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Ancora niente riorganizzazione del personale: scricchiola la burocrazia

Aria di rassegnazione tra i dipendenti della Regione Puglia, ormai assuefatti al clima di quiete nonostante le strombazzate rivoluzioni della giunta Emiliano col suo piano ‘M.A.I.A.’, tanto fumo e niente arrosto. E mentre i dirigenti sembra aver avvertito meno i venti di crisi, visto che a novembre 2015 hanno incassato una sostanziosa ‘retribuzione extra’ con la porzione del premio di risultato relativo al 2013, i loro colleghi e collaboratori vorrebbero invece capire che fine ha fatto e in quale cassetto è stata riposta la relazione allegata al disegno di legge “Caroli” recante “Norme in materia di organizzazione, riduzione della dotazione organica e della spesa del personale in attuazione dell’art. 1, comma 529 della legge 27 dicembre 2013, n. 147”. Tre articoli stringati in una relazione d’una dozzina di pagine con grafici, specchietti, intenti e percentuali con cui si manifestava – più o meno un annetto fa – l’esigenza di una rielaborazione del fabbisogno triennale di personale nell’Ente, dirigente e non. In parole povere, l’amministrazione regionale che dal 2010 non ha mai provveduto, appunto, a ridefinire la sua pianta organica, ricorrendo sistematicamente (e senza ritegno) a ‘short list’, ma anche a contratti esterni con selezioni ‘sartoriali’ e proroghe in attesa di future stabilizzazioni, si ritrova oggi a fare i conti con una serie di vuoti paurosi, tra impiegati, funzionari e soprattutto dirigenti in servizio. E se il governatore con la sua giunta ci passa sopra con colpevole leggerezza, preferendo roboanti richiami a organizzazioni e piani ambidestri e ambivalenti, maggiormente preoccupati appaiono i rappresentanti sindacali. Per esempio? Gli ultimi dati disponibili registrano 135 dirigenti in ruolo (di cui 4 in aspettativa) su un organico di 209 dirigenti, per una vacanza pari a 74 unità (il 35% del totale) e le posizioni dirigenziali non coperte, tenuto anche conto dei 5 dirigenti a tempo determinato (che gli uffici di via Ulpiani confondono nell’elenco allegato all’atto di determinazione dei premi coi dirigenti di ruolo, dimostrando forse di non conoscerli nemmeno) sono dunque 69. Insomma, il “naturale “turn over” anagrafico e, nel 2016 e 2017, il blocco delle assunzioni che non siano di dipendenti delle disciolte province, nel giro di pochi anni renderanno ancora più drammatica la già grave situazione”, ha già fatto notare la ‘Direr’, sindacato dei dirigenti. Che indica anche la strada da imboccare all’amministrazione in sella da quasi un anno, per non continuare a ficcare la testa sotto la sabbia sul personale. Tenendo presente che “….solo un monitoraggio attento e puntuale degli effettivi fabbisogni di personale, che parta da una verifica dei compiti istituzionali da svolgere e che tenga conto delle linee programmatiche, nonché degli indirizzi annuali per l’attività amministrativa, può consentire alle amministrazioni di elaborare politiche e piani di reclutamento, riqualificazione e formazione adeguati, ponendole nella condizione di disporre del numero di dipendenti e delle competenze necessarie, da utilizzare secondo le professionalità ed, altresì, venendo incontro alle aspettative dei singoli”, si legge nella relazione al disegno di legge dell’ex assessore Caroli, sparito dall’agenda dei politici pugliesi. E per raggiungere programmi e obiettivi? Magari partire subito per elaborare la programmazione triennale dei fabbisogni, “…individuando il personale da reclutare all’esterno e le competenze da potenziare, per mezzo dei processi di riqualificazione e di valorizzazione del personale dipendente”, l’obiettivo posto dai predecessori di Emiliano e dell’assessore alle Risorse Umane Nunziante. Ai quali, per comprendere cosa sta accadendo nell’apparato dell’Ente, basterebbe vedere com’è organizzato l’assessorato di via Celso Ulpiani. Dove uno dei dirigenti della Ragioneria, Nicola Paladino, promosso al vertice della gestione del personale in sostituzione della collega Mimma Gattulli, traslocata armi e bagagli al Consiglio Regionale, dirige circa 180 dipendenti sul territorio regionale, con 4 strutture provinciali, conservando l’interinato degli uffici finanziari con sedi distaccate e piuttosto scoordinate tra loro. Gli toccherà anche coprire, sempre “ad interim”, il posto lasciato libero all’Ufficio Mobilità dall’altra avvocata del servizio, Cristiana Corbo, promossa a sua volta a dirigere il misterioso servizio Enti Locali con a fianco un paio di ‘Alte Professionalità’ e altri quattro dipendenti. Se questa è la rivoluzione della nuova organizzazione equa e ambidestra…. auguri!

 

Francesco De Martino


Pubblicato il 27 Maggio 2016

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