Primo Piano

“Anche con Emiliano in corsa Decaro continua a fare il doppio gioco?”

“Anche con Michele Emiliano in pista per la scalata alla segreteria nazionale del Pd, il sindaco di Bari, Antonio Decaro, continua a fare il doppio-giochista?” E’ questo l’interrogativo che adesso si pongono in Puglia alcuni addetti ai lavori della politica locale, ma soprattutto qualche attivista del Partito democratico che non ha mai creduto (e forse non crede tuttora) alle dichiarazioni del Primo cittadino barese che, durante i contrasti più volte insorti tra il governatore pugliese e l’ex premier, affermava di essere “renziano” a Roma ed “emilianista” a Bari. Infatti, in precedenza Decaro, pur dichiarandosi “renziano” e per questo considerato nel partito anche come il principale ambasciatore pugliese di Matteo Renzi, ha fatto sempre l’equilibrista tra Michele e Matteo, senza mai assumere una posizione chiara a favore di uno  o dell’altro, anche quando si trattava di questioni particolarmente importanti per i pugliesi, come ad esempio la dotazione finanziaria del “Patto per la Puglia”, sul quale Emiliano – come si ricorderà – si impuntò pesantemente con l’ex governo Renzi prima di sottoscriverlo, o su questioni più prettamente di partito, come quella indicata da Renzi a disertare le urne al referendum “No Triv” dello scorso mese d’aprile, quando Decaro dichiarò invece che si sarebbe comunque recato al seggio per votare scheda bianca. Contravvenendo,quindi, alle disposizioni di Renzi per non dispiacere del tutto Emiliano, che – come è noto – si batteva affinché gli elettori si recassero al seggio a votare “Sì” all’abolizione delle concessioni petrolifere in proroga, a meno di 12 miglia dalla costa. Ma finanche in occasione del ben più importante, per Renzi, referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre, Decaro in Puglia, pur essendo schierato apertamente con il segretario del suo partito a favore del “Sì” alla riforma, e quindi in contrapposizione netta con Emiliano che invece era dichiaratamente per il “No”, si è mostrato alquanto spento e poco combattivo nella mobilitazione delle “truppe” elettorali, per far vincere il “Sì” almeno nella città che amministra da Primo cittadino e nella provincia che governa da sindaco metropolitano. Infatti, i risultati della sconfitta del “Sì” a Bari, come pure in tutti gli altri 40 Comuni della Città metropolitana, sono stati quasi ovunque in linea con quelli riportati dal “Sì” nel resto della Puglia e del meridione più in generale. E, più in particolare, la sconfitta del “Sì” al referendum costituzionale confermativo – come si ricorderà – fu registrata persino nella piccolissima ex frazione barese di Torre a Mare (di appena 5 seggi elettorali), considerata tradizionale roccaforte elettorale della famiglia Decaro. Insomma, a voler guardare i risultati conseguiti dal “Sì” al referendum dello scorso dicembre, per Renzi è come se Bari e l’intera provincia non fossero amministrativamente nelle mani di un suo esponente di punta in Puglia, qual è Decaro, che tra l’altro è anche (per volontà dello stesso Renzi) presidente dell’Anci, ma fossero invece guidate da un esponente dichiaratosi contrario alla riforma. Infatti, a suo tempo, qualche addetto ai lavori della politica ha argutamente ed ironicamente rilevato che: “la sconfitta del ‘Sì’ al referendum costituzionale nel capoluogo pugliese è stata così in linea con altre realtà limitrofe che gli sforzi dei renziani baresi, per tentare di far prevalere il “Sì”, sono stati assolutamente impercettibili”. E siccome non è pensabile che un sindaco di una città capoluogo di regione, con tutto ciò che ruota intorno ad un Primo cittadino e sindaco metropolitano, oltre che presidente Anci, non possa non determinare, in una competizione tra il “Sì” ed il “No”, nella sua realtà almeno una variazione significativa rispetto ad altri contesti, allora il sospetto che Decaro anche in occasione del referendum costituzionale non abbia voluto dispiacere particolarmente Emiliano è alquanto fondato. Diversamente i dubbi che sorgerebbero sarebbero altri. Quindi, sostiene adesso qualche malpensante della politica, è molto strano che Decaro sia improvvisamente uscito dagli equivoci, dichiarandosi apertamente contro Emiliano per il congresso anticipato del Pd. E, soprattutto, che il suo sostegno per la segreteria effettivamente sarà fino alla fine in favore di Renzi. Insomma, il sindaco di Bari ha ribadito la sua fedeltà all’ex premier, promettendo lealtà alla sua linea politica e sostegno per la sua riconferma alla segreteria. E questo, mentre in Puglia, gran parte dei renziani dichiarati, a cominciare dal segretario del Pd pugliese Marco Lacarra, sembrano voler propendere dalla parte del presidente della Regione, Emiliano, se quest’ultimo dovesse essere effettivamente l’unico sfidante di Renzi nella corsa alla segreteria nazionale. Inverosimile, ma vero che la geografia politica del Pd pugliese nelle prossime settimane sarà in rapida evoluzione, a seguito della discesa in pista a livello nazionale di Emiliano contro Renzi. Ed in questo la sorpresa pugliese dovrebbe essere proprio una possibile e paradossale rottura politica all’interno del Pd tra il governatore pugliese ed il suo pupillo barese Decaro, che da Emiliano, quando divenne la prima volta sindaco del capoluogo nel 2004, fu introdotto sulla scena politica locale da assessore esterno alla Mobilità al Comune di Bari. Infatti, si chiedono i soliti malpensanti, “è mai possibile che Decaro tradisca chi in politica a Bari lo ha messo sul piedistallo e verosimilmente lo supporta, evitandogli travolgimenti politico-amministrativi e non?”. In effetti, ai bene informati, appare alquanto improbabile che, se il gioco si farà duro tra Emiliano e Renzi, il sindaco Decaro possa farsi “guerriero kamikaze” contro il suo “padrino politico” pugliese? Invece, è più probabile che la scelta di Decaro di dichiararsi più fedele a Renzi che ad Emiliano sia solo strategica in vista delle prossime politiche, quando il segretario Renzi (in caso di elezioni anticipate ed il congresso non celebrato) dovrà formulare le candidature, individuando tra i suoi fedelissimi di ogni regione i capilista bloccati che avranno l’elezione in Parlamento quasi certa in tasca. Quindi, per Decaro finché c’è guerra, c’è anche speranza di un suo ritorno a breve in Parlamento, con buona pace anche di Emiliano che, in questo momento, potrebbe anche preferirlo ad altri come possibile e finta “spina nel fianco renziana” in Puglia. Se così fosse, il “redde rationem” nel Pd pugliese è ancora lontano.               

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 2 Febbraio 2017

Articoli Correlati

Back to top button