Cronaca

Arif Puglia: manifestazioni e sit-in, ma per i precari non cambia niente

Continua nell'indifferenza più totale la vertenza per stabilizzare più di 300 operai

Non c’è pace all’Agenzia Irrigui e Forestali della Regione Puglia, dove le segreterie sindacali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila/UiI hanno nuovamente dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori a tempo determinato dell’Arif/Puglia con tanto di presidio dinanzi alla sede dell’Agenzia, a Modugno. I lavoratori manifestano ancora una volta il dissenso verso le <<lungaggini burocratiche>> che stanno rallentando l’iter per le assunzioni nell’Agenzia Irriguo Forestale Pugliese ed è inutile dire che le stesse organizzazioni sindacali sono preoccupate dallo stato di immobilità da parte della dirigenza che, di fatto, si ritrova in perenne ritardo rispetto al completamento degli atti propedeutici utili alla formalizzazione dei rapporti di lavoro per ben trecentosessanta operai. L’indizione del concorso, avvenuta l’anno scorso, avrebbe dovuto rendere più semplice e operativo l’impiego delle maestranze in attività chiave per il comparto agricolo come la tutela del patrimonio boschivo e forestale e le attività irrigue, ancor più strategiche vista la siccità che, quasi certamente, metterà in difficoltà l’intero sistema produttivo della nostra Regione, come ha già denunciato Coldiretti/Puglia. <<Lungaggini che creeranno elementi ostativi alla pianificazione delle attività sia irrigue che di contrasto al pericolo incendi>>, spiegano i sindacalisti Fai, Flai e Uila. Insomma, si sta perdendo tempo utile per le attività preparatorie in vista dell’imminente avvio delle attività antincendio boschivo e della stagione irrigua, oramai alle porte. E così, visto e considerato l’atteggiamento ostativo dell’Ente Regione, senza risposte pragmatiche ai numerosi paletti posti dalle parti sindacali, ecco lo stato di agitazione delle maestranze con una giornata di mobilitazione e presidio di protesta la prossima settimana, precisamente giovedì 16 maggio, dalle nove all’una dinanzi alla Direzione Generale dell’Agenzia in via delle Magnolie a Modugno. Insomma, continua il braccio di ferro tra ente e sindacati, dopo i ‘sit/in’ di protesta dei mesi scorsi anche davanti alla Presidenza Regionale, ma anche questi senza evidenti risultati. Obiettivo ancora una volta il famoso <<Piano di Fabbisogni>> che doveva mettere, nero su bianco, le esigenze dell’Agenzia in materia di risorse umane indispensabili al raggiungimento degli obiettivi fissati da Arif/Puglia, per la sua operatività. In una delle tante riunioni sindacali tenute all’inizio dell’anno i sindacati maggiormente impegnati nella vertenza avevano condiviso col Commissario la necessità di effettuare una ricognizione documentale per ciascun lavoratore. Ricognizione, almeno negli intendimenti, finalizzata a verificare i requisiti in possesso da ciascuno per l’accesso alle procedure previste dalle norme in vigore. Nel frattempo Arif continua ad avere un esercito di dipendenti precari che mirano, giustamente, a una stabilizzazione ancora ridotta