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Ammaraggio nello Jonio

Cosa non nasconde il fondo del mare. A parte un’incresciosa quantità di rifiuti, vi riposano pure migliaia di mezzi di trasporto. Le navi sono i relitti più frequenti, ma se a colare a picco è stato un mercantile o un traghetto, ecco fare capolino qua e là fra alghe e incrostazioni automobili, bus, tir, carri armati, vagoni ferroviari… Cose che quando rinvenute a profondità sostenibili fanno la gioia di fotografi subacquei morbosamente sedotti dal fascino spettrale che le carcasse affondate esercitano. Talvolta i mari nascondono aerei. Nelle acque di Santa Caterina di Nardò, su un fondale sabbioso a 35 m. di profondità, ne riposa uno. E’ un aereo da combattimento risalente all’ultima guerra mondiale. Esperti ne hanno identificato il modello : uno Junkers Ju 88, il miglior bombardiere multiuso della Luftwaffe, l’aviazione militare tedesca (tra il 1939 e il 1945 ne vennero fabbricati più di sedicimila esemplari ; e gli esemplari sopravvissuti alla guerra, riconvertiti in aerei  civili volarono sino al 1951). Come l’immagine dimostra, l’apparecchio si presenta in condizioni tali da escludere l’abbattimento. Con ogni probabilità ammarò, manovra d’emergenza ad alto indice di rischio, considerate le dimensioni del velivolo : 20 m. d’apertura alare e un peso (a vuoto) di 9870 kg. Ma la manovra dovette riuscire perfettamente, come testimoniamo il quasi integro assetto di volo, la sopravvivenza dei cristalli della cabina di pilotaggio e, soprattutto, l’assenza di resti umani all’interno della carlinga ; l’equipaggio di questo aereo si componeva di quattro uomini. Ma perché ammarare a così poca distanza dagli aeroporti di Galatina e Grottaglie, verso cui il velivolo sembrava diretto a giudicare dall’orientamento del relitto? Un guasto, il serbatoio a secco? L’apparecchio non trasportava alcuna bomba (lo Junkers poteva trasportarne per 2500 kg). Qualcuno ha ipotizzato che l’apparecchio fosse di ritorno da una missione di bombardamento sui Balcani. Ciò collocherebbe l’evento tra l’inizio della campagna di Grecia  e l’8 settembre. L’accesso al relitto di Santa Caterina è riservato solo ai sub autorizzati, ciò allo scopo di evitare quegli atti di sciacallaggio che sono la regola soprattutto quando di mezzo sono relitti militari (rinvenuti nel deserto o in acqua, non fa differenza). Gli appassionati non badano a spese per certe ‘souvenir’, anche se resi irriconoscibili dall’azione della salsedine. Forse dal nostro Junkers sono stati portati via – e venduti – paracadute, battellino di salvataggio, oggetti vari, proiettili e armi (quell’aereo aveva in dotazione tre mitragliatrici, una da 13 mm e due da 7.92 mm).

Italo Interesse

 

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