Cronaca

Ancora binario unico sulla tratta Andria-Corato: la ‘cura del ferro’ non parte

Ferrovie concesse sempre in primo piano per le difficoltà in cui si dibatte il trasporto su rotaiia locale, come in Puglia dove, ad esempio, a due anni dall’incidente tra Andria e Corato il binario è ancora unico, nonostante promesse e impegni dei politici locali e nazionali. Eppure ancora oggi c’è chi, a proposito di fondi e investimenti pubblici a disposizione per garantire “standard” di sicurezza elevati anche per i concessionari del trasporto locale, alza la voce. Il deputato pugliese Scagliusi (Movimento 5Stelle) puntualizza che: “…come ci ricorda il disastro sulla linea Andria-Corato, è in gioco la vita delle persone”. E non basta. “Gli operatori del trasporto ferroviario regionale devono fare di più e meglio per rendere sicure le loro tratte e bene ha fatto il ministro Toninelli ad annunciare che gli inadempienti perderanno le concessioni in favore di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), che invece vanta ottimi standard di sicurezza. L’ammodernamento della rete locale è tra le priorità del nostro Contratto di Governo: la ‘cura del ferro’ passa anche dal garantire maggiore sicurezza agli utenti del trasporto pubblico. Come ci ricorda il disastro sulla linea Andria-Corato, infatti, è in gioco la vita delle persone”, ha dichiarato nelle ultime ore il deputato pugliese Emanuele Scagliusi, capogruppo pentastellato in commissione Trasporti alla Camera dei Deputati. “Il Movimento 5 Stelle è da sempre al fianco dei pendolari, nella consapevolezza che la ferrovia è il più importante strumento di mobilità sostenibile per le medie e lunghe percorrenze e il principale sistema di trasporto ad alta densità. I soldi per effettuare i lavori ci sono: lo hanno riconosciuto anche le Regioni e, come ha ricordato il ministro, si può ricorrere anche al Fondo sviluppo e coesione nonché ad altre risorse. Dunque, non ci sono scuse: i concessionari locali devono darsi una mossa o cedere il passo a Rfi”, ha precisato ancora Scagliusi (M5S). Eppure i ritardi negli interventi per rendere più sicura e migliorare la tratta teatro dell’incidente ferroviario che il 12 luglio di due anni fa costò la vita a ventitré perone sulla linea locale Andria-Corato non sono dipesi solo della burocrazia: la Polfer, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, che da un anno hanno continuato a strare con le antenne dritte sulla vicenda, hanno appurato che negli ultimi anni la Ferrotranviaria ha incassato quasi cento milioni (97 milioni di fondi pubblici, per la precisione) rivenienti dal contratto di servizio con la Regione Puglia e il Ministero dei Traporti. Fondi che dovevano servire all’ammodernamento e la messa in sicurezza della rete, in parole povere proprio allo scopo di rendere maggiormente sicuri tratti della linea come quelli dove ventiquattro mesi fa è avvenuto il più grave disastro ferroviario avvenuto in Puglia. E invece quei finanziamenti sono stati utilizzati per costruire strade e migliorare tratte ferroviarie altrove, in barba alle promesse e agli impegni dei politici locali.

 

Antonio De Luigi


Pubblicato il 14 Luglio 2018

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