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Analisi di una stagione con pochi sorrisi e tante delusioni

Troppe sono state le occasioni perse, le partite gestite in pessimo modo dove si è finito per consegnare i tre punti agli avversari. Il rimpianto più grosso che si porteranno dietro giocatori, allenatore, staff e dirigenza è quello di essere stati sempre lì ad un passo per poter fare l’aggancio alle dirette concorrenti, ed aver invece, ‘floppato’ all’esame di maturità, pagando oltre misura delle decisioni arbitrali discutibili che ci hanno fatto perdere punti pesanti, insieme alla mancanza di cinismo e continuità in fase di realizzazione. Con i ‘se’ ed i ‘ma’ non si va assolutamente da alcuna parte, ma dalle analisi anche inconfutabili dei dati statistici si deve ripartire in primis per trarre bilanci precisi; analizzando il tutto in maniera dettagliata, senza trascurare però il dato umano non scritto, ovvero il profilo di ogni giocatore, di cui l’allenatore è consapevole se potrà dare ancora un importante contributo alla causa. In 42 partite la compagine barese ha realizzato 14 le vittorie, 12 pareggi e ben 16 sconfitte, di cui delle 21 in casa, 10 vittorie, 6 pareggi e 5 sconfitte mentre in trasferta il bottino è molto più deludente, 4 vittorie, 6 pareggi e ben 11 sconfitte, con 43 gol realizzati nelle 42 partite disputate e 49 subiti, la maggior parte quando tra i pali, era stato scelto come numero uno, Donnarumma. Da tutto ciò evince come non si sia mai riusciti a trovare il bandolo della matassa e a non giovare neanche del cambio in corso d’opera di allenatore. Il risultato finale è quello di un decimo posto, distante cinque punti dai playoff, non tantissimi, ma dal punto di vista del profilo mentale rispetto alle concorrenti che si giocheranno gli spareggi promozione, sul rettangolo di gioco è stata dimostrata dagli avversari un abisso di mentalità, nell’avere sempre fame, più malizia e quella ‘cazzimma’ invocata sia De Luca, autore di otto gol con la maglia biancorossa , e da Ebagua, altro centravanti che però ha fortemente disatteso le speranze che si avevano, nonostante sia giunto nella finestra di mercato di Gennaio, ha realizzato la miseria di due gol e collezionato anche espulsioni oltre a partite inconcludenti sotto ogni aspetto. I migliori in assoluto: Boateng, di proprietà del Bari, Rinaudo e Contini per la difesa, oltre all’innesto di Errico Guarna dopo un girone di andata disastroso di Donnarumma che ha spalancato la porta agli avversari. Tra le note positive anche Minala, nonostante nei momenti clou si è fatto espellere con molta facilità ed ingenuità, insieme anche a Romizi e Donati, distintisi per il coraggio e non mollare mai. Bisognerà ripartire di lì dalle ultime prestazioni in campionato, consapevoli che però bisognerà segnare sempre un gol in più rispetto agli avversari ed in questa disgraziata stagione sono mancate le reti, infatti soltanto 43 volte su 42 gare disputate la squadra barese è stata capace di andare a segno, esattamente una media gol di 1,02 che ha portato poi ad un decimo posto, unita agli altri risultati negativi conseguiti. 

IL PAGELLONE PER REPARTO

 

Porta 6: a corrente alternata, alla ricerca di continuità

Per il girone di andata a difendere i pali della porta biancorossa c’è stato Donnarumma, scelto da Devis Mangia, ma deludente nonostante la stazza fisica e le potenzialità, il giovane portiere si è espresso a fasi alterne, non riuscendo a garantire sicurezza al reparto. A stagione in corso, è stato sostituito da Guarna che ha alzato un muro ma il danno e le tante reti incassate, 49 in 42 partite, restano esattamente la media di 1,16 a partita, ed è troppo. La prossima stagione si riparte da Guarna con Micai, secondo portiere che ha ben figurato nelle ultime due giornate.

Difesa 6.5: dopo il rodaggio iniziale, ritrovata coesione

A corrente alternata, un po’ come tutta la squadra. Si sono distinti per autorevolezza e affidabilità, Matteo Contini, Rinaudo, lo stesso Filippini per le volte che è stato chiamato in causa e sicuramente anche Camporese, nonostante quest’ultimo abbia subito diversi infortuni che lo hanno frenato e non consentito di giocare con maggiore continuità. Altri, come Calderoni, ma anche Sabelli, con quest’ultimo già pronto per l’eventuale salto di categori, non sono stati in grado di ripetere ciò che di miracoloso e di impareggiabile, hanno offerto come contributo nella scorsa stagione in fase offensiva e di contenimento. Una difesa sottotono, ma registrata nella seconda parte di stagione grazie ai leader scelti dal tecnico. Le delusioni sono state senz’altro, Benedetti e Rada, neoacquisti di Gennaio ma che sono stati utilizzati con il contagocce, a differenza di Salviato che ha mostrato discrete qualità salvo poi perdersi in  corso d’opera. 

