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Animali veri, falsi, così così

Nel 2004, la domenica di Pasqua, in una chiesa fuori porta a Noci, al momento del ‘la messa è finita, andate in pace’, nessuno abbandonò il tempio. Si era sparsa la voce che all’esterno del tempio si aggirava la misteriosa ed imprendibile iena a cui da giorni nelle campagne circostanti veniva imputata la morte di vitelli, cavalli e pecore. Arrivarono i Rangers dello Zoosafari di Fasano, uomini dell’allora Guardia Forestale e dell’Arma dei Carabinieri. Le ricerche diedero esito negativo. Non è la prima volta che nella campagne pugliesi vengono avvistati animali insoliti o addirittura ‘mostri’. Quando tutto ciò non è frutto di burle, è sempre bene mettere in conto che spesso i testimoni, anche quando in buona fede’, possono essere inaffidabili. Non è infrequente che una personalità fragile scambi lucciole per lanterne e che sulla base di un percezione fugace arrivi a enfatizzare, persino inventare assecondando impulsi inconsci di difficile messa a fuoco. E allora un povero meticcio di taglia media che per effetto d’un’ibridazione bizzarra presenti una livrea maculata e a strisce può essere scambiata agli occhi di una persona suggestionabile o in condizioni psicologiche di particolare vulnerabilità per un esemplare di Hyaena hyaena. L’equivoco alimenta la psicosi di massa e una bestia inesistente passa per responsabile di stragi riconducibili invece a ben più temibili branchi di randagi. Il caso di Noci ci riporta alla memoria quello, precedente, di Ostuni : Nei primi anni novanta, stando ai soliti ‘segnalatori’, nelle campagne della città bianca si aggirava un puma… Ora, è vero che taluni sconsiderati, facoltosi e in possesso di ville poste in remote contrade di campagna, amano allestire zoo privati nei quali sono ospitati grossi felini e serpenti lunghi sette metri. Ma che costoro possano anche commettere la leggerezza di non assumere le precauzioni idonee perché questi animali non scappino, è molto improbabile. Altrimenti, iene, puma e pitoni segnalati qua e là alla fine verrebbero rintracciati. Peraltro, nove volte su dieci, quando il leone, la tigre o il coccodrillo diventano troppo complicati da gestire, la soluzione più pratica è farne dono ad uno zoo. Nessun animale esotico, nessun mostro in giro. I bambini che a Parco Due Giugno credono di veder zampettare sugli alberi scoiattoli, in realtà stanno solo assistendo alle evoluzioni di grosse pantegane. E i branchi di lupi avvistati nel cuore del Parco dell’Alta Murgia? Solo branchi di cani inselvatichiti. E quante povere bisce massacrate a colpi di pietra mentre si grida alla vipera. Semmai è vero che nel Salento esistono i camaleonti e che adesso i cinghiali sono di casa pure a Bari.

Italo Interesse

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