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Antonucci: “Ora facce pulite e gente perbene”

 

“La Bari rinasca con facce pulite e gente perbene”: lo dice in questa intervista al Quotidiano lo storico del calcio biancorosso, Gianni Antonucci.

Antonucci, Bari sparita dal calcio che conta. Che ne pensa?

“Una figuraccia, non solo sportiva, ma cittadina. La sua assenza la sentiremo non adesso ma nei prossimi giorni. Per fare rinascere il calcio barese ci vogliono facce pulite e persone perbene, e non chi pensa di arricchirsi dallo sport. Non è pensabile affidare la squadra in mani poco capaci e poco limpide”.

Era mai accaduta una cosa del genere?

“Mai. Solo dopo la morte del compianto professor De Palo, uno che i soldi li rimetteva in proprio, intervenne a salvare la Bari Michele Mincuzzi. Però mai si è giunti a una situazione simile”.

Se lo aspettava?

“In un certo senso, sì. Era un epilogo annunciato. Certi personaggi, non faccio nomi per ovvi motivi, li conoscevo da quando facevo l’ ispettore del fisco, sapevo di che pasta erano fatti. Inoltre, qui è stata compiuta una cattiveria verso le famiglie della Bari società che sono senza lavoro. I campanelli di allarme per correre ai ripari, avevano suonato molte volte, non sono stati sentiti. Anche la stampa, non tutta, poteva fare di più o si è fatta prendere in giro”.

Iscrizione saltata per tre milioni di euro..

“Una balla, non sono solo i tre milioni. Qui c’è una voragine di debiti, circa 25 milini. Non si sa come si siano accumulati e qualcuno dovrebbe spiegarlo, anche nelle sedi competenti. O la cosa si silenzia, ma non credo,  o viene fuori uno scandalo grosso”.

Sogliano?

“Ha le sue responsabilità, ha preso giocatori senza contratto a costo zero, sempre la stessa compagnia di giro. Perchè non si è dissociato da Giancaspro? Evidentemente andavano d’accordo. Questa è l’ edizione della Stangata numero due, ma ben fatta e riuscita. Quanto ai tifosi in altri tempi e con altri presidenti sarebbero insorti, ora sono freddi e si limitano alla festa di spiaggia “.

Gigi Frisini, espertissimo e competente addetto ai lavori, oltre che galantuomo, offre la sua ricetta: ” Mi auguro che il Bari non diventi oggetto e strumento di interessi e campagne elettorali. Per rinascere occorre un tecnico di categoria, al pari di un diesse e di un segretario adeguato. Il rischio che tutto possa implodere esiste. Imprenditori da fuori? Abbiamo già dato, meglio i baresi e penso a un nome di prestigio, Simeone Dicagno Abbrescia. Anche per la D siamo in ritardo, bisogna muoversi. Responsabilità? Innegabili quelle di Giancaspro, ma nessuno neghi quelle di Sogliano e di certi giornalisti che non hanno svolto il loro lavoro “.

Bruno Volpe


Pubblicato il 24 Luglio 2018

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