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A Castel del Monte gli uomini dell’Ahnenerbe. Chissà

Il 1° luglio 1935 Einrich Himmler dava vita alla Forschungsgemeinschaft Deutsches Ahnenerbe (“Società di Ricerca dell’Eredità Ancestrale”). Più nota come Ahnenerbe, questa società era votata alla ricostruzione della storia antropologica e culturale della razza ariana. A tale scopo vennero promosse numerose spedizioni. Squadre di esoteristi e di archeologi sondarono siti tibetani, andini, mediorientali ed Europei. Quegli uomini furono anche in Italia. In Val Camonica studiarono le celebri incisioni rupestri di quella valle in cerca di tracce di rune nordiche. In Calabria, alla confluenza dei fiumi Busento e Crati, cercarono di rintracciare la tomba del condottiero visigoto Alarico. L’Ahnenerbe fece ricerche anche ad Olbia e Cagliari, non si sa con quali fini e quali risultati. Allo stesso modo dovette indagare anche altrove, questa volta però mantenendo il massimo riserbo, ovvero travestendosi da comuni turisti. Viene da pensare, allora, che possano essere stati anche in Puglia. E quale, dal loro punto di vista, la migliore ‘attrazione’ della nostra terra ? Castel del Monte, ovviamente. Le interpretazioni esoteriche del più famoso maniero federiciano sono cosa recente. Negli anni trenta, quel castello era considerato solo un prodigioso capriccio architettonico. Ma i tedeschi, si sa, hanno sempre avuto per la nostra terra molta più curiosità che noi pugliesi, specie se tale curiosità orbita intorno al più celebre rappresentante del popolo teutonico in epoca medievale. Per quale motivo Federico II volle elevare in cima alla collina di Santa Maria del Monte quell’insolita costruzione? Agli occhi di fanatici incaponiti a cercare fra simboli e segreti le più remote radici della razza ariana, un castello così non poteva essere una ‘semplice’ riproduzione della corona imperiale (interpretazione ragionevole che, ad oggi, mette d’accordo la maggior parte degli studiosi). Si ride oggi delle elucubrazioni fanta-esoteriche fiorite in questi ultimi anni a proposito di Castel del Monte. Chissà invece quanto quelli dell’Ahnenerbe presero sul serio le assonanze architettoniche del più grande monumento di Puglia con la Cupola della Roccia a Gerusalemme o con la Cappella Palatina di Aquisgrana, l’ossessiva simbologia dell’otto e singolari coincidenze astronomiche, allineamenti planetari, ombre rivelatrici di segreti… Se giunsero a conclusioni, verosimilmente tirate per i capelli in favore della teoria della superiorità razziale, esse forse trovarono pubblicazione sulle pagine del mensile ‘Germanien, organo ufficiale della società Ahnenerbe. Nel 2019 è stato pubblicato in Italia dalla Ugo Mursia Editore “ La rivista Germanien, organo ufficiale dell’Ahnenerbe 1935-1943” di Federico Filiè. Il testo, affronta per la prima volta (almeno in Italia) l’analisi delle tematiche e dei contenuti pubblicati sulla rivista. Qualcuno vuol prendersi la briga di controllare se esso contiene riferimenti a Castel del Monte ? – Nell’immagine, un antropologo dell’Ahnenerbe studia i caratteri somatici di un tibetano.

Italo Interesse

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