Arianna Meloni a Bari per tentare di “mettere in riga” i dirigenti del partito
In Fratelli d'Italia, nonostante i tanti risultati non soddisfacenti a livello locale, c'è chi nega i dissidi interni e nasconde i "fuochi" sotto la cenere

Un incontro a porte chiuse ieri pomeriggio in una struttura ricettiva di Santo Spirito tra Arianna Meloni, sorella della premier Giorgia, ed i vertici pugliesi di “Fratelli d’Italia”. Il tema dell’incontro? Quasi sicuramente un’analisi politica sui risultati conseguiti dal partito in Puglia alle ultime regionali e che qui non è mai stata fatta a livello di vertici pugliesi, a causa forse di dissidi e rivalità interne alla formazione politica di cui è leader Giorgia Meloni. Contrasti e rivalità di cui ormai sanno, ma che evidentemente qualcuno pensa forse di occultare nascondendo il fuoco sotto la cenere.
Infatti, il responsabile pugliese di Fdi, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, a margine di un appuntamento elettorale ad Andria, rispondendo ai giornalisti sui problemi interni a Fdi in Puglia, ha dichiarato: “Non parlerei di problemi”, ma di “sensibilità diverse”, poiché “c’è chi la pensa un po’ più a destra e chi un po’ più al centro, ma fanno parte del fatto che il partito è un partito che ha in sé diverse anime, con diverse sensibilità che però concorrono a un partito forte in Puglia”.
“Voglio ricordare – ha aggiunto inoltre Gemmato – che in Puglia noi siamo il primo partito: alle Regionali siamo stati il primo partito del Meridione, siamo stati il primo partito del Meridione alle Europee e abbiamo ottenuto al referendum (ndr -sulla riforma della Giustizia) il risultato migliore e di questo siamo assolutamente orgogliosi”. Per poi concludere affermando: “Siamo consci del fatto che dobbiamo fare di più, dobbiamo soprattutto favorire la crescita di un centrodestra che in tema di maggioritario deve essere vincente rispetto al centrosinistra”.
In realtà qualche all’interno di Fdi in Puglia, ma soprattutto in Terra di Bari, esiste e non è certo di poco conto se si considera che alle elezioni di novembre scorso una candidata (ndr – Raffaella Casamassima) è stata esclusa senza alcun valido motivo dalla lista dei candidati di Fdi al Consiglio regionale della circoscrizione elettorale barese, dopo che era stato financo inaugurato il comitato elettorale nel suo Comune con la partecipazione del candidato presidente del centrodestra ed alla presenza di alcuni parlamentari nazionali ed europei di Fdi, tra cui il presidente provinciale barese del partito, l’on. Michele Picaro.
Ma detto episodio è sicuramente solo uno dei sintomi delle cose che evidentemente non vanno in Fdi in Puglia, poiché ancora più significativo è quanto accaduto in alcuni importati Comuni del barese, dove il partito della premier Meloni, nonché partito di maggioranza relativa in Parlamento, non è presente con propri rappresentanti nell’Assemblea cittadina, poiché non era presente alle amministrative, per mancata presentazione della lista, come è accaduto lo scorso anno per le comunali di Triggiano e quest’anno per le imminenti amministrative di Modugno.
E questi non sono di certo Comuni di piccole dimensioni, ma realtà di una certa importanza in provincia di Bari. Però il sintomo che qualcosa non va di certo per il verso giusto in Fdi, in Puglia e particolarmente in Terra di Bari, è dimostrato soprattutto dal fatto che, a prescindere delle inspiegabili “defaillance” nelle competizioni elettorali di alcuni importanti Comuni del barese, come quelli citati, in quasi tutte le tornate amministrative della provincia di Bari, il centrodestra financo da quando è al governo del Paese, con Fdi partito guida della coalizione anche nel barese, non riesce a conquistare la guida di qualche importante Comune neppure per errore. Eppure se si vanno a leggere i risultati elettorali delle politiche in molti di quegli stessi Comuni la situazione della coalizione di centrodestra e, soprattutto di Fdi, risulta ribaltata.
Quindi, come è possibile sostenere che in Fdi non ci sono problemi interni al partito, ma solo sensibilità diverse? Infatti, vedendo i risultati elettorali soprattutto delle ultime politiche del 2022 e delle europee del 2024, si intuisce che alle amministrative, ma anche alle ultime regionali, qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto nel partito pugliese e soprattutto barese di Giorgia Meloni.
Ma ciò è forse scomodo da riconoscere e per questo ieri è tornata in Puglia la sorella della Premier a tentare di rimettere ordine nel partito e in una classe dirigente locale che finora evidentemente ha dimostrato i risultati locali di non essere tale, perché il merito per quelli delle politiche e delle europee verosimilmente è quasi esclusivamente di Giorgia Meloni e non anche di coloro che a livello barese, dopo vari pellegrinaggi politici, sono saliti sul suo “carro” col solo fine di poter fare facilmente carriera sull’onda meloniana.
Giuseppe Palella
Pubblicato il 12 Maggio 2026



