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Ares, ancora nel mistero assunzioni e procedure “ad personam”…

Se qualcuno sperava che denunce e interrogazioni ponessero freno allo scandalo delle assunzioni di funzionari e dirigenti alla Regione Puglia, soprattutto all’interno della agenzie regionali come Arif, Arem e soprattutto Ares, dovrà ricredersi. Infatti, come capita sempre più spesso nel palazzo di vetro solo a parole della Giunta Vendola, senza risposte restano interpellanze e interrogazioni sui quattrini pubblici spesi a palate per assumere collaboratori e dipendenti a tempo determinato. Sono trascorsi oltre sei mesi da quando, per esempio, il consigliere regionale Nino Marmo (Popolo della Libertà) che già aveva puntato il dito contro l’Agenzia della Sanità pugliese (Ares), quando balzarono in primo piano le assunzioni di parenti legati a segretari e dirigenti in servizio nell’Assessorato alla Sanità, rivolse al Presidente Vendola e all’Assessore alla Salute Attolini l’ennesima interrogazione su procedure di assunzione sospette di essere palesemente mirate e preconfezionate. Oggetto di una delle tante richieste rimaste lettera morta? L’“avviso di pubblica selezione per il conferimento dell’incarico di Dirigente Amministrativo per il “Coordinamento del Centro Regionale di Screening” di cui alla delibera del Direttore Generale dell’Ares Puglia n. 19 del 24 gennaio 2012”. Marmo elencava i richiami normativi ancora tutti da chiarire: “Trattandosi di un incarico dirigenziale a tempo determinato, il conferimento deve avvenire nel rispetto dell’articolo 19 comma 6 del D.Lgs 165/2001, che pone limiti al numero degli incarichi che è possibile conferire (nel caso specifico massimo il 10%) e stabilisce quali debbano essere i requisiti di cui occorre essere in possesso. Nel corpo della delibera non si dà atto del numero dei dirigenti a tempo determinato né di quelli a tempo indeterminato già in servizio presso l’Agenzia, con ciò non consentendo di conoscere se il limite del 10% viene rispettato o meno.  Tra i requisiti generici e specifici richiesti dal bando non vi è alcun riferimento alla “esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzione dirigenziale” nell’ambito di enti o aziende pubbliche o private”, prevista dal suddetto D.Lgs.”  Perciò il vicepresidente regionale aveva chiesto di sapere se Vendola ed Attolini “sono a conoscenza dell’ennesimo atto di assunzione di personale, questa volta della Direzione Generale dell’Ares, senza il minimo rispetto delle norme sul pubblico impiego. Se anche questo bando, cioè, sia stato “confezionato” ad arte per favorire qualcuno, considerato che tra i requisiti richiesti nel bando vi è l’esperienza specifica in “gestione e organizzazione di progetti a valenza europea” che, a quanto sembra, non ha niente a che fare con lo screening sanitario, ma che avrebbe più coerenza con personale che si è occupato di Fondi Strutturali Europei. E il mistero resta. Insomma, per evitare altre irregolarità o illazioni, applicando le norme in vigore, l’unica strada da imboccare per il consigliere Marmo era una e una sola: bloccare l’iter  dell’avviso e chiedere al Direttore Generale dell’ARES di riproporlo nel rispetto della normativa nazionale per il reclutamento del pubblico impiego. “Continuano a pervenirmi sempre più numerose ed inquietanti denunce su una prassi sistematica di patenti violazioni di procedure di legge nelle assunzioni di Enti, Agenzie ed Assessorati regionali, in ciascuna delle quali non si fa molta fatica ad individuare un perfetto identikit dei soggetti predestinati. Questo comportamento –concludeva nella sua interrogazione il consigliere PdL- è diventato così arbitrario da costringere anche quelli che ne sono i principali responsabili a fingere di prenderne ufficialmente le distanze. Sta di fatto che tutto continua come e peggio di prima, come dimostra quest’ultima vicenda di cui all’interrogazione, che ripropone rispetto all’Agenzia regionale della Sanità metodi denunciati inutilmente. E’ pertanto il momento di dire basta a questo inqualificabile andazzo, nei cui confronti non è ammissibile che continui a valere la regola non scritta di assoluta impunità.” E tanto non è bastato a smuovere amministratori e burocrati trincerati da sempre nel più ostinato silenzio-assenso amministrativo…

 

Francesco De Martino

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