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Antonio, il posteggiatore abusivo “premiato ” da Striscia, ha perso un’occasione

Scappa Antonio davanti alle telecamere di Striscia la notizia, il popolare e satirico  programma serale di Canale 5. Fugge, fra imprecazioni ed epiteti poco oxfordiani rivolti all’inviato che voleva “premiarlo” per la sua illecita attività di parcheggiatore abusivo svolta nei pressi di via Amendola, nelle vicinanze di Equitalia. Lui, che riesce dopo anni di “servizio” a far posteggiare centinaio di auto in modo ordinato, centellinando al centimetro gli spazi e sfidando anche le intemperie. Scappa Antonio, dopo essersi munito di pietre ed essersi nascosto dietro le colonne di un edificio, minacciando l’incalzante Luca Abete che vuole a tutti i costi consegnargli il suo originale “premio” . Corre Antonio, lui che aveva dichiarato di percepire il reddito di cittadinanza. Fugge Antonio, per non essere più importunato da quel molestatore televisivo che con la sua telecamera invadente sta mettendo a rischio il suo unico  “lavoro”,  che difende con le unghia e con i denti per mantenere la  famiglia. Scappa Antonio, che finalmente riesce , dopo essere stato inseguito per alcuni minuti, a scrollarsi di dosso   la presenza incombente dell’inviato.  Antonio, però, fuggendo e tentando di liberarsi dall’intervistatore assillante ha forse perso una grande opportunità. Quell’uomo, che noi cronisti locali abbiano visto più volte all’opera nelle nostre inchieste sui posteggiatori abusivi in città, se invece di andar via si fosse fermato davanti alle telecamere di Striscia avrebbe potuto urlare a milioni di telespettatori tutta la sua rabbia e disperazione sociale, denunciando il suo stato di indigenza. Nello spazio di una serata sarebbe stato protagonista e portavoce del crescente disagio umano ed economico dei meno abbienti,  dando così  voce anche a migliaia di disperati, disoccupati ed emarginati; una umanità negletta che quotidianamente si alza ogni mattina e timbra il cartellino della disperazione non sapendo come sbarcare il lunario. E già, perchè  di persone come Antonio , sia a Bari che in altre città d’Italia, ce ne sono a migliaia ,e poco importa se sono italiani o extracomunitari ; la sofferenza , il disagio e la mortificazione della  dignità   non  hanno distinzione di razze ed etnie , così come il sangue è rosso per tutti gli esseri umani. Antonio , del quale poco importa se abbia o meno trascorsi giudiziari, facendo parte di quel  grande esercito di invisibili, ha dunque sprecato  una grande opportunità. A fuggire davanti alle telecamere non doveva essere lui, ma quei tanti amministratori e politici che ai vari livelli istituzionali, al di là delle chiacchiere fumose, hanno fatto ben poco nel corso dei decenni per alleviare le sofferenze dei più indigenti. Forse dovrebbero scappare, come velocisti, tutti quegli esponenti della sinistra o pseudo tale che hanno tradito, nel corso degli anni, la nobile vocazione a cui si ispirava la parte politica di loro appartenenza, quella della difesa dei più deboli, dei disoccupati, dei pensionati, dei lavoratori sfruttati e di tutte quelle categorie sociali che meritano attenzione e protezione. Per chi proviene dalla affascinante quanto drammatica epopea della rivoluzione studentesca degli anni ’70 ,vedere la sinistra così prona e “zerbinata” agli interessi delle lobby , banchieri e faccendieri vari  induce, in chi ha vissuto quell’impegno politico lottando contro le ingiustizie e le disuguaglianze sociali, a sprofondare in  autentiche crisi esistenziali . Ecco , è questa  masnada di ipocriti ed opportunisti  che  dovrebbe fuggire dinanzi alle telecamere, non il povero Antonio,  ed il  barattolo di vernice rossa,per delimitare gli spazi abusivi, sgradito cadeau per il suddetto parcheggiatore, il simpatico Luca Abete dovrebbe consegnarlo a tutti quei politici locali e non che almeno avrebbero così, una volta tanto, la loro faccia bronzea  pittata di rosso , a  mostrare vergogna. Antonio, la prossima volta non fuggire.

Piero Ferrarese

 

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