Ancora nel vuoto la denuncia sulle ‘chianghe’ sconnesse
Ritornano con “tanta rabbia” gli iscritti e simpatizzanti del Circolo ‘Acli/Dalfino’ di Bari Vecchia, come dicono lo stessi, sulla questione delle “chianghe” sconnesse, di cui si sono già parecchio occupati con veramente tantissime segnalazioni, ma ad oggi senza nessun risultato. L’attuale situazione delle chianghe nella Città vecchia, per entrare immediatamente in argomento, è disastrosa, in strade come piazza Chiurlia, via Boemondo dove c’è un vero e proprio percorso accidentale, ma anche in piazza Federico II di Svevia e via Dottula, laddove le “chianghe” –tanto per cambiare…- sono tutte sconnesse, creando un vero “percorso di guerra”. Tuttavia la situazione, come dice e ripete l’ex consigliere comunale nonché presidente del Circolo ‘Acli/Dalfino Michele Fanelli, “…viene completamente ignorata da chi è preposto, e dai rappresentanti del 1° Municipio uscente. La cosa che preoccupa, è che utto ciò continua ad accadere proprio in questo periodo, in cui abbiamo una presenza massiccia di turisti. <<Le nostre chianghe laviche nere, hanno rappresentato la vecchia ed antica pavimentazione stradale della Città vecchia, il lastricato di chianghe nere, sistemate dai Borboni con la nascita del nuovo Borgo murattiano, rappresentava il percorso del pellegrino, da cui si entrava ed usciva, raggiungendo la Basilica divenendo patrimonio della Città. Ora in P.zza Chiurlia stanno smantellando chianghe laviche, per ampliare marciapiedi, togliendo ulteriori posti auto ai residenti, già molto insufficienti, ma ci chiediamo queste chianghe, che fine faranno? Come quelle del 1° Piano Urban –continua Fanelli – grazie al Sindaco di allora, e perché invece di creare ed ampliare, non si aggiustano quelle sconnesse?>> In un momento gioioso per la Città, che è stata insignita quale “Lonely Planet”, fra le mete europee del turismo del corrente anno 2019, ed è l’unica Città rinata in Italia negli ultimi 10 anni grazie al turismo e all’indirizzo politico cittadino. Però, questo illustre pregio, va governato e tutelato perché è anche merito dei suoi residenti a cui va data la totale attenzione. E vale pure la pena di segnalare la mancanza di cestini porta – rifiuti e la totale assenza di bagni pubblici, divenendo un problema molto serio, visto che gli esercizi pubblici non riescono a sopperire agli innumerevoli bisogni repellenti dei tanti visitatori. Del caso è stato abbondantemente informato anche l’Assessore ai Lavori Pubblici uscente e già in odore di riconferma Giusppe Galasso, che ha pure promesso che sarebbero intervenuti coi lavori urgenti “…il più presto possibile”. E’ passato tempo, tanto tempo, ma purtroppo non è accaduto assolutamente nulla. L’unica cosa che accade è che continuano a cadere i poveri cittadini. La questione della risistemazione delle chianche e basolati della Città vecchia è, dunque, urgente perché a causa del loro dissesto, <<…miete vittime quotidiane>>, spiega ancora Fanelli, mentre fa più rabbia, oltre a quella del Comune, la totale assenza del 1° Municipio. Dunque, nel vuoto l’appello al Presidente del 1° Municipio e all’Assessore competente affinchè intervengano e, soprattutto, affinchè i cittadini e i tanti turisti di passaggio dai luoghi tanto reclamizzati vivano in sicurezza, sia urbanistica, che sanitaria. Conclusione? <<Ci auguriamo che la nuova amministrazione Decaro faccia attenzione ai problemi della Città vecchia, ai suoi residenti, e al suo patrimonio architettonico, culturale e della sua tradizione popolare, che è l’anima della nostra Città>>, chiosa ancora Michele Fanelli, anche in nome del Circolo “Acli – Dalfino”.
Antonio De Luigi
Pubblicato il 1 Giugno 2019



