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Analisi della pandemia in “Mi ritrovo davanti ad uno specchio- I sogni della quarantena”

Analisi della pandemia. L’ha fatta, da par suo, naturalmente bene e competenza, un’ottima psicoterapeuta e psicologa barese prestata alla scrittura, la dottoressa Alessia Marconcini. Con tratto semplice, ma efficace ed evoluto, la dottoressa Marconcini ha da poco pubblicato: ” Mi ritrovo davanti ad uno specchio- I sogni della quarantena”, edito per i tipi di Progedit. In buona sostanza è un saggio nel quale la dottoressa Marconcini parla di quello che sogna o ha sognato la gente durante la pandemia, sventure, disgrazie, calamità, ma anche note positive. Tutti noi, non solo in Italia, ci siamo trovati e ci troviamo davanti ad un nemico difficile da combattere e debellare definitivamente, anche se drammatizzare o chiudere tutto nel nome del catastrofismo è uno sbaglio. Domanda di fondo alla quale i tanti virologi superstar, e superpagati nelle tv, spesso attigui al potere non sanno dare risposta: ne uccide più il virus o l’economia? Strano, ma non troppo, che a pretendere chiusure e rigore a gogò, siano ricchi e a reddito fisso. Ma questo è altro discorso. E allora abbiamo intervistato l’autrice.

Dottoressa Marconcini, che idea ha ricavato dal suo osservatorio di terapeuta ed è possibile dire che la pandemia ha creato scompensi?

“Oggi è difficile affermare se ci saranno conseguenze, bisogna vedere nel tempo, quando ci saremo riorganizzati anche nel modo di vivere. Certo, esiste in tanti il timore del colpo di coda del virus, vi è chi si aspetta un ritorno e questo infonde qualche ansia”.

Che cosa ha notato di interessante?

“Un particolare. Molti pazienti hanno dato grande attenzione alla casa, considerato luogo e bene di rifugio, che deve essere confortevole. L’ho ricavato dalla terapia”.

Possibile un incremento di psicofarmaci?

“Questo non tocca a me dirlo, in quanto non li prescrivo. Tuttavia, per mia abitudine, quando noto nel paziente situazioni che necessitano a mio avviso di assistenza psichiatrica, li indirizzo verso quel medico ed è accaduto con più frequenza. Potrebbe essere un indizio di maggior uso di medicine”.

Aggressività?

“Ho percepito un aumento, ed è in un certo senso fisiologico in un tempo caratterizzato da repressione. Talvolta ho assistito a fenomeni di impulso aggressivo ad esempio verso chi per strada non portava la mascherina. Questi strascichi li notiamo ancora”.

La paura della crisi economica genera ansia?

“Certo. Tanta gente e penso anche a liberi professionisti si sono impoveriti durante la quarantena. Una reazione è stata la maggior spesa in beni effimeri, quasi che le persone si stessero coccolando”.

Informazione e talk show sulla pandemia. Le sono piaciuti?

“No. Un bombardamento mediatico evitabile, penso che in campo informativo abbiamo fallito con sensazionalismo e talvolta terrorismo informativo. Dedicare 24 ore al giorno alla pandemia non è stata una buona idea. Una idea molto sbagliata è stata far vedere quei camion di bare. Le confesso che ho letto giornali qualificati, ma non ho seguito la tv che non avrei consigliato certamente agli anziani. Hanno creato un’idea di guerra”.

Il suo è un libro ottimista o pessimista?

“Ottimista, mira a restituire ogni forma di fiducia”.

Buona lettura con il libro della dottoressa Alessia Marconcini, un volume agile ma anche ricco di spunti sui cui meditare.

Bruno Volpe

 

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