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Anche se non è quella di S. Nicola, la manna…

Due cose vengono in mente quando si parla di ‘manna’: Il misterioso cibo caduto dal cielo che sfamò gli israeliti nel deserto (Libro dell’Esodo) e il liquido miracoloso secreto dalle ossa di San Nicola. Esiste però una terza manna, che fino alla prima metà del Novecento si produceva anche in alcune aree del Gargano, della Calabria e della Toscana. Al presente, tale produzione è limitata a poche zone della Sicilia : i territori di Pollina e Castelbuono, ai piedi della Madonie, tra i 110 e i 700 m. di quota ; per questa rarità il Ministero della politiche agricole e forestali ha riconosciuto a questo prodotto la denominazione PAT, che segnala i prodotti agroalimentari tradizionali. La manna ‘gastronomica’ è la linfa estratta dalla corteccia di alcune specie di piante del genere Fraxinus, in particolare il Fraxinus ornus. La si ricava incidendo trasversalmente la corteccia della pianta alla base del tronco. Le tacche’ vanno praticate con l’uso di un particolare coltello: il mannaruolo. L’ora più adatta è il primo mattino, dalla seconda metà di luglio a fine settembre, in condizioni metereologiche ottimali. I solchi devono essere distanziati di 2-3 centimetri dal solco precedente.Dalle piccole incisioni trasversali sgorga lentamente un succo inizialmente di colore ceruleo e di sapore amaro (lagrima) che a contatto con l’aria rapidamente si schiarisce e assume un sapore dolce. Condensandosi, forma cannoli e stalattiti di colore bianco e profumati (vedi immagine). L’operazione di raccolta, che avviene adoperando un archetto, una paletta e una scatola, si pratica ogni settimana. Un chilo di manna quota non meno di duecento euro. Quanto ai suoi impieghi, la manna è in primo luogo un lassativo leggero esente da controindicazioni, particolarmente adatto alla primissima infanzia, alle persone molto anziane, debilitate e convalescenti (viene somministrata generalmente nel latte, o come decotto di manna, nel qual caso  funge da blando purgante). È anche un cosmetico naturale, e ha una benefica azione sull’apparato respiratorio, infatti si comporta da fluidificante, emolliente e sedativo della tosse (pezzetti di manna sciolti in bocca lentamente hanno proprietà espettoranti). E’ inoltre un dolcificante naturale a basso contenuto di glucosio e fruttosio, perciò particolarmente indicato per i diabetici. La manna, inoltre, è indicata nei casi d’indigestione e ipertensione. Infine, può essere usata come collirio nelle congestioni oculari. Tornando alla ‘lagrima’ del frassino, è curioso osservare come caratteristiche analoghe siano presenti in una varietà di tamerice una volta presente in tutto il Sinai meridionale. Questo tipo di tamerice secerne una resina simile a cera giallognola che al sole si scioglie risultando al palato dolce e aromatica come miele. Che consistesse in ciò la manna degli ebrei, i quali, ricordiamolo, si ritrovarono senza cibo proprio in prossimità del monte Sinai ?… Più in generale, le essudazioni degli alberi da frutto sono eduli. La resina del ciliegio, per esempio, è impiegata per esaltare il sapore della relativa confettura.

Italo Interesse

 

 

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