Primo Piano

Anche le fontane ornamentali sono sintomo del degrado urbano in cui versa la città di Bari

Per una realtà che si definisce "turistica" un pessimo biglietto da vista anche per chi arriva da fuori

A denotare il degrado e la mancanza di manutenzioni in cui versa la città di Bari non sono solo le tante buche di cui sono disseminate numerose strade cittadine ed i marciapiedi rotti, o con il cordolo spesso sconnesso, ma sono anche le numerose fontane ornamentali e monumentali che nel capoluogo pugliese un tempo erano un simbolo importante di decoro urbano, oltre che di eleganza di giardini e piazze, ma anche dell’efficienza amministrativa del Comune.

Ora, invece, sono proprio quelle fontane spente da mesi e con le vasche vuote d’acqua e piene di rifiuti a caratterizzare l’incuria ed il disinteresse dell’Amministrazione comunale per delle opere di arredo urbano che evidentemente sono passate in secondo piano nell’elenco delle priorità di funzionamento e manutenzione.

Infatti, le fontane ornamentali della Città di Bari che tempo sono spente e prive di manutenzione sono parecchie e non soltanto quelle presenti nei quartieri periferici, come quella a vasca di piazza “San Francesco” a Santo Spirito, o quella a raso della piazza centrale di Carbonara, o del Direzionale al quartier “San Paolo o al quartiere “San Girolamo”, ma ad essere spente da tempo sono anche alcune storiche fontane monumentali dei quartieri centrali della città, come quelle a vasca del giardino Garibaldi e di piazza Umberto, difronte all’ingresso principale dell’Ateneo statale barese.

Per non parlare, poi, della fontana monumentale simbolo di Bari, per chi viaggia in treno in arrivo o partenza dal capoluogo, che è quella al centro di piazza “Aldo Moro”, dove – come è noto – si affacciano ben tre stazioni ferroviarie, quella delle ex FF.SS., della Ferrotranviaria “Bari-Nord” e quella della ferrovia “Appulo-Lucana”. Quindi una fontana non funzionante, quella di piazza Moro, che giornalmente non passa inosservata a miglia di utenti delle predette ferrovie e, soprattutto, ai tanti turisti di passaggio o che fanno tappa nella nostra città.

“Eppure – ha commentato uno dei tanti baresi che quotidianamente lamentano il degrado non solo delle fontane ornamentali e monumentali, ma anche della scarsa attenzione che l’Amministrazione comunale dedica all’igiene cittadina, soprattutto nelle periferie – al Comune i nostri amministratori si vantano del fatto che Bari nell’ultimo decennio è divenuta un importante polo di attrazione turistica, tanto che per fare cassa negli ultimi anni hanno anche introdotto una tassa comunale per chi sofferma in una delle tante strutture ricettive presenti nella nostra città, dimenticando però del pessimo biglietto da vista che l’Amministrazione offre a questi turisti, con fontane ornamentali spente e strade spesso sporche e cassonetti, per il deposito dei rifiuti, maleodoranti e talvolta non svuotati regolarmente!”

Infatti, quando un paio di anni fa l’ex Amministrazione Decaro introdusse la “tassa di soggiorno” (che – come è noto dai dati di bilancio – nel solo 2025 ha prodotto più di 4,5 milioni di Euro per la Cassa comunale barese), a coloro che si lamentavano per tale balzello sostenendo che per i turisti avrebbe aumentato i costi di soggiorno a Bari, favorendo in alcuni casi la fuga di questi ultimi verso strutture ospitali fuori del territorio cittadino, dal Comune si giustificavano che questa nuova tassa sarebbe servita a migliorare i servizi, quindi anche il decoro urbano, a tutto vantaggio dell’immagine e dell’ospitalità che Bari avrebbe offerto sia ai turisti che suoi ai residenti. Ed invece, nonostante, questo ulteriore lauto introito per il Comune, Bari è peggiorata financo per il semplice funzionamento delle fontane ornamentali e monumentali, che un tempo, quanto i turisti in giro per la città erano assai meno, funzionavano a meraviglia e senza mai interruzioni di sorta.

Dal Comune qualcuno sostiene che per il “problema” delle fontane ornamentali e monumentali spente la risoluzione è questione di giorni, poiché il contratto con la precedente ditta manutentrice del servizio di funzionamento è scaduto nel 2025 e la gara pubblica per il rinnovo di detto servizio, pur essendo stata espletata nel corso dello stesso anno, ha avuto però un ritardo burocratico nell’affidamento alla nuova impresa aggiudicataria, che solo agli inizi di marzo di quest’anno ha ottenuto la deliberazione formale di affidamento dell’appalto di riqualificazione e funzionamento di detti manufatti.

In realtà, a Bari sono ormai diversi anni che le fontane ornamentali non funzionano più come un tempo, sia per quanto riguarda la tempestività degli interventi di manutenzione che per le non interruzioni nel funzionamento. I motivi? Secondo indiscrezioni trapelate da qualche esperto del settore, un tempo i bandi di gara del Comune capoluogo riservati a tal genere di lavori richiedevano alle imprese partecipanti requisiti specifici e prevedevano requisiti particolarmente stringenti, poiché trattasi di fontane ornamentali, alcune delle quali sottoposte anche a vincolo e tutela della Sovrintendenza. In altri termini, le ditte che dovevano partecipare dovevano essere specializzate per tal genere di servizio ed interventi.

E, quindi, anche la qualità e continuità di funzionamento era garantita. “Da alcuni anni invece – ha esclamato un esperto – non è più così, poiché il bando per le fontane ornamentali baresi è aperto ad imprese anche prive di esperienze pregresse nel settore, poiché il Comune ha probabilmente come principale obiettivo quello di contenere o ridurre al massimo il costo di tale servizio!” Ovviamente a discapito quella qualità ed efficienza dello stesso e forse, non a caso, i risultati sulla tenuta e funzionamento non sempre soddisfacente delle fontane ornamentali baresi sono già diversi anni che è sotto gli occhi di tutti.

Ovvero fontane spesso spente e vasche sporche e vuote d’acqua. Come ora! Ma anche ciò, come per i marciapiedi dissestati, le aree pubbliche spesso impresentabili e le strade urbane piene di buche, per una città come Bari è verosimilmente sintomo di superficialità e sciatteria amministrativa.

Giuseppe Palella


Pubblicato il 16 Aprile 2026

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio