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Aqp: acceso ping pong tra Di Cagno Abbrescia e il consigliere Amati (Pd)

E’ ormai un ping-pong di risposte e contro risposte quello innescatosi tra il consigliere regionale di maggioranza Fabiano Amati (Pd) ed il presidente di “Aqp spa”, Simeone Di Cagno Abbrescia, dopo che quest’ultimo ha replicato con una nota alle polemiche sorte all’annuncio dei vertici della società idrica pugliese, interamente di proprietà regionale, di voler costituire una Newco per la gestione delle perdite nella rete idrica. Infatti Di Cagno Abbrescia, rispondendo alle prime dichiarazioni di Amati contrarie alla NewCo ed all’invito ai vertici di Aqp a dimettersi, qualora non fossero in grado di gestire “in house” l’attività di monitoraggio della rete idrica e per la quale giustificano la costituzione di un’apposita NewCo con partner privati, ha affermato: “Le nostre sono scelte ben ponderate, frutto di consapevolezza e di impegno per il ruolo a noi assegnato che ci competono. Esse discendono dal carico che avvertiamo di non sprecare tempo in modalità che possono distogliere, anche per mancanza di conoscenza, dalle questioni e dalle soluzioni che poniamo”. Però, l’esponente regionale del Pd, da ultimo, ha eccepito che è già in corso una gara pubblica proprio per la gestione delle perdite in rete. E per questo, forse, il presidente di Aqp ha pure dichiarato di voler “porre la parola fine alle facili dichiarazioni allarmistiche che in questi giorni ci  toccato di dover registrare”. “Lasciamo ad altri – ha proseguito Di Cagno Abbrescia, con evidente intento sibillino – polemiche inutili, superficiali quanto dannose che hanno ben altre finalità”, poiché “la consapevolezza della preziosità della risorsa idrica, il bisogno di non dover disperdere un bene tanto prezioso, la vetustà e il degrado delle reti, la complessità e l’ampiezza delle stesse, ci obbligano a scelte rapide, coraggiose ed innovative, senza mettere in discussione o compromettere il valore dell’acqua bene comune, scelta questa per noi irreversibile. La nostra responsabilità la ribadiamo a fronte di inutili quanto dannose e superficiali polemiche che lasciamo ad altri e a ben altre finalità”. Inoltre, ha dichiarato il presidente dell’Azienda idrica regionale, “nell’agire quotidiano per il bene della collettività, siamo sempre alla ricerca di soluzioni efficaci ed innovative. Avvertiamo l’urgenza di dover operare per conseguire risultati, in tempi ridotti, salvaguardando il forte impegno di tutte le linee operative di Aqp, oggi già fortemente impegnate e sollecitate al conseguimento di traguardi sfidanti e con i successi ben noti”, per poi concludere: “Operiamo a tutela delle risorse ambientali, della qualità del servizio
ai clienti e rispondiamo adeguatamente alle attese delle comunità e del tessuto economico e produttivo del territorio”. Immediata la replica di Amati: “L’unica cosa che Di Cagno Abbrescia non fa è rispondere al domandone tecnico: è vero che la progettazione per i 640 milioni di Euro di lavori è in fase di aggiudicazione e che quindi non può essere oggetto della nuova società con i privati?”. “E se è così, – ha chiesto inoltre il consigliere Dem – perché Aqp ha fatto comunicazioni pubbliche menzognere?” “Sul resto – ha affermato Amati – non è mia intenzione fare ping pong con politicanti chiacchieroni, che in nome di un incarico ad Aqp si sono trasformati da fieri avversari di Emiliano in suoi fieri sostenitori. Si dimetta, che è meglio”. E, continuando, Amati ha commentato: “È chiaro che Di Cagno Abbrescia è in grande imbarazzo e non sa che pesci pigliare. A questo si aggiunga che probabilmente anche il socio unico (ndr – di Aqp spa) Regione Puglia lo sta scaricando, considerato che il presidente Emiliano non ha detto una sola parola sulla vicenda”. Quindi, ha sottolineato l’esponente regionale Pd, “Di Cagno Abbrescia si arrampica dietro frasi di stile e circostanza, autoincensandosi su ponderazione, consapevolezza e impegno, e non si accorge che nel suo dire mancano proprio gli argomenti tecnici e di merito che attestino tutta quella quantità di virtù”, per poi rilevare che il presidente di Aqp “con la tecnica di chi, non sapendo cosa rispondere nel merito preferisce attaccare la persona che domanda”. Infatti, ha affermato ancora Amati: “Di Cagno Abbrescia insinua – da politicante impenitente – che io stia parlando ‘per ben altre finalità’, non considerando che in questo momento gli unici dubbi che abbiamo non sono sul fatto che il 12 gennaio ci saranno le Primarie e che lui voterà il suo ex ‘nemico’ Emiliano, ma – ha concluso Amati – sulle ‘ben altre finalità’ che l’operazione di Newco nasconde e su cui da diversi giorni non si riesce a sapere nulla di chiaro”. Sta di fatto che, secondo quanto ha affermato il neo-capogruppo di “Fratelli d’Italia” alla Regione, Ignazio Zullo, è “in ballo il futuro del più grande acquedotto europeo, una risorsa preziosa della Regione Puglia che non può diventare oggetto del contendere delle Primarie fra Emiliano ed Amati”, per cui – con  un’evidente ironia non da meno a quella di Amati, lo stesso Zullo  domanda: “E’ vero che s’intende affidare a privati il servizio per la riduzione delle perdite idriche in 94 Comuni pugliesi per 637milioni?”, dandosi pure la risposta: “E’ chiaro che se lo dice di Cagno Abbrescia, noi al contrario di ciò che pensa Amati, abbiamo la certezza che parla a nome e per conto di Emiliano”. Infatti, commenta a seguire il Capogruppo di Fdi: “Di Cagno Abbrescia è solo l’ultimo degli ‘yesman’ alla corte del governatore, uno che pur di accomodarsi su una comoda poltrona ha rinnegato un passato di sindaco del centrodestra”. Però, ha proseguito Zullo: “pur convinti che Emiliano sia il ventriloquo dell’ex sindaco, noi vogliamo e per questo chiediamo al presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo, che il Presidente della Regione venga in Aula a riferire sul futuro di quella che sicuramente è una delle società pubbliche più importanti della Puglia”, concludendo: “si discuta apertamente in Consiglio regionale e si diano risposte non solo ai giornalisti, ma anche ai pugliesi”. E, infatti, il punto principale della “questione” è la risposta a chi l’acqua ed i servizi erogati da Aqp li paga a peso d’oro, con cifre in bolletta che sono di anno in anno sempre più care in Puglia, a prescindere dai vantati efficientismi di chi gestisce la società idrica e dai business privati che la stessa potrebbe eventualmente favorire, in nome di un non meglio precisato “bene collettivo” alquanto difficile da comprendere, ma soprattutto da percepire quando a metterlo in dubbio sono financo esponenti che, in teoria, dovrebbero essere in sintonia anziché in contrapposizione.

 

Giuseppe Palella

 

 

 

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