Anna Cristino, il frutto dell’unicità
La pittrice foggiana, barese d’adozione, racconta l’universo femminile trasformando volti, cicatrici e sentimenti in luce, forme e colore.

“On ne naît pas femme: on le devient”, “Non si nasce donna: lo si diventa”. Partiamo da questa frase comparsa all’inizio del volume “Le Deuxième Sexe”, “Il secondo sesso”, scritto dalla filosofa francese Simone de Beauvoir e pubblicato nel 1949, che Albert Camus definì “un insulto al maschio latino”.Cosa aveva di così sconvolgente questo libro, che, a poco più di una settimana dalla sua uscita, vendette 22.000 copie? Niente se non ribadire il concetto che donna non si nasce e che lo si diventa per condizionamenti ed educazione.“Mi chiamo Anna Cristino e sono un’artista”, la frase che compare aprendo l’accurato sito della pittrice Anna Cristino. Ma cosa hanno in comune Le Deuxième Sexe e Anna Cristino?
Ritorniamo un attimo alla filosofa francese, secondo la quale le donne per secoli e millenni hanno riprodotto e replicato un ruolo imposto dalla cultura patriarcale. Allo stesso modo, afferma de Beauvoir, si può dare avvio ad un decondizionamento di quel ruolo ormai anacronistico quanto inadeguato. Un processo lento, perché era ben consapevole la filosofa dei grossi limiti sociali del tempo, ma quanto meno innescato. E la storia le ha dato ragione. Difatti una catena di scrittrici, da Betty Friedan a Kate Millett a Germaine Greer, hanno raccolto il testimone della filosofa esistenzialista per costruire il necessario percorso architettonico sull’evoluzione del pensiero sul genere.
Se oggi il tema è tenuto vivo da associazioni, gruppi, operatori volontari, scrittori e istituzioni, così come è necessario che sia – dati di cronaca alla mano – lo dobbiamo a loro.«Ho una predilezione per i volti di donna – continua Anna Cristino in home page – : per me essere Donna significa essere forza indomabile, perfezione indiscussa, luce fievole ma costante, una porta sempre aperta. Essere Donna significa amare e sognare, ma talvolta significa anche essere oggetto di violenza, di sfruttamento, di derisione».
Così Anna Cristino fa parte di quell’invisibile cordone di donne che hanno sollevato la testa e raccolto il testimone della storia per continuare a raccontare l’universo femminile.Artista briosa ed esuberante quanto espressiva e dal marcato dinamismo, Anna Cristino è dotata di creatività illimitata che ha messo a disposizione del fuoco sacro che la abita; del resto “Fare Arte significa Essere Arte” è il suo motto.Basta sfogliare il suo portfolio per rendersi immediatamente conto che l’estro creativo in Anna Cristino si declina in brillante energia e inesauribile forza che scaturisce dalle sue tele e che trapassa occhio e cuore dell’osservatore, in una sorta di rapimento estatico. L’effetto immediato delle opere di Anna Cristino? Un estroso quanto brioso movimento di forme, luci e colori intensi, intensissimi, che… ti paralizza.
Per l’esattezza ti cattura a sé nella richiesta di ascolto e dialogo.“Anna Cristino – Cuore e Arte”, il nome del sito, perfettamente aderente al progetto pittorico e, in senso allargato, artistico della bravissima pittrice pugliese: un cuore che batte, pulsa intensamente di forza cromatica e luci-ombre-buio-vita. Arte? Beh di arte… qui ce n’è in quantità stratosferica. Sopratutto figure femminili che incarnano momenti topici, sentimenti, stagioni della vita, fasi, rabbie, pensieri raccolti in quel cuore che è il marchio di fabbrica della Cristino, ma che si espandono in ampie riflessioni che danno vita alla sua “poetica pittorica”.
Tracce cromatiche, scie di colore, pennellate che guizzano rapide a individuare movimenti, che si raggrumano in densità di colore dalle profondità insondabili, di fatale magnetismo.La straordinaria eleganza delle forme, la sinuosità dei movimento, l’intensità degli sguardi parlano di femminilità naturale, quasi selvaggia, ma in armonia profonda con l’Arte che Anna ha dentro di sé.« Il mio segreto? Perdermi tra barattoli di colori, pennelli e spatole ed immergermi nel mio mondo, dove ogni sfumatura, anche la più debole, è fonte di vita» chiosa l’artista foggiana di nascita e barese d’adozione.
E continua: « Sono dell’idea – dalle mie opere è ben deducibile – che ogni cicatrice, ogni imperfezione sia frutto di unicità, e tutto ciò che è unico va custodito e protetto. Ritraggo spesso molti sentimenti, ai quali do vita personificandoli con tratti umani particolarmente rappresentativi. L’Innocenza, il Conforto, la Paura… sono solo pochi esempi di questi particolari soggetti che destano sempre stupore e curiosità». Struggenti le numerose opere che hanno per soggetto la Maternità (Anna è madre di tre figli), dove l’artista dimostra di essere abile a praticare e trasfondere attraverso spatole e pennelli il sentimento di cura materno e porgercelo puro così come lei lo vive.Ogni tela in cui c’imbattiamo è un percorso umano e artistico, un godimento per il bisogno di meraviglia che abita in ognuno di noi.
Con i quadri di Anna Cristino l’intesa è immediata.Racconti creati da lampi geniali, flash di immagini, atmosfere fluide quanto sofisticate.La stratificazione delle emozioni che si fanno brillantezza e colore, la continua ricercatezza, lo studio delle linee che impattano con la luce, l’eleganza e la femminilità innate nell’artista fanno dei suoi quadri un complesso e avanzato percorso di bellezza. Una bellezza a tratti sussurrata a tratti urlata selvaggiamente, a volte incastonata in raffinati scenari altre volte nuda e disarmata. Sono questi forti contrasti, che si risolvono sapientemente nella forma e nel colore, ad attrarre fortemente il fruitore fino alla commozione. Non si può rimanere indifferenti. Assolutamente no.
Sarebbe davvero interessante analizzare le singole opere dell’artista, ma non è questa la sede, pertanto si rimanda al sito https://annacristinocuoreeartecom.wordpress.com, alla sezione Portfolio. Nei quadri di Anna Cristino vi è il battito del mondo che continua a parlarci. In ogni tela, dalla più grande alla più piccola, una finestra sull’anima capace di emozionarci intensamente. Un autentico talento destinato a imprimere una traccia nell’arte, sopratutto nella capacità di raccontare l’universo femminile. Di questo siamo e saremo sempre infinitamente grati ad Anna.
Maria Pia Latorre
Pubblicato il 19 Agosto 2026



