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Arif, per conoscere l’elenco dei lavoratori serve il ‘Libro Unico’, ma dov’è?

Ha sollevato un mezzo vespaio in Regione, l’interrogazione e le questioni sollevate dal consigliere regionale del Popolo delle Libertà Nino Marmo sull’Agenzia Regionale Irrigui e Forestali. Per sostenere che le assunzioni presso l’Arif nell’interrogazione presentata da Marmo sono riconducibili a quattro tipi di figure professionali: due idonee al trattamento dei dati sensibili, avendo l’Agenzia deciso di optare per l’internalizzazione del servizio di medicina del lavoro e una terza ha riguardato la figura professionale di un dottore forestale: si sarebbe determinata quest’esigenza per via della necessità di sperimentare nuove forme di coltura in collaborazione con le università, con le quali peraltro sono già state stipulate apposite convenzioni. “”Grazie a questo lavoro saremo in grado di proporre un metodo innovativo di coltivazione che sarà sviluppato presso i nostri vivai. Anche in questo caso si tratta di un periodo lavorativo limitato nel tempo””, ha spiegato l’avvocato ed ex sindaco di Trepuzzi, ora direttore generale Arif, Giuseppe Maria Taurino. Che non ha lesinato altre spiegazioni dopo l’interrogazione sulla quarta figura professionale assunta dall’Agenzia, un idraulico. Anche in questo caso si sarebbe trattato d’una scelta finalizzata ad una riduzione delle spese. Per Taurino l’esigenza di quest’ultima figura professionale serviva ad assicurare in tempi brevi i lavori di manutenzione presso gli impianti di irrigazione e presso le altre strutture Arif, tenuto conto della gravità di condizioni in cui versano i pozzi e del periodo di massima irrigazione con la stagione estiva. Per tutti e quattro i lavoratori è stato previsto un contratto part-time e per un tempo limitato alla stagione antincendio e di irrigazione. Ma l’Arif ha parecchie cose da spiegare, nell’ambito delle assunzioni, ma anche delle convenzioni con professionisti vari. Per esempio quella stipulata con medico leccese per 85 euro a visita ai dipendenti, riguardante una professionista specializzata in ostetricia e ginecologia. E comunque di questi, come di tantissimi altri dipendenti Arif, si sa di certo che sono a libro paga, ma nessuno sa dove, come e quando svolgono le loro prestazioni di lavoro, mansioni o funzioni. Ed è anche a questo proposito che si aprono vere e proprie voragini nella gestione dell’Agenzia guidata da Taurino. Ad esempio, appare abbastanza bizzarra la difficoltà dell’avvocato Taurino a rendere spiegazioni riguardo al numero e all’identità dei lavoratori somministrati per almeno due ordini di motivi. Il primo riguardante l’obbligo di trasparenza da parte dell’ente, in quanto sarebbe assolutamente auspicabile che i contribuenti pugliesi sapessero quali lavoratori pagano,quanto e per quale ragione. Il secondo, laddove il rispetto per la cittadinanza non abbia sufficiente appeal in quel di Via Corigliano, è che l’iscrizione dei lavoratori interinali è obbligatoria per legge. Il “vademecum sul libro unico del lavoro” nella parte B quesito 5, in modo incontrovertibile e con formulazione di rara chiarezza per la materia del lavoro, stabilisce che “..i somministrati e i distaccati devono essere registrati sul libro unico all’inizio e alla fine dell’impiego presso l’utilizzatore o il distaccata rio. Ferma restando, ovviamente, la possibilità di procedere alla registrazione degli stessi anche in tutti i mesi di impiego”. Ora, l’esistenza di questo libro all’Arif è stata messa in dubbio da parecchi addetti ai lavori anche se, indipendentemente dalla natura e dalla qualità dell’inadempimento posto in essere nella gestione del personale, per legge deve esistere. E dunque, in attesa di conferme, appare sempre più necessario l’uso di quel ‘pugno di ferro’ che il Governo applica alle imprese pugliesi e italiane. Ma niente sembra, almeno per adesso, scalfire l’allegra gestione del personale nell’agenzia regionale forse più affollata d’Italia.

Francesco De Martino

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