Centrocampo 6: tanta sostanza ma cercasi disperatamente qualità e gol …

Sufficienza tirata per il centrocampo biancorosso, perché non si è mai tirato indietro, hanno sempre messo la gamba e cercato di arginare gli avversari, ma in fase di costruzione del gioco e nel dare un’impronta precisa sono risultati latenti, salvo nelle ultime due partite dove si è intravisto un giro palla diverso, maggiore rapidità di esecuzione e più coraggio. Purtroppo ad obiettivi non raggiunti, è risultato troppo tardi. Scendendo nel particolare delle prestazione dei singoli: il giovanissimo Minala, di proprietà della Lazio, ha fatto tre gol e giocato con carisma, ma compiendo delle ingenuità di troppo che ha pagato con delle espulsioni in dei momenti clou del campionato. E’ mancato anche l’ultimo passaggio verso le punte e quel filtro di gioco che alla fine delle ostilità ti consente di fare la differenza. Massimo Donati è uno di quelli che si è distinto per coraggio, grinta, ma perso lo smalto e freschezza degli anni passati. Tuttavia, per lui 22 presenze e due reti segnate. Marco Romizi, in controtendenza rispetto al passato anche se da stakanovista non ha fatto mancare il suo apporto, soffrendo quasi la presenza del compagno di squadra e di reparto, Massimo Donati.  Per Marino Defendi, capitano l’anno scorso, stagione da dimenticare non solo per i pochi gettoni, perché essendo stato utilizzato poco e spesso fuori ruolo, è sembrato quasi smarrito, lui che è un uomo spogliatoio, se dovesse restare tornerà utile alla causa, se adeguatamente collocato nel campo.  Per Nicola Bellomo, barese doc e ritornato a Bari a Gennaio, una parentesi grigio-scura, nonostante il ragazzo ha fornito assist e prestazioni anche sopra la media, ma a corrente alternata senza continuità, ed il suo score è stato comunque di 18 gettoni e 2 reti pesanti. Non si sa ancora, se sarà riscattato o farà ritorno al Chievo. Insomma un reparto in fieri che necessità di rinforzi di qualità e che garantiscano gol.

Attacco 5: senza appello

Reparto considerato insufficiente senza appelli. L’impegno profuso non è mancato sia chiaro, i tiri in porta anche quelli sono stati copiosi, ad eccezione però della materia prima e fondamentale per centrare gli obiettivi: i gol, sono arrivati con il contagocce, 43 in 42 partite. Un dato che stride con la mole di gioco creata ed i numerosi tiri effettuati nello specchio delle porte avversarie. C’è da interrogarsi, in casa Bari, sul problema concretezza da parte degli attaccanti e per tale analisi, basta ricordare che il capocannoniere dei pugliesi è Ciccio Caputo autore di 10 reti, seguito da De Luca con otto ed a seguire Cristian Galano e poi Ebagua con sole due reti. Troppi pochi i gol realizzati, e nonostante ciò, al termine della penultima giornata ed ultima in casa disputata due settimane fa, il tecnico Davide Nicola ha difeso questi numeri impetuosi; in realtà andrebbe fatto un ‘mea culpa’ sulla mancata serenità e lucidità dei suoi attaccanti sotto porta, ma ognuno ovviamente ha il suo rispettabile parere. Anzi, qualche giorno fa, il socio di minoranza della Fc Bari 1908, Romeo Paparesta, ospite presso un’emittente locale, ha dichiarato che Ciccio Caputo è stato il vero flop della stagione; noi aggiungiamo che è troppo facile additare il capitano come capro espiatorio o principale degli imputati della stagione, perché seppur è verissimo che ha fallito numerose occasioni, il giocatore pugliese ha giocato anche contro un pubblico che non lo voleva più per questioni vecchie ed è stato supportato non adeguatamente dagli altri reparti e da un modulo poco chiaro. Gli stessi compagni di reparto hanno segnato anche meno oltre ad aver sbagliato clamorose occasioni esattamente quanto lui. Bisognerà, pertanto, azzerare la stagione fallimentare e ripartire in primis dalla testa, oltre a compiere un’adeguata preparazione estiva che dovrà necessariamente essere supportata dai rinforzi richiesti dall’allenatore biancorosso.

Marco Iusco

 

 


Pubblicato il 26 Maggio 2015

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