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Altro rinvio in Commissione: evidenti le colpe della Regione per il caos Province

<>, attacca subito a testa bassa il consigliere regionale Davide Bellomo del Movimento Schittulli, specie dopo che ieri mattina Pd e il Sel hanno votato l’ennesimo rinvio della discussione in Commissione perché, ipotizza Bellomo, hanno ricevuto “ordini” precisi da parte di chi è, a questo punto, totalmente responsabile della gravissima situazione in cui versano le Province. Enti che, in assenza di una normativa chiara su quelle che sono le funzioni procedono, quotidianamente, a tentoni in mezzo a mille difficoltà finanziarie. Ma soprattutto cercando, a volte senza riuscirci, di tenere sotto controllo una situazione occupazionale che rischia di provocare problemi di ordine pubblico a causa degli animi esasperati da un’incertezza sul futuro occupazionale di centinaia di lavoratori, soprattutto delle Partecipate. <>, chiosa Bellomo. Insomma, dopo il caos in materia di personale e stabilizzazioni determinato dalla maggioranza di centrosinistra che governa la Regione Puglia di imbarcare tutti, ma proprio tutti quelli legati ai loro carrozzoni, anche correndo il rischio di andare contro le norme vigenti, prende contorni più marcati la paralisi relativa al (mancato) riordino delle funzioni degli enti locali imposto dalla Riforma Delrio. Vendola è giunto ai titoli di coda, ma anche l’altro consigliere pugliese di Forza Italia, Maurizio Frriolo, alza nuovamente il tiro contro un ente che, continuando a lasciare nell’incertezza in tutta la Puglia migliaia e migliaia di unità di personale da mantenere negli organici delle Province o ricollocare in altri enti, resta nel vago. Friolo ha già condiviso la protesta dei rappresentanti delle Province pugliesi, invitando chi di dovere a svolgere il proprio ruolo istituzionale nel pieno rispetto delle prerogative e funzioni, e anche e soprattutto dei cittadini pugliesi. Insomma, si tratta di avere risposte chiare sul completa mento della riforma delle Province, mentre pare che la mobilità volontaria del personale sia ancora congelata, come pure le assunzioni per concorso. Questo, in conclusione, dimostra che la mobilità per comuni e le altre amministrazioni è in tutto e per tutto condizionata alla preventiva ricollocazione dei dipendenti in mobilità, sia per evitare il gran ballo delle sedi e non vanificare il raggio di 50 chilometri come elemento dell’obbligatorietà del trasferimento, sia perché la mobilità è comunque presupposto per concorsi che non possono essere indetti e la “provvista” di personale è data dall’insieme dei dipendenti provinciali in sovrannumero. Quand’è che la Regione Puglia la smetterà di giocare con il cerino delle stabilizzazioni dei precari, in barba agli ex dipendenti provinciali?

Antonio De Luigi

 

 


Pubblicato il 31 Marzo 2015

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