Cronaca

Ancora silenzio e indifferenza sulla vertenza per rilanciare l’Istituto ‘Maria Cristina’

In attesa che tornino in campo i rappresentanti dei lavoratori per il rilancio dell’Istituto Maria Cristina di Savoia di Bitonto, coinvolgendo sul serio le istituzioni pubbliche presenti sul territorio, niente da segnalare sul fronte della vertenza. Tutto tace dal Comune di Bitonto, all’Ambito Sociale di Zona, dalla Prefettura fino alla Regione Puglia, che s’è limitata a occupare la poltrona più alta dell’istituto. Istituto che, come forse sanno in pochi, eroga servizi alla persona e versa ormai da tempo in uno stato totale di abbandono –come hanno scritto più volte Cgil, Cisl e Uil con Patrizia Tomaselli, Giuseppe Zoli e Davide De Gregorio – anche a causa delle condizioni precarie in cui versano i lavoratori, diversi addirittura part–time. Lavoratori che non hanno percepito lo stipendio da mesi con gli annessi accessori pur essendo al servizio d’una struttura educativo-assistenziale che si impegna a ospitare minori in età compresa fra 0-3 anni, 6-18 anni, giovani donne in stato di disagio, ma anche ragazze madri e interi nuclei familiari in difficoltà. L’istituto a pochi chilometri dal capoluogo pugliese è pure impegnato nella collaborazione con i servizi territoriali, la Magistratura minorile, la famiglia di appartenenza di ogni singolo ospite, la scuola e i vari centri di formazione professionale, con l’intento di rimuovere le cause che hanno determinato lo stato di disagio-bisogno e il conseguente inserimento presso la struttura assistenziale, osservando le eventuali prescrizioni imposte daII’Autorità giudiziaria o dai vari enti affidatari al fine di formulare prima, e realizzare successivamente, un progetto educativo personalizzato che tenga conto delle problematiche ed esigenze di formazione e crescita dell’assistito e tenda alla rimozione delle cause che hanno determinato l’inserimento nella struttura. L’intervento va impostato comunque sul criterio della temporaneità. Si garantiscono, inoltre, iniziative a carattere culturale, sportivo e dei tempo libero sia all’interno della struttura che all’esterno per una più completa formazione individuale in un’ottica di integrazione, promozione e socializzazione. Ma torniamo alla triste realtà, dopo che ce ne siamo occupati su queste colonne già un mese e mezzo fa: le  dimissioni  del  Presidente  Elia,   che  lasciato   l’Azienda con una  situazione   debitoria significativa, imponevano un chiaro segnale di cambiamento e di rilancio per l’Istituto bitontino, ma a distanza di mesi “…non è stato possibile registrare alcun miglioramento, anzi la situazione è diventata ancora più critica, probabilmente o mancano le capacità per avviare un serio rilancio dell’Azienda oppure si punta a smantellare una Istituzione storica”, chiosavano i rappresentanti dei lavoratori a marzo scorso. In campo anche il deputato del M5S Francesco Cariello, commentando la notizia dell’interruzione della fornitura del servizio elettrico all’Istituto. “Da tempo – continua – sono note le difficilissime condizioni economiche dell’Ente ma, inspiegabilmente, per la salvaguardia di questa struttura le istituzioni locali non mostrano la volontà politica per assicurarle un futuro”. “Il distacco dell’energia elettrica per il mancato pagamento delle fatture e non per un guasto tecnico – aggiunge il deputato – è sintomatico di una situazione di abbandono gestionale protrattasi ormai da mesi e pertanto occorrono garanzie per rassicurare l’Ente e i suoi fornitori”. “Una struttura specialistica di assistenza alla persona come il Maria Cristina di Savoia – conclude Cariello – è indispensabile per la cittadinanza di Bitonto e dell’intera area metropolitana di Bari e il M5S è pronto ad un confronto sul tema”. Che fare? I sindacati sono convinti che bisogna invocare l’intervento di tutti gli attori istituzionali per avviare tempestivamente il rilancio di una azienda che ha tutti i requisiti e le potenzialità per poter essere competitiva nel settore. Ma finora, come detto all’inizio, da istituzioni e palazzi di politica e amministrazione, sono riecheggiati solo pesanti e insopportabili silenzi, pur trattandosi di salute e disagi sociale.

 

Francesco De Martino


Pubblicato il 24 Aprile 2015

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