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Ancora troppe le violazioni alle restrizioni del Governo contro il coronavirus

 

Le tantissime violazioni che in questi giorni si stanno riscontrando su tutto il territorio nazionale al divieto di spostamenti, imposto dal Dpcm dello scorso 9 marzo come misura di contenimento del coronavirus, ha indotto il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, a chiedere al Governo, “anome di tutti gli 8.000 sindaci italiani, l’inasprimento delle sanzioni per chi viola i
decreti”.Infatti, ha affermato inoltre il primo cittadino di Bari,  “é vero che l’articolo 650 prevede  un reato penale” per la violazione del mancato rispetto di detto divieto, “ma  – ha aggiunto Decaro – abbiamo chiesto una sanzione amministrativa, rigida, immediata eampia, la cosiddetta multa, nei confronti delle persone che escono senzamotivo e senza poter dimostrare dove stanno andando” però “vorremmo una multa salata e immediata, in modo da creare un effetto deterrente”ancora più efficace. Nella giornata di oggi (ndr – ieri – per chi legge venerdì) il Primo cittadino barese hapartecipato in videoconferenza a una cabina di regia con iPresidenti delle Regioni, i rappresentanti del Governo e le Autoritàsanitarie nazionali, per stabilire le altre misure urgenti da chiedere al Governo nella lotta al Covid-19.Infatti, un altro provvedimento ancor più restrittivo richiesto in queste ore al Governo da sindaci e presidenti di Regioni riguarda possibilità dei cittadini a poter svolgere attività fisica all’aperto, tanto che Decaro ha specificato di ritenere necessaria una stretta in merito, perché anche a Bari, come in molte altre realtà italiane, continuano ad essere numerose le persone che con la scusa di andare a correre si intrattengono sul lungomare o nei pressi delle spiagge o dei parchi. “Sul tema della corsa – ha reso noto il sindaco e presidente barese dell’Anci – il Governo sta facendo delle valutazioni, insieme alle Regioni, per capire se continuare a lasciare liberi tutti di correre a qualunque ora, e fare lunghe passeggiate, o se restringere orari e raggio d’azione rispetto alle abitazioni”. “Stare a casa è una sofferenza – ha aggiunto Decaro – ma è l’unico modo scientificamente dimostrato di cercare di arginare il contagio”. Invece, sulle trasgressioni del divieto a circolare per strada senza un valido ed urgente motivo, il Codacons ha presenta un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia, per cui anche a quelle competenti per la Puglia, in cui si chiede agli inquirenti di indagare i responsabili per il reato di concorso in epidemia. Infatti, in una nota il presidente pugliese del Codacons, Carlo Rienzi , ha spiegato: “Chiediamo alla magistratura di attivarsi anche in Puglia contro chi mette a rischio la salute pubblica e vanifica gli sforzi di quanti, in questi giorni, stanno facendo sacrifici per rimanere a casa, chiudendo negozi e attività”, perché “in tutta Italia si ha notizia di assembramenti ingiustificati nei parchi, sulle panchine, su litorali e spiagge e in altri luoghi pubblici, e di cittadini che continuano a uscire di casa senza averne alcuna necessità”. Costoro – secondo la nota Associazione per i diritti dei consumatori rappresentata da Rienzi – vanno identificati e verso di loro le Procure dovranno agire per il reato di concorso in epidemia. “Anche chi fa jogging, in assenza di preciso certificato medico che prescriva attività sportiva all’aperto, – per Rienzi – incorre nello stesso reato”.Ed all’uopo il presidente del Codacons-Puglia nella stessa nota ha in fine evidenziato che l’art. 438 del Codice penale stabilisce che “Chiunque cagiona un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni è punito con l’ergastolo”. Quindi, per Rienzi, se nei Comuni della regione dove si verifica il maggior numero di violazioni ai divieti si dovesse registrare un incremento dei morti da coronavirus, i trasgressori potrebbero rispondere di concorso in omicidio colposo.E “chi in questo momento delicato trasgredisce le norme – ha concluso Rienzi – è un pericolo per la collettività”, perché “alimenta la diffusione del contagio e vanifica del tutto gli sforzi del Paese, e per questo motivo va punito con la massima severità”. Di certo il particolare e non facile momento che sta vivendo la nostra comunità nazionale a causa della pandemia in atto da Coronavirus richiede misure altrettanto particolari ed efficaci per contrastare il diffondersi anche colposo del visus. E considerato che sono ancora in molti anche nella nostra regione a non aver capito i pericoli ed i seri rischi che le violazioni delle misure restrittive imposte potrebbero comportare non soltanto per i trasgressori, ma soprattutto per la salute e l’incolumità di tutti quanti gli altri essere umani, allora è sicuramente il caso che si applichino – come recita un antico e noto detto – “ad estremi mali, estremi rimedi”.

 

 

Giuseppe Palella

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