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Angelo Omodeo e il culto dell’acqua

Nato a Mortara, in Lombardia, il 20 febbraio 1876(si spense nel 1941), Angelo Omodeo è stato uno dei più brillanti ingegneri del suo tempo. Avrebbe potuto raggiungere gloria anche maggiore se, come Giolitti auspicava, avesse accettato di divenire ministro dei lavori pubblici. Ma tavoli di progettazione e cantieri esercitavano su di lui ben superiore attrazione. Ancora oggi il suo nome rimane legato ad opere che, al tempo della loro realizzazione, rappresentarono un momento innovativo nella tecnica idraulica, che trovò largo impiego sia in Italia che all’estero, soprattutto dopo il primo conflitto mondiale. L’utilizzo della risorsa fluviale a favore dell’attività produttiva era giustificata in lui dalla convinzione che solo con l’impiego industriale dell’acqua l’Italia potesse compensare la modestissima disponibilità di combustibili fossili. Con i suoi studi e progetti contribuì in modo determinante alla modernizzazione infrastrutturale del nostro paese. Dighe e impianti idroelettrici furono le sue creazioni principali. Di esse riempì l’Italia e il mondo (Scozia, Belgio, Francia, Spagna, Portogallo, Albania, URSS, Egitto, India, Cina). Si può dire non esista regione del Belpaese in cui Omodeo non abbia lasciato il segno. Vi riuscì persino in Puglia, terra notoriamente assetata per la scarsa disponibilità d’acqua in superficie. Fu Angelo Omodeo a progettare l’Invaso di Occhito. Il progetto venne poi realizzato fra il 1957 e il 1966 sbarrando il corso del fiume Fortore e avvolgendo la diga con un chilometrico terrapieno al confine tra le province di Foggia e Campobasso. L’enorme lago artificiale che ne derivò, e della capacità di 333 milioni di metri cubi, costituisce ancora oggi la maggiore riserva d’acqua di Puglia (condivisa – al prezzo di qualche litigio –  col Molise). Alla creazione di questo specchio d’acqua vasto tredici chilometri quadrati (è il secondo in Europa per portata) viene attribuito l’innalzamento del tasso di umidità nel sito. Da ciò ha preso vita un enorme e articolato ecosistema.Le acque di Occhito ospitano la lontra e sono assai pescose ; arrivano appassionati di pesca sportiva anche dall’Abruzzo e dalla Campania. Inoltre è in fase di realizzazione intorno al lago un rimboschimento a conifere, mentre il Progetto Life Natura Fortore 2005 sta completando l’ampliamento del bosco con l’impianto di specie autoctone (Roverella e Cerro), il che torna a tutto vantaggio di un’avifauna particolarmente ricca che annovera molte specie protette. Meta di gite scolastiche e di amanti del birdwatching e del trekking, il Lago di Occhito attende il riconoscimento SIC (sito di interesse comunitario). – Nell’immagine, Angelo Omodeo ritratto nel 1930 da Emilio Sommariva, maggiore fotografo italiano del primo Novecento.

Italo Interesse

 

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