Cultura e Spettacoli

Anna, una vita in versi

Domani alle 18:30 nella Sala Massari del palazzo comunale del capoluogo verrà presentato ‘Una vita in versi’, riflessione collettiva sulla carriera di Anna Santoliquido, brillante espressione della poesia femminile del Mezzogiorno . Edito da LB, il volume sarà presentato da Francesca Amendola, Ettore Catalano e Francesco Mastrandrea (conduzione della serata : Enzo Quarto, letture : Lino de Venuto). ‘Una vita in versi’ raccoglie trentasette interventi a proposito dei cinquant’anni di militanza poetica della Santoliquido. Per una singolare coincidenza l’opera vede la luce a poca distanza da ‘Parole in festa’, un’altra pubblicazione, questa volta ad opera del Laboratorio Don Bosco, data alle stampe in occasione del conferimento ad Anna Santoliquido della Laurea Apollinaris Poetica da parte dell’Università Pontificia Salesiana. In qualche modo, senza volerlo, ‘Parole in festa’ fa da introduzione a ‘Una vita in versi’ per la  profondità di analisi con cui studiosi diversi tirano le somme a proposito del percorso culturale di questa donna fiera e tenace che nella lotta per l’emancipazione della donna non ha mai smarrito la dimensione tenera ed edificante di una femminilità arcaica, di fatto dichiarandosi nemica di un impegno fazioso e gonfio di astio. Gaetano Bucci, scrittore e critico letterario, sottolinea la spiritualità prepotentemente insita  nella poetica della Santoliquido. Una spiritualità espressa ora come elemento etno/culturale, ora come elemento familiare o prettamente religioso, altre volte in veste di forte elemento simbolico, universale, di impegno sociale o civile. Francesca Amendola riconosce ad Anna il merito storico di aver dato voce alle donne, soprattutto a quelle del Sud, mentre Enzo Quarto sottolinea il lato etico di un sofferto impegno in chiave di rilancio della cultura popolare. In appendice a ‘Parole in festa’ prende la parola la stessa Autrice per spiegare la genesi del suo amore per la poesia, una spiegazione che gronda gratitudine verso la Terra Madre, l’amatissima Forenza. Anna Santoliquido parla di ‘cunti’ secolari raccolti dalle labbra degli anziani, di giochi all’aria aperta, del fortificante contatto con la natura, di feste popolari e vicinato… “Ho iniziato a vergare lettere per le donne analfabete del vicinato. Missive che raggiungevano l’Europa, l’America, l’Australia. Ed è così che il mondo mi è entrato in testa. L’emigrazione ha stimolato la scrittura…” Una scrittura che definire ‘al femminile’ è riduttivo. Anna infatti ama definirsi ‘una poeta’ piuttosto che ‘una poetessa’. Non è un vezzo, questo, bensì un modo sottile di rivendicare un diritto (alla poesia) che non sia di derivazione maschile, quasi un capriccio da tollerare con magnanimità ‘superiore’. – Nell’immagine, ‘I lucani di Gagliano’, Carlo Levi, olio su tela.

 

Italo Interesse


Pubblicato il 27 Settembre 2018

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio