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Altro che pista ciclabile! Sul lungomare di Palese e Santo Spirito servivano i frangiflutti

Le mareggiate mettono a rischio gli utenti in transito, oltre ai danni e agli allagamenti causati da interventi sbagliati e forse anche inutili

“Altro che… pista ciclabile!” sul lungomare di Palese e Santo Spirito. È questa l’amara ed ironica esclamazione che in queste ore effettuano tantissimi residenti delle due ex frazioni a nord di Bari, che da oltre 45 anni sono state unite prima in quella che il Comune precedentemente aveva definito “Prima Circoscrizione” e poi, dal 2014, “Municipio 5” del decentramento comunale barese.

Un’esclamazione che scaturisce dalla constatazione di ciò che accade ogni qualvolta si verificano mareggiate ed acquazzoni come quelle che si sono verificate nelle ultime ore lungo tutti i ventotto chilometri di barese, da Santo Spirito a Torre a Mare.

Infatti,  la totale assenza di frangiflutti lungo i sette chilometri di costa che si estendono dalla confluenza di via Cola Di Cagno, sul tratto di lungomare Ugo Lorusso a Palese, fino alla piazzola antistante lo storico lido Lucciola a Santo Spirito (ovvero ai confini con il Comune di Giovinazzo), quando si verificano forti mareggiate la carreggiata ed il marciapiede che estendono lungo costa vengono letteralmente invase, oltre che dall’acqua delle onde che si infrangono direttamente sugli scogli, da una valanga di detriti marini e di altri materiali che il mare agitato catapulta sulla terra ferma.

Un fenomeno, questo, che non solo causa disagi a coloro che sono costretti a dover transitano sul lungomare per raggiungere la propria residenza o per spostamenti per i quali non c’è la possibilità di transiti alternativi, ma che creano anche una situazione di pericolo per i danni che i detriti, o altri materiali (pezzi di legno, etc.) potrebbero provocare, qualora dal mare giungessero sui veicoli o, peggio, sui pedoni in transito, a causa delle onde che non vengono interrotte a debita distanza dalla costa, per la mancanza – come è noto – di frangiflutti.

Difatti, a Palese e Santo Spirito molti cittadini sostengono che il Comune, piuttosto che farsi finanziare dal Pnrr la costruzione della pista ciclabile appena terminata, avrebbe dovuto realizzare delle barriere frangiflutti a protezione di diversi tratti del lungomare esistente sul territorio del fantomatico “Municipio” di Palese e Santo Spirito. Invece, – come è noto – l’Amministrazione barese ha preferito realizzare con i fondi del Pnrr una pista ciclabile lungo tutto il lungomare che da Palese, dall’innesto di Cola Di Cagno, giunge fino alla storica Torre costiera di Santo Spirito, ex sede della Caserma della Guardia di Finanza. Una pista ciclabile, per altro, fortemente contestata – come si ricorderà – da parte dei residenti e di tanti altri cittadini, poiché ha ridotto la careggiata stradale.

Al punto che è stato necessario rendere il lungomare a senso unico di marcia, oltre che ad aver ridotto notevolmente il numero di posti auto lungo la costa di Palese e Santo Spirito, con disagi enormi sia per i bagnati che d’estate si riversano in spiaggia da queste parti che per i residenti delle zone a monte del suddetto lungomare e che ora sono costretti, negli spostamenti, ad allungare le loro percorrenze quotidiane, per raggiungere le proprie abitazioni o per l’allontanamento.

Paradossale è anche il fatto che, senza i frangiflutti la pista ciclabile realizzata, ogni qualvolta si verifica una mareggiata della portata di quella avvenuta ultimamente, subisce danni dal mare in diversi tratti, così come è accaduto anche lo scorso anno durante la fase di realizzo. Tratti, questi danneggiati, che occorre ogni volta ripristinare, altrimenti le situazioni di rischio aumentano anche per i ciclisti che utilizzano il percorso stradale ad essi riservato.

Ma a creare problemi lungo la costa di Palese e Santo Spirito non è solo la mancata realizzazione di barriere frangiflutti, ma anche la pioggia che spesso allaga interi tratti stradali, come è accaduto ultimamente a Santo Spirito sul lungomare Cristoforo Colombo, in corrispondenza della citata Torre della Finanza.

Allagamenti dovuti verosimilmente ad errori marchiani commessi nel restyling della zona, iniziato ben tre anni or sono e tutt’ora – come è noto – non ancora ultimato e per il quale ci sono forti proteste da parte della cittadinanza, ma soprattutto da parte degli operatori commerciali della zona, che da quando sono iniziati lavori (che sarebbero dovuti durare un anno!) hanno visto crollare letteralmente gli incassi.

E, se fosse solo questo il danno, per gli esercenti presenti lungo i 500 metri antistate il porto di Santo Spirito, si tratterebbe di una situazione pregiudizievole transitoria. In realtà, invece, dopo i recenti lavori di pedonalizzazione e restringimento di carreggiata nell’area antistante il porto, alcuni residenti ed esercenti (soprattutto quelli presenti lungo le traverse che sboccano sul lungomare) si ritrovano con i loro locali a piano terra allagati dopo ogni acquazzone, a causa di opere di riqualificazione sbagliate o fatte male. Per queste ragioni, a Palese e Santo Spirito, sono in molti a ritenere che l’Amministrazione barese, quando si ricorda di intervenire su questo territorio, effettivamente fa più danni che migliorie.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 18 Febbraio 2026

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