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Altro “colpo basso” della Ue all’Italia per il comparto dell’olio d’oliva

Un altro colpo basso sta per essere sferrato all’olivicoltura italiana dalla Ue, con la rinuncia al rispetto di un accordo già sottoscritto che assegna all’Italia l’indicazione del nome per la guida del Coi (Consiglio oleico internazionale) alla imminente scadenza di mandato dell’attuale vertice iberico-tunisino. Ma ciò che è più paradossale per il comparto agricolo da sempre fiore all’occhiello nazionale per qualità e quantità della produzione di olio extra vergine di oliva “made in Italy” è  – secondo il presidente del Consorzio “Italia olivicola”, il bitontino Gennaro Sicolo – che ad avallare la riconferma dei vertici uscenti alla guida del Coi possa essere addirittura la responsabileper gli affari esteri dell’Unione europea, ossia l’italiana Federica Mogherini.Infatti, mentre l’Italia, attraverso il Governo “giallo-verde” ed il suo ministro alle Politiche agricole e forestali, Gian Marco Centinaio del partito di Matteo Salvini, sta cercando tra mille difficoltà di far rispettare una precedente intesa internazionale che prevede come prossima nomina di un italiano a direttore esecutivo del Consiglio oleico internazionale, una connazionale nei posti di vertice della Commissione europea continua invece a picconare un importante settore produttivo italiano già duramente provato dalle  numerose emergenze che lo hanno interessato. Vedi, ad esempio in Puglia, le calamità naturali della Xyllella fastidiosa, gelata e siccità.E non solo queste. Infatti, ha denunciato con una nota il presidente di “Italia olivicola, “dopo aver avallato le importazioni di olio tunisino a dazio zero e senza controlli, che hanno danneggiato non poco la nostra produzione ed il nostro mercato, numerose autorevoli fonti ci confermano che Federica Mogherini avrebbe dato il via libera alla riconferma del ticket Ghedira (Tunisia) – Lillo (Spagna) alla guida del Coi”. E, continuando, Sicolo ha affermato: “Pur apprezzando l’impegno ed il lavoro della governance attuale, riteniamo che l’Italia sia assolutamente in grado di esprimere una personalità capace di portare avanti una politica mondiale dell’olio extravergine d’oliva basata sulla qualità e sul rispetto dei produttori e dei consumatori”. Circa un mese fa il presidente del Consorzio nazionale più rappresentativo del comparto olivicolo ed oleario, “Italia olivicola” per l’appunto, aveva scritto al ministro Centinaio ed al ministro degli esteri  Moavero Milanesi per chiedere di tutelare al meglio  la posizione del nostro Paese nel consesso internazionale dell’olio d’oliva, facendo presente che in base ad accordi pregressi all’Italia questa volta spetterebbe una designazione di vertice del Coi. A quanto risulta – riferisce inoltre Sicolo – “il Governo ed il ministro Centinaio, insieme alla struttura tecnica del Mipaaf, si stanno impegnando al massimo per far rispettare gli accordi pregressi”, però “ spiace constatare che a mettere in dubbio la buona riuscita dell’operazione sia una nostra connazionale totalmente avulsa dal contesto in cui viviamo e da ciò che serve all’olivicoltura italiana, europea e mondiale”. Infatti, – ha poi concluso Sicolo – “alla luce delle sfide che ci attendono, e dei problemi che attanagliano il nostro settore, sarebbe importantissimo per il nostro Paese riuscire a guidare i processi futuri”; augurandosi  infine “che la Mogherini, invece di trasformarsi in ennesima calamità per l’olivicoltura italiana, faccia rispettare gli accordi pregressi, che prevedono un italiano alla guida del Consiglio oleico internazionale”. Un augurio che si fanno verosimilmente anche tutte le altre Organizzazioni rappresentative del comparto olivicolo ed oleario nazionale, ma che finora però non hanno ancora fatto sentire in maniera altrettanto forte e chiara la propria voce al riguardo. Voci che invece non dovrebbero tardare, se ciò che ha denunciato “Italia olivicola” abbia un qualche benché minimo di fondamento. Diversamente, poi, non ci si può continuare a lamentare, se il Paese produttore del miglior olio extra vergine di oliva al mondo sia una “Cenerentola” nel contesto internazionale anche per un prodotto unico e d’eccellenza, qual è per l’appunto l’olio extra vergine di oliva italiano, che nonostante tali presupposti continua a “non decollare” come dovrebbe nel mercato globale. E la nostra Puglia, che – come è noto – è la regione più olivetata d’Italia, è sicuramente nel contesto internazionale quella più penalizzata di tutte.

Giuseppe Palella

 

 

 

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