Cronaca

Ancora in piazza gli ex dipendenti delle Case di Cura Riunite in servizio presso Sanitaservice

E’ tornato in piazza ieri il gruppo di circa un centinaio di lavoratori appartenenti alle ex Case di Cura Riunite in servizio presso la Sanitaservice Asl/Ba, manifestando dinanzi alla Direzione Generale della stessa azienda sanitaria locale barese per chiedere la proroga del proprio rapporto di lavoro e la stabilizzazione degli stessi. In testa ai lavoratori, da sempre, i sindacalisti dell’Unione Sindacati Pubblico Impiego (Usppi/Puglia) che dopo tre ore di protesta coi dipendenti hanno occupato simbolicamente gli uffici pubblici di Bari. Il Direttore Generale della stessa Asl Antonio Sanguedolce ha ricevuto una delegazione dei lavoratori, guidata dal segretario generale Nicola Brescia e dai Segretari Provinciali Preziosa, Azzaro e Paolo Brescia, per evitare ulteriori manifestazioni e spiegare la situazione. Il Direttore Sanguedolce, alla fine del tavolo apertosi nella stessa mattinata di ieri,  ha garantito il proseguo del rapporto di lavoro sino a trentasei mesi, nell’attesa di una stabilizzazione, che sarà discussa domani pomeriggio, giovedì 25 alle ore diciotto in punto presso la direzione generale. In attesa dell’evolversi della vertenza, in ogni caso, si respira cauto ottimismo, almeno per mettere fine alla parola precariato nei confronti del personale ex Case di Cura Riunite. “Si tratta di soggetti svantaggiati individuati in base alla legislazione europea, che hanno ottenuto sino ad oggi una boccata d’ossigeno dopo aver vissuto gli ultimi 23 anni nella precarietà totale. Non sono mancate storie drammatiche, sullo sfondo della vertenza ex Ccr: più di qualcuno ha sviluppato nel tempo seri disturbi mentali, qualcun altro ha scelto di togliersi la vita. E’ una vertenza che porteremo avanti per non annullare un sogno in cui questi padri e madri di famiglie hanno creduto fino ad oggi, garantendosi un minimo stipendio con cui far fronte alle esigenze familiari” – ha spiegato dinanzi ai microfoni ieri Brescia “vorremmo evitare ulteriori vicende drammatiche che hanno caratterizzato la vertenza anni addietro”. Ancora in bilico dunque i contratti del gruppo ‘Sanitaservice’ di Bari, attuando un piano di lavoro che deve trovare d’accordo tutte le parti in causa, visto che tutti i dipendenti delle ex Case di Cura Riunite hanno un contratto lavorativo di 24 ore settimanali, per cui sarebbe finalmente giunto il momento di dar seguito all’unificazione di trentasei ore lavorative settimanali per tutto il personale in servizio. E tenuto conto che ad oggi persiste una carenza di personale che, tra l’altro, determina a sua volta un disagio economico ed uno stato di conflittualità fra i dipendenti, sembrano buone le prospettive di accordo nelle Sanitaservice, le società in house delle ASL che si occupano di gestire i servizi strumentali in tutto il comparto sanitario, pareva già a primavera essere giunto uno snodo decisivo, per comprendere le reali intenzioni dell’amministrazione regionale, Troppe le voci che si rincorrono da mesi per un accorpamento delle attuali Sanitaservice in un’unica Agenzia strumentale, mentre al Policlinico -ad esempio – ancora si vocifera di nuove assunzioni. E sarebbe il colmo, senza prima allineare o almeno tentare di allineare i contratti già in essere in azienda, archiviando praticamente una esperienza come quella delle Sanitaservice. Una buona pratica –su questo sono d’accordo tutti, amministratori, parti sociali e politici – nell’ambito della gestione dei servizi strumentali del Sistema Sanitario Regionale con considerevoli risparmi di spese.

Antonio De Luigi


Pubblicato il 24 Ottobre 2018

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