Primo Piano

Ancora nessuna certezza per le candidature “privilegiate” nelle liste del Pd

Non c’è ancora alcun certezza per i posti privilegiati nei listini del proporzionale, sia della Camera che del Senato, per il Pd pugliese. Infatti, i nomi dei candidati pugliesi del partito di Matteo Renzi che già circolano sono quelli prospettati nella direzione della scorsa settimana, però a chiudere il cerchio delle candidature anche in Puglia, sia per il proporzionale che per i collegi del maggioritario, sarà giovedì prossimo a Roma la segreteria nazionale del partito che, dopo aver definito il “puzzle” delle candidature nei 231 collegi uninominali della Camera ed i 105 del Senato con i rappresentanti delle altre forze politiche della coalizione, passerà ad occuparsi dei listini del partito. E su questi l’ultima parola comunque spetterà verosimilmente a Renzi che, per quanto riguarda le candidature pugliesi del Pd ha affidato al fidatissimo ministro renziano dello Sport, Luca Lotti, l’incarico di stilare l’elenco dei nomi sicuri da portare in Parlamento con il proporzionale e quelli eventuali con il maggioritario. Quindi, a poco più di quarant’otto ore dalla riunione romana che definirà la griglia dei nomi da depositare entro il prossimo lunedì ai blocchi di partenza, per la corsa del 4 marzo prossimo, nel Pd pugliese le acque sono ancora molto agitate per le candidature, in quanto i nomi da mettere in posizione di sicura elezione nei quattro listini della Camera e quelli dei due del Senato nel proporzionale non sono ancora stati appuntati con certezza. Le proposte ed ipotesi di candidatura che circolano tra le diverse anime del partito pugliese di Renzi sono numerose, ma di certo c’è soltanto che, tra i parlamentari uscenti, gli unici a non essere in stato di agitazione sono quelli che sanno già di non doversi ricandidare come, ad esempio, il deputato  tarantino Michele Pelillo. Mentre tutti coloro che aspirano ad un ritorno a Roma dopo il 4 marzo prossimo sono tutti a caccia di un posizionamento privilegiato nel listino, perché la candidatura nell’uninominale rappresenta, per quasi tutti, l’ultima spiaggia a cui non rinunciare per non perdere il treno in partenza delle prossime elezioni politiche. Infatti, nel Pd pugliese posizionarsi al primo posto in uno dei 4 listini della Camera significa avere l’elezione già in tasca. Così pure per il primo posto nei 2 listini del Senato. E nei listini per Palazzo Madama, tranne un tracollo nei consensi al di fuori delle previsioni, anche i secondi posti dovrebbero essere ad elezione garantita. Infatti, speranze di elezione quasi sicura ci sarebbero anche per i candidati dell’elenco collocati nella graduatoria in posizione immediatamente successiva a quella dei capilista, qualora i candidati al primo posto fossero anche presenti in altri collegi elettorali in posizione garantita, o fossero candidati anche in uno dei collegi uninominale con possibilità di successo, in quanto dovendo dopo optare nella scelta di quale elezione accettare, potrebbe scalare la graduatoria qualora chi precede risultasse eletto in più di un circoscrizione proporzionale od anche in un collegio uninominale. Stando così le cose, i secondi e terzi posti dei listini (soprattutto quelli del Senato) sono chiaramente i più ambiti per l’elezione in Parlamento, senza colpo ferire. Ma è altrettanto chiaro che, stando così le cose, non tutti i parlamentari uscenti possono essere accontentati. Ed a complicare i giochi all’interno delle correnti del Pd pugliese c’è pure il fatto che la nuova legge elettorale impone una presenza di quote rosa nelle candidature non inferiore al 40% dei posti da coprire. Per cui è evidente che la griglia delle candidature da comporre diventa ancora più complessa e di non facile quadratura, in un partito come il Pd, dove il peso delle correnti interne è alquanto evidente e condizionante nella compilazione delle liste. Ed è per questo che tra i nomi pugliesi di sicura candidatura e con un certo peso politico all’interno del Pd figurano la vice ministro salantina allo Sviluppo economico Teresa  Bellanova, l’europarlamentare cerignolana Elena Gentile, l’assessore regionale leccese Loredana Capone e la deputata foggiana uscente Colomba Mongiello. Ma a parte le difficoltà nel bilanciamento al femminile della composizione dei listini e delle candidature nei collegi uninominali (in Puglia sono 16 alla Camera ed 8 al Senato), lo scoglio più difficile da affrontare è quello della ripartizione delle candidature a sicura elezione tra le due principali anime del partito presenti nel Pd pugliese. Vale a dire quella che fa capo al governatore, Michele Emiliano, e quella che si richiama alla segreteria nazionale, ossa all’area renziana. Infatti, secondo qualche bene informato, da Roma non ci sarebbe alcun problema a riconosce ad Emiliano una presenza preponderante di candidati della sua area in Puglia alle politiche di marzo prossimo. Però, – come si diceva un tempo in ferrovia-  del “carro” di Emiliano la maggioranza delle candidature dovrebbe essere destinata da Renzi ad ottenere solo “posti in piedi”.

 

Giuseppe Palella


Pubblicato il 23 Gennaio 2018

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio