Cronaca

Anche a Bari parte a raccolte delle firme per abolire le modifiche all’art. 18

Da domani nelle piazze cittadine di Bari, vi saranno banchetti per raccogliere le firme su due quesiti referendari riguardanti il lavoro: il ripristino del precedente articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, modificato dal Governo Monti, su proposta del Ministro Fornero e l’abolizione dell’articolo 8 (quello che ha introdotto la facoltà della contrattazione aziendale di derogare gli istituti e le tutele previste dai contratti nazionali di lavoro). Il Comitato promotore della Provincia di Bari, costituito da Alba, Idv, Pdci, Prc, Sel, Mpl, Ars, Verdi, Cgil che vogliamo, Lavoro e Società Cgil, Anpi e Sindacato Orsa, ha promosso l’iniziativa di raccolta delle firme. Ne occorrono almeno 500mila su tutto il territorio nazionale e proprio in virtù di questo, per tutto il mese di ottobre, specialmente durante i fine settimana, saranno allestiti banchetti in tutte le piazze cittadine italiane. Quando le sottoscrizioni raggiungeranno quota 500mila il comitato potrà portare le stesse in Cassazione, dove tutte le firme saranno vagliate per verificarne la validità. Se dalla Corte arriverà il via libera, la parola, secondo la legge, spetterà alla Corte Costituzionale che dovrà esaminare i profili di legittimità. Solo dopo il parere definitivo della Consulta, i cittadini verranno chiamati alle urne. “Quest’iniziativa non esaurisce tutte le altre che ogni singola organizzazione politica ha in programma per questi mesi. Ogni comitato, infatti – ha spiegato Nuccio Dimundo di ‘Alba’ – veicolerà numerose iniziative, con lo scopo di portare avanti una battaglia che affronti il tema del lavoro e che getti le basi per una forte istanza di garanzia verso i diritti che ogni lavoratore possiede”. Il calendario completo degli eventi è possibile consultarlo sulla pagina Facebook del Comitato promotore. “Questi referendum si sono resi necessari per rimettere al centro della politica i lavoratori e le lavoratrici, i loro diritti e la loro dignità, perché crediamo che non sia giusto che i debiti accumulati dagli ultimi governi li si faccia pagare ai soli lavoratori e alle generazioni future. Chiediamo dunque – ha dichiarato Mauro Sciascia, di ‘Lavoro e Società Cgil’ – l’abrogazione dell’articolo 8, una norma che consente ai contratti aziendali di derogare non solo ai contratti collettivi nazionali, ma anche a tutte le norme che regolano il lavoro. Nonché il ripristino integrale dell’articolo 18, poiché si tratta di una necessità costituzionale, al fine di rendere i lavoratori e le lavoratrici dei cittadini liberi”. I referendum restano l’ultimo baluardo di democrazia per i cittadini italiani, l’unico mezzo con il quale poter esprimere liberamente il proprio pensiero. Il disegno di legge Monti-Fornero, mentre cancella l’articolo 18, non contrasta ma facilita il dilagare della precarietà, non potenzia gli ammortizzatori sociali per renderli universali, ma li riduce nei processi di riconversione industriale. “Con il concetto di indennizzo si giunge alla mercificazione del lavoro e alla privazione della dignità del lavoratore. La dignità non è una merce, quindi non ha un prezzo. Non c’è nessun indennizzo che possa risarcire il mancato rispetto di un diritto” ha concluso Teresa Masciopinto di ‘Alba’. Ecco dove poter firmare: sabato 13 ottobre ore 10,00 -18,00 Via Sparano, 111 – di fronte Libreria Laterza.Sabato 20 ottobre ore 09,30 -13,00. Viale Concilio Vaticano II – (Piazza dei Papi).Mercato Poggiofranco. Domenica 21 ottobre ore 09,30 -13,00 Ingresso Parco 2 giugno – Viale Einaudi.Sabato 27 ottobre ore 09,30 -13,00   Via Pitagora angolo VIa Peucetia – Mercato Japigia.Lunedì 29 ottobre ore 09,30 -13,00 Via Nazariantz – angolo Corso della Carboneriadi fianco ingresso cimitero     

 

Nicole Cascione


Pubblicato il 12 Ottobre 2012

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