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Anche in Puglia la nuova giunta di Emiliano è fatta o quasi…

Anche la Regione Puglia, sia pur con un ritardo di oltre 10 giorni rispetto ai tempi imposti dallo Statuto, avrà presto il suo nuovo governo al pari di tutte le altre regioni andate al voto il 20 e 21 settembre scorsi. Infatti, il riconfermato governatore pugliese, Michele Emiliano, dopo le pesanti critiche di due ex sfidanti, Raffaele Fitto di “Fratelli d’Italia” e d Ivan Scalfarotto di “Italia Viva”, ma soprattutto dopo gli inviti a nominare quanto prima il nuovo esecutivo da parte del presidente di Confindustria-Puglia, Sergio Fontana, e del segretario pugliese della Cgil, Pino Gesmundo, per affrontare e tentare di risolvere diverse problematiche urgenti aggravate dall’emergenza sanitaria, pare che si sia convinto a procedere con le nomine, quasi al completo, degli assessori che insieme a lui comporranno il nuovo governo regionale. Ed il “quasi” è d’obbligo, poiché – secondo indiscrezioni – nel nuovo esecutivo Emiliano lascerà un posto ancora vacante, quello al Wealfare, per occuparlo quando eventualmente il M5S scioglierà la riserva, decidendo di entrare a far parte in Consiglio regionale della stessa coalizione politica che ha sostenuto il riconfermato governatore alle scorse elezioni. Emiliano – secondo quanto è dato sapere – si sarebbe convinto infatti a nominare subito 9 dei 10 assessori che compongono l’esecutivo pugliese e, quindi, a non attendere ulteriormente la decisione del M5S pugliese sull’ingresso o meno in maggioranza. Infatti, riconfermato presidente della Regione Puglia verosimilmente sperava di poter attrarre nella propria orbita politica i pentastellati pugliesi, presentandosi da subito con il nuovo esecutivo al gran completo con dentro anche l’esponente dei “5 Stelle”. Invece no. Infatti, quasi sicuramente non sarà così poiché Emiliano ha ormai fretta di varare il nuovo esecutivo, mentre i “5 Stelle” pugliesi stanno ancora discutendo se affidare la decisione ad una consultazione degli iscritti sulla piattaforma Rousseau oppure solo interna ai rappresentanti eletti del Movimento. In ogni caso si tratterebbe di una decisione che potrebbe arrivare non prima di fine mese, se non addirittura nella prima decade di dicembre. Ma il governatore Emiliano non vuole o, forse, non può più attendere oltre, viste già le  prime critiche politiche e, soprattutto, prese di posizione anche di importanti Organizzazioni categoriali. E nell’attesa della decisione su Rousseau della base dei “5 Stelle”, se ci sarà, la squadra del novo governo regionale in Puglia sembra essere definita (almeno secondo quanto si apprende e al netto di cambi dell’ultima ora). Una squadra che vedrebbe al suo interno i consiglieri regionali Pier Luigi Lopalco come assessore alle Politiche della Salute ed Alessandro Delli Noci (ex vicesindaco di Lecce) come assessore lo Sviluppo economico, entrambi della lista civica “Con”. Il consigliere tarantino Donato Pentassuglia (Pd) dovrebbe rimanere alle Politiche agricole, mentre il foggiano Raffaele Piemontese (Pd) rimarrebbe con la delega al Bilancio a cui si unirebbe anche la nomina a vice-presidente della giunta. L’unica new-enter  in giunta del Pd sarebbe Anita Maurodinoia (Pd), a cui andrebbe la delega alla Mobilità sostenibile  ed Infrastrutture. Mentre i consiglieri Sebastiano Leo sarebbe confermato all’assessorato alla Formazione e Istruzione ed il collega Gianni Stea, già assessore all’Ambiente, passerebbe al Personale, entrambi in quota alla civica “Puglia Popolare”. Gli esterni Massimo Bray, già ministro nel governo Letta, e l’avvocatessa  Anna Grazia Maraschio dovrebbero essere rispettivamente assessore alla Cultura e Turismo ed assessora all’Urbanistica e all’Ambiente. Questi ultimi dovrebbero essere anche i rappresentanti nell’esecutivo delle due sigle politiche che alle elezioni hanno sfiorato la soglia 4%, necessaria per partecipare alla ripartizione dei seggi, ma che per questa ragione non hanno riportato (salvo sorprese per i ricorsi al Tar) rappresentanti eletti in Consiglio regionale. Per l’esattezza Bray dovrebbe essere in quota alla lista “Senso civico-Art.1”, mentre Maraschio per “La Puglia Solidale”. Ed in questi ultimi due casi il condizionale riguarderebbe il fatto che Bray è stato invece già disconosciuto come paternità politica dal coordinatore nazionale di “Art. 1”, Arturo Scotto; mentre per Maraschio si tratterebbe invece di un nome indicato solo da “Sinistra italiana” e, quindi, dall’ex governatore pugliese Nichi Vendola, piuttosto che dall’insieme di liste (Verdi, Si, Psi, La Forza della Puglia) che alle scorse elezioni si sono riunite sotto la sigla de “La Puglia solidale e Verde”. Infatti, anche per Bray, visto il disconoscimento di “Art. 1”, potrebbe trattarsi più di un nome gradito all’ex premier Massimo D’Alema che di un’indicazione della coalizione politica che si era formata la sigla di “Senso Civico-Nuovo Ulivo”.  Dalla ripartizione innanzi riferita la casella della nuova Giunta pugliese restate vacante è la poltrona del Welfare, che Emiliano potrebbe aver riservato ai penta stellati, qualora dovessero accettare di far parte della maggioranza. Ma, benché a detta di qualche bene informato la nuova Giunta pugliese sarebbe per i 9/10 già pronta per essere resa nota, al momento in cui stiamo per licenziare questo servizio non è stata ancora ufficializzata. Infatti, qualora lo sarà, se fosse confermato i posto rimasto vuoto per i “5 Stelle”, appare assai difficile che i penta stellati pugliesi accetteranno di entrare a far parte di un governo dove, con ben 5 esponenti in Consiglio, il proprio peso politico in Giunta sarebbe pari a quello di ben due sigle che di rappresentanti in Assemblea non ne hanno nessuno. Quindi, non è forse azzardato affermare che, alla fine della “partita” tra Emiliano ed i “5 Stelle”, o questi ultimi befferanno il governatore declinando la sua offerta, oppure saranno i pentastellati ad aver beffato Emiliano, avendogli fatto perde inutilmente tempo per l’ufficializzazione della Giunta. Ed a quel punto il posto rimasto ancora vuoto in Giunta non potrà che essere rivendicato dal Pd, che con i suoi 15 eletti in consiglio è stato, per ora, accontentato con solo 3 assessori, oltre alla presidenza del Consiglio per la salentina Loredana Capone. Per la cronaca riferiamo anche che – sempre secondo gli stessi bene informati – il ruolo di capogruppo del partito di maggioranza relativa, ossia il Pd, in base accordi interni alla formazione Dem, dovrebbe essere affidato al neo consigliere regionale Francesco Paolicelli, che è figura politica nota come espressione diretta nel partito del sindaco di Bari, Antonio Decaro.

 

Giuseppe Palella

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