Cronaca

Apulia Film Commission: ancora in alto mare statuto e regolamento

Fratelli d'Italia insiste per conoscere nomine e principali atti della fondazione fondata quindici anni fa

Apulia Film Commission, si naviga ancora a vista, tra dubbi, sospetti e interrogazioni senza risposta che aprono parecchi varchi, all’interno della fondazione nata sotto l’egida ‘illuminata’ di Nichi Vendola e Silvia Godelli. Ma che se fosse un film, oggi, potrebbe titolare, ‘Il buio oltre la siepe’. Certo, i numeri sono quelli fanno felici tutti, attacca il consigliere fratello d’Italia Michele Picaro: <ben 45 opere audiovisive girate in Puglia, con 7 serie/tv e 19 lungometraggi, produzioni che hanno impegnato tantissime maestranze locali, accanto a un numero importante di giorni lavorativi. Ma le domande della politica, però sono anche altre a finora sono rimaste prive di risposte. “Prendiamo atto del lavoro dell’Apulia Film Commission, ma a distanza di un anno dall’insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione ci aspettavamo che oggi fossero date ben altre informazioni, vale a dire su come erano stati riscritti Statuto e Regolamento, visto che nel decreto di nomina del nuovo CdA (dopo lo scandalo e le relative inchieste che avevano coinvolto anche l’attuale direttore) Emiliano aveva specificatamente dato questo mandato”. Nomine straordinarie, proprio per adempiere a un compito delicatissimo che toccava la Fondazione e che però secondo il consigliere Picaro “…nulla hanno a che vedere con ciò che prevede l’art. 9 dello Statuto: <I componenti del Consiglio devono esprimere comprovata competenza ed esperienza tecnica, giuridica o economica nel settore del cinema e dell’audiovisivo>. Ecco, quindi, la necessità di ascoltare in Commissione-Cultura il presidente Emiliano e tutto il CdA, anche per fare chiarezza su avvisi pubblici e presunti conflitti d’interesse che ancora aleggiano attorno alla casa di produzione cinematografica pugliese. Eggià, poco più d’un paio di mesi fa su nomine, rapporti ravvicinati e commissioni di concorso nel nome di film, rassegne, cartelloni, festival e cultura in Puglia, era stato sempre il gruppo “Fratelli d’Italia” a presentare una richiesta per iscritto di audizione sempre all’indirizzo del presidente della giunta regionale. Nel mirino alcuni rapporti fin troppo ravvicinati che – almeno per ragioni di opportunità  – si potevano evitare. Insomma, quelle ‘gravi ragioni di convenienza’ che imporrebbero ben altre scelte di opportunità, almeno sul piano etico, quando si tratta di gestione di presidenti e consiglieri d’amministrazione che gestiscono e maneggiano denaro pubblico. E le ‘audizioni’ nelle stanze delle commissioni alla Regione Puglia di via Giovanni Gentile dovrebbero servire proprio a dipanare dubbi e sospetti, chiarendo i lati poco chiari di una politica che troppo spesso si limita a gettare l’acqua sporca e pure il neonato…magari aspettando solo che le acque putride si calmino. Fuor di metafora, si tratta di fare luce su situazioni scomode, facendo davvero il punto sui risultati del lavoro svolto attorno ad Apulia Film Commission nell’ultimo anno, magari senza stare a girarci troppo attorno e senza sorvolare su approvazione di statuto e regolamenti, imposte dalle leggi o suggerite più semplicemente dalle regole del buon governo.

Francesco De Martino


Pubblicato il 16 Febbraio 2024

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