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Approvato all’unanimità il “papocchio” politico del quinto Municipio

La scorsa settimana il consiglio del “Municipio 5” del Comune di Bari, ossia l’Organo politico di decentramento amministrativo rappresentativo delle ex frazioni di Palese Macchie e Santo Spirito, ha approvato all’unanimità il documento programmatico che il presidente, Vincenzo Brandi, e la locale coalizione di centrosinistra, usciti vincenti dalle urne della scorsa primavera, auspicano di poter far mettere in atto nel corso del restante quadriennio (circa un anno è già trascorso!) di mandato che hanno ancora da espletare. Però, a parte taluni contenuti di merito alquanto immaginifici di detta delibera, ciò che ha fatto davvero notizia è stata sicuramente l’approvazione unanime della stessa. Ovvero, con i voti favorevoli espressi anche dai tre componenti dell’opposizione di centrodestra leghista e dalla rappresentante dell’opposizione pentastellata, che così facendo hanno sostanzialmente fatto propri le linee ed i propositi programmatici di gestione del “Municipio 5” presentati dal Presidente e dalla sua maggioranza di centrosinistra. Il “caso” è stato già etichettato come “raro” ma non “unico” anche se, in verità, per la particolarità della delibera (da non dimenticare: “documento programmatico”), potrebbe essere forse meglio indicato come “esclusivo”, considerato che i pochi casi di convergenza unanime nelle assemblee elettive (ove esiste una maggioranza ed un’opposizione che non sia soltanto formale) risultano difficili a verificarsi, se non addirittura impossibili. Però, che l’unanimità di voto venga registrata su alcuni atti politici fondamentali, qual è per l’appunto quello del programma amministrativo è cosa davvero sorprendente. Infatti, è possibile (e non è di certo un caso “raro” né “unico”! ) che in un consesso politico contraddistinto da maggioranza ed opposizione si registri unanimità di consensi su determinati provvedimenti, ma che ciò possa invece verificarsi su atti che dovrebbero caratterizzare inequivocabilmente le differenti parti politiche contrapposte, è cosa davvero “singolare”. Ed in quanto tale degna di sottolineatura, come è stato fatto con un recente servizio pubblicato nelle pagine di cronaca barese dal maggior quotidiano locale. Infatti, un voto unanime sul programma è come se una delibera di Bilancio ottenesse i voti favorevoli anche delle opposizioni. Ma veniamo ad analizzare nello specifico il particolare fatto in questione. Le opposizioni di centrodestra e pentastellata del “Municipio 5” di Bari che danno il proprio assenso all’ipotesi di programma formulata da un presidente e da una maggioranza di cui in campagna elettorale sono stati politicamente rivali significa che, nel caso in cui l’esito elettorale fosse stato diverso, a parti invertite la proposta programmatica sarebbe stata la stessa. In altri termini, vuol dire che il programma per Palese e Santo Spirito del partito di Matteo Salvini coincide esattamente con quello del M5S. Ed entrambi collimano con quello predisposto e presentato dalla coalizione di centrosinistra attualmente alla guida dell’istituto di decentramento amministrativo in cui salviniani e grilli sono all’opposizione. Ma è proprio vero che a Palese e Santo Spirito i programmi politico-amministrativi delle tre citate forze politiche presenti nel consiglio del Municipio 5 siano stati “scritti” con la carta copiativa? A giudicare dal voto in Aula le apparenze darebbero risposta affermativa. Ma in realtà, a livello cittadino, le posizioni politico-amministrative delle predette forze sono tutt’altro che sovrapponibili. Anzi, su taluni punti – così come emerso anche a livello locale di Palese e Santo Spirito – a ben guardare sono addirittura divergenti. Però, quanto innanzi esposto, è solo l’aspetto esteriore della questione che, per quanto irrilevante da un punto di vista decisionale (poiché ogni decisione che effettivamente “conta” e “pesa” per il territorio in oggetto viene presa nelle stanze di Palazzo di Città), è comunque un pessimo sintomo della “salute”, alquanto malferma, nella quale versa sotto l’aspetto qualitativo la classe politica locale del Municipio 5. Situazione, quest’ultima, che probabilmente non è difforme da quella degli altri quattro Organi di decentramento amministrativo barese. Un altro evidente paradosso lessicale che sicuramente induce in inganno i comuni cittadini è lasciar credere che semplici “indicazioni” e “desiderata” locali  emersi dai consessi municipali di decentramento amministrativo abbiano “dignità” e valenza di programma di governo del territorio, quando in realtà trattasi solo di “libri dei sogni” poiché i cinque Municipi di decentramento a Bari sono unicamente istituti consultivi, non vincolanti per il Comune, e non certamente Organi di gestione locale del territorio, se non per piccole ed insignificanti attività delegabili dall’Amministrazione centrale. Quindi, considerato il particolare periodo carnascialesco di “frizzi e lazzi” durante il quale è stata approvata la suddetta delibera di linee programmatiche del “Municipio 5”, il celebre Carlo Goldoni, inventore della “Commedia dell’arte” e delle note “maschere” (Pulcinella, Arlecchino, Pantalone, Balanzone, ….) che tutt’oggi inondano ed allietano i nostri Carnevali, verosimilmente non avrebbe fatto di meglio di quanto recentemente accaduto nell’immobile comunale di viale Gino Priolo a Palese. Quindi, è assai probabile che il tanto propagandato “documento programmatico”, approvato all’unanimità dal consiglio del “Municipio 5”, possa diventare nell’immediato futuro un potenziale ed utile materiale per coriandoli. Ovviamente, con grande gioia per le “maschere”, ma grande “presa in giro” per i cittadini del territorio.

 

Giuseppe Palella

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