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Arif, come passare da operaio a impiegato in soli tre mesi…

Pur essendo stata redatta ben dieci mesi or sono, è rimasta lettera morta la diffida e contestuale richiesta di accesso agli atti amministrativi presso l’Agenzia Regionale Irrigui e Forestali formulata da alcuni dipendenti che hanno richiesto chiarimenti su un’assunzione e carriera rapidissima d’un collega ingegnere. La vicenda comincia a non essere così chiara da quando, all’interno dell’Arif, si decide prima di assumere come semplice operaio specializzato un ingegnere con tanto di diploma di laurea, che nel giro di otto mesi, a metà novembre scorso, viene stabilizzato e subito dopo promosso a impiegato di 6° livello. E finora non sono servite a niente le proteste dei sindacati che hanno espresso pieno dissenso, chiedendo anche loro al direttore generale Giuseppe Taurino chiarimenti che, almeno finora, non sono mai arrivati. Ma andiamo ai fatti. Il nominativo dell’ingegnere F.R. rientrava tra gli operai irrigui elencati nella graduatoria formulata dall’Ente Regione Puglia da stabilizzare entro quest’anno, per effetto della legge regionale n. 3/2010. E infatti il nostro, all’inizio di maggio 2011, era stato assunto dall’Arif in qualità di semplice operaio a tempo determinato, come tanti altri, con l’Agenzia decisa, d’intesa coi sindacati, di trasformare i rapporti di lavoro a tempo indeterminato. Tutto da definire entro il 2011, distinguendo i neoassunti in due gruppi, da stabilizzare entro luglio e poi entro il mese di ottobre. Ma ad agosto il sig. F.R., nonostante appartenesse al secondo gruppo da sistemare successivamente, sarebbe stato l’unico ad essere stabilizzato a tempo indeterminato, sempre in qualità di operaio specializzato. E poi, poco più di tre mesi dopo, reinquadrato da operaio specializzato a impiegato di concetto, ovvero il massimo della carriera impiegatizia. Un privilegio che appare ingiustificato rispetto ai colleghi neo stabilizzati “…avulso dal contesto normativo”, si legge nella missiva di diffida già notificata all’Arif e rimasta stranamente senza risposta. Un silenzio che, naturalmente, ha messo giustamente in allarme soprattutto i rappresentanti sindacali. Per questi ultimi la valorizzazione del personale, infatti, dovrebbe essere un percorso graduale, trasparente, efficace e meritocratico, si legge ancora nella nota vergata da un paio di dipendenti che hanno chiesto anche loro d’accedere agli atti che avrebbero permesso al sig. F.R. una carriera tanto rapida e brillante, in così poco tempo. Un’assunzione, inquadramento, stabilizzazione e promozione che costituiscono l’occasione per scrivere come sugli impianti irrigui –ma non solo- non risultano siano stati eseguiti tanti adempimenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro o interventi di ripristino funzionale da supporre un eventuale stato di necessità collaborativo da parte del neoassunto ingegnere, attesa pure la sua giovane esperienza. Ma per ora, al di là delle urgenze d’intervento su impianti e pozzi irrigui,  quel che interessa a sindacati e colleghi dell’impiegato-ingegnere è l’accesso a tutti gli atti amministrativi inerenti i provvedimenti di nomina e promozione al sesto livello. Una carriera a tempo di record che, con atti e provvedimenti annessi e connessi, per adesso resta chiusa a doppia mandata negli armadi e cassetti di via Coregliano nonostante le leggi su trasparenza e accesso agli atti della pubblica amministrazione…

 

Francesco De Martino

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