Cultura e Spettacoli

Antigone, ‘odore di ribellanza’

Nel 2011 il Collettivo Progetto Antigone, nato per contribuire a rendere l’Italia ‘un paese per donne’, dava vita a ‘Parole e sassi’, un racconto-laboratorio che un attrice per regione sta presentando in tutti i luoghi dove esistano le necessarie ‘condizioni poetiche’, a cominciare dalle scuole elementari (ideazione e drammaturgia : Renata Palminiello, Letizia Quintavalla, Patrizia Romeo, Agnese Scotti e Rosanna Sfragara ; direzione artistica : Letizia Quintavalla) . ‘Parole e sassi’ funziona così : la Narratrice racconta della figlia di Edipo ad un limitato numero di bambini raccolti intorno a un rettangolo segnato da una traccia rossa sul pavimento utilizzando sassi-personaggio e una partitura gestuale fissa. Nella fase laboratoriale le parti s’invertono. Finita l’esperienza, gli ‘egregi uditori’ sono liberi di farsi cassa di risonanza della tragedia di Antigone con chi vogliono utilizzando la stessa partitura verbale/gestuale e i sassi utilizzati. Il progetto ha incontrato finora oltre 13mila fra bambini e ragazzi, una parte dei quali è in Puglia. Da noi la curatrice del progetto, Caterina Valente, ha da poco completato la sua esperienza con i bambini delle classi IV e V della scuola Re David di Bari. Al termine, raccogliendo il materiale prodotto dal laboratorio, ha curato nei locali dello stesso Istituto ‘Sulle tracce di Antigone’, un’esposizione di disegni, parole e soprattutto fotografie, scattate da Massimo Romanazzi durante la fase 2 del progetto. Allestita con originalità, la mostra documentava il segno scavato da ‘Parole e sassi’ nel cuore di ogni bambino. Un segno molto profondo a giudicare dai sentimenti ‘fermati’ da Romanazzi. Questo bianco/nero elegante e un po’ retrò, sospeso a mezz’aria e suscettibile di ruotare su sé stesso alla minima corrente d’aria, ispira un senso di primordi. Negli occhi di bimbi dell’era globale brilla una luce nuova, ma che di nuovo ha ben poco. E’ l’eco remotissima di un mondo la cui memoria tramandata dai geni non si è spenta. Sono bastate cose arcaiche come mani che raccontano e sassi da animare per riattivare un circuito emotivo, per gettare un ponte tra l’efferata era globale e l’età dell’oro (precedente a quella del mito e non meno assetata di sangue che la nostra). ‘Sulle tracce di Antigone’ testimonia segni di ‘risveglio’. Segni che si possono individuare non solo in sguardi ora pensosi, ora rapiti, ma pure dentro appassionati segni grafici e fulminanti riflessioni. A proposito di quest’ultime ne segnaliamo in mezzo a tante un paio : “I due fratelli odorano di sangue uguale” (con riferimento a Polinice ed Eteocle, i fratelli di Antigone) e “Antigone odore di ribellanza” (a proposito del gesto ribelle della donna che, contro la volontà del re di Tebe, Creonte, decide di dare sepoltura al fratello Polinice, così andando incontro al carcere a vita e poi al suicidio).

Italo Interesse

 


Pubblicato il 20 Giugno 2015

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