamento modificato – “l’eradicazione dell’organismo non è più possibile” anche in questi ulteriori sei Comuni pugliesi innanzi elencati. Per la cronaca ricordiamo che, dopo il recente aggiornamento dell’elenco, la zona infetta da Xylella fastidiosa in Italia comprende l’intera provincia di Lecce, quella di Brindisi, alcuni Comuni della provincia di Taranto (nello specifico: Avetrana, Carosino, Crispiano, Faggiano, Fragagnano, Grottaglie, Leporano, Lizzano, Manduria, Martina Franca, Maruggio, Monteiasi, Montemesola, Monteparano, Pulsano, Roccaforzata, San Giorgio Ionico, San Marzano di San Giuseppe, Sava, Statte, Taranto, Torricella) ed ora in provincia di Bari, oltre a Locorotondo già presente nel vecchio elenco, anche i citati Comuni di Alberobello, Castellana Grotte, Monopoli, Polignano a Mare e Putignano. Da non dimenticare che in Puglia dal 2013 fino ad oggi sono state già censite oltre 21 milioni di piante di ulivo infettate da Xylella, a seguito della diffusione del batterio che, come è noto, avviene attraverso un insetto vettore, la sputacchina, che lo propaga nei campi quando questi risultano non coltivate secondo modalità e tempi consoni alle buone pratiche agronomiche. Oltre tre milioni, invece, sono gli ulivi pugliesi già distrutti totalmente dalla Xylella ed estirpati; mentre altri 2milioni circa di ulivi colpiti dalla batteriosi sono stati eradicati in via cautelativa, per contrastare la diffusone di detta malattia fito-sanitaria, a cui le scienze agronomiche non hanno ancora trovato un rimedio definitivo e, quindi, in grado di debellare il batterio. Stante gli ultimi recenti rilievi, in Puglia la Xylella fastidiosa sembrerebbe aver interessato altre varietà di piante, in particolare ciliegie e mandorli, i cui effetti però sono stati, almeno finora, molto più contenuti e molto meno disastrosi di quanto già accaduto per gli ulivi. Dove, come è noto, la batteriosi è partita a suo tempo in maniera massiccia dal basso Salento (Comune di Nardò e dintorni) fino a raggiungere ultimamente la zona del sud barese, interessando anche alcuni esemplari diversi dagli ulivi. Ora, quindi, con l’inserimento ufficiale nell’elenco della Ue dei citati Comuni del barese, l’allerta Xylella fastidiosa è entrata formalmente anche per la provincia di Bari, nella quale la Regione Puglia dovrebbe intensificare i controlli preventivi e le eventuali misure di contrasto. O, almeno, si spera che tali procedure siano messe in atto a regime e senza tentennamenti, come invece accadde in Salento all’origine di tale batteriosi, con le disastrose conseguenze per l’ambiente e l’economia primaria ed oggi note.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 21 Maggio 2024

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