Le Olimpiadi a Bari? Mah…
21 Ottobre 2009
Il cuore di Renato Zero pompa anche sangue pugliese
22 Ottobre 2009

Ancora occupato il Ferrhotel, ma per il Comune non c’è emergenza

E se per tanto tempo gli africani costretti a tornare a Bari in base alle norme sull’accoglienza in vigore in Italia ed Europa, non hanno potuto trovare altro posto dove dormire se non le panche dei giardini vicino alla Stazione, la colpa non è certamente la loro”, hanno sintetizzato dinanzi ai rappresentanti di Comune e Prefettura comitati e partiti impegnati a difendere i migranti. “In questa Città non ci sono strutture che possano ospitarli”, hanno spiegato senza tanti giri di parole i ragazzi di Rete Antirazzista e Comunità Somala. Pronti anche a ricordare che in questa situazione ci sono tantissime persone, addirittura interi nuclei familiari, che da mesi versano in questo stato di abbandono e senza alcun servizio essenziale, da parte degli enti locali. “E l’assenza di strutture diventa vera e propria emergenza sociale durante la stagione invernale”, rimarca l’ex consigliere comunale e segretario cittadino di Rifondazione Comunista, Sabino De Razza, in campo accanto ai somali dal primo giorno di occupazione dell’ex dormitorio in Via Caduti di Via Fani,  domenica scorsa. “Il Comune non può proporre di risolvere la questione immigrati somali riaprendo il Cara, giusto per lavarsene le mani”, alza il tono De Razza. “In questa maniera ci si vuole scaricare delle proprie responsabilità, dimenticando che cosa dovrebbe ssere l’accoglienza per un’amministrazione ed un’assessore comunale che dicono di essere di sinistra. Ma soprattutto dimenticando ancora una volta di sfruttare le risorse messe a disposizione dei Comuni dal Governo per sostenere le politiche migratorie. Risorse –ricorda ancora il segretario barese del Prc- che il Comune di Bari ha già perso l’anno scorso e che commetterebbe un errore gravissimo dovesse farlo per la seconda volta”. Insomam, a dirla tutta l’occupazione pacifica e non violenta del Ferrhotel di Bari scopre un vero nervo scoperto dell’amministrazione Emiliano-bis in tema di accoglienza. Anzi, come spiegano ancora le associazioni antagoniste barese, una ‘deficienza strutturale, ponendo un’istanza politica che non può più essere rinviata e per la quale “…esigiamo una risposta”. Questa città è sede di un Centro di Accoglienza per Richiedenti Asiko (Cara) e pertanto la presenza di immigrati con permesso di soggiorno rilasciato dalla questura di Bari è fenomeno strutturale. Un fenomeno che non può più essere ignorato in quanto, per essere ancora più chiari, a Bari nonostante promesse e belle aprole del sindaco Emiliano, manca le politiche di accoglienza e inclusione abitativa che possano far fronte alla domanda attuate degli immigrati. Conclusione? “Ribadiamo, così come già fatto nell’ultima riunione, che la risposta non può essere quella del trasferimento degli immigrati (siano essi occupanti dell’ex Ferrohotel o oltri) nel Cara. Ci opponiamo a questa soluzione così come al trasferimento di queste persone, senza aver prima analizzato le esigenze personali e familiari ed avere raccolto il loro consenso delle stesse”, si legge in uno degli ultimi comunicato diffusi dalla rete Antirazzista di Bari e dalla Comunità Somala. Ma ancora più urgente che da Comune e Prefettura vengano immediatamente garantiti luce ed acqua agli occupanti dell’ex Ferrhotel: Quest’oggi è già il quinto giorano trascorso in condizioni igieniche e di sicurezza a dir poco precarie e sarebbe ‘disumano’ continuare a dire che queste non siano esigenze primarie. Esigenze di cui le amministrazioni dovrebbero farsi carico con l’apertura immediata d’un tavolo di confronto da aprire senza altri indugi.
Francesco De Martino
 

 3,600 total views,  3 views today

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *