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Apre un nuovo centro per anziani, ma perché chiude al Libertà?

Anziani sempre al centro dell’attenzione per il Comune di Bari anche se, bisogna aggiungere subito, per un centro anziani che apre, ce n’è un altro che ha chiuso per sempre i battenti. E da parecchio tempo. Ma procediamo per ordine e ricapitoliamo, a scanso di equivoci. A far partire la diatriba e sorgere i primi dubbi è stata l’apertura nuovo centro per anziani non lontano dal centro cittadino e la chiusura dell’unico centro per anziani al quartiere Libertà. Luigi Cipriani, segretario del Movimento Riprendiamoci il Futuro, non ci sta e attacca a testa bassa: <<S’è tenuta a Bari l’inaugurazione del nuovo Centro sociale polivalente per anziani: la nuova struttura finanziata dall’assessorato al Welfare è gestita dalla società cooperativa Gea. Ma mentre l’Assessore al Welfare del Comune di Bari Francesca Bottalico si vanta di inaugurare un nuovo centro per anziani in viale della Repubblica  (e siamo contenti per questa iniziativa), la stessa non dice una sola parola del motivo per il quale è stato soppresso l’unico centro per anziani esistente nel quartiere Libertà: come mai?>> Questo modo di amministrare per Cipriani è <<discriminante nei confronti degli anziani che vivono in un quartiere sprovvisto di centri di aggregazione sociale>>. Ben sapendo, aggiunge l’ex consigliere barese paladino del Libertà, che il quartiere  rappresenta una zona ad altissima concentrazione di anziani. Anziani che in molti casi vivono da soli. E allora, viene spontaneo chiedere agli elettori del Libertà, tanto per capirci quelli che nel 2019 hanno votato quest’amministrazione, se sono “contenti” di aver scelto di essere così rappresentati. Tenendo sempre bene a mente che dal Comune nessun rappresentante (di destra, ma anche di sinistra o centro) ha speso mai una sola parola su questa “”disfatta nei confronti degli anziani del quartiere Libertà””, incalza Cipriani. Storia vecchia, dunque, quella di quell’avamposto sociale che ha deposto le armi a beneficio di deboli e anziani in un quartiere disagiato com’è, appunto, il Libertà. A far scattare l’allarme sulla chiusura del centro anziani di via Garruba è stato già da tempo sempre lui, Gino Cipriani, da quand’era segretario del Gruppo Indipendente Libertà. Sono trascorsi più quasi dodici anni da quando Cipriani, in una lettera inviata all’allora Assessore comunale alla Solidarietà Sociale Ludovico Abbaticchio, ricordava che ad aprile 2009 era stata una petizione di oltre sessanta frequentatori del centro anziani – Libertà –  di Via Garruba, angolo Via Trevisani, a far scoppiare la guerra dei capelli d’argento nel quartiere. Nella petizione si denunciavano le gravi carenze esistenti presso il centro dove non funzionava l’impianto di aerazione (caldo – freddo) e già si parlava di pandemia. “Com’è possibile che, un impianto indispensabile alla salute dei frequentatori, da tanto tempo non funzioni: cosa ha fatto, da giugno scorso, l’Amministrazione Comunale per risolvere il problema?”, si chiedeva l’ex consigliere comunale nella missiva giunta anche sul tavolo di Assessore ai Lavori Pubblici e capi-ripartizione del Comune. E così l’amministrazione Decaro conferma la volontà di chiudere un centro che, in effetti, costituisce e costituiva l’unico luogo socio di aggregazione del quartiere per la terza età, pensando forse di turare le falle aprendone un altro -a diversi anni di distanza – in Viale della Repubblica. Come se il benessere della terza età fosse un fatto di numeri “apri, chiudi e inaugura”. Così come accade con le porte girevoli nei centri commerciali…

Francesco De Martino

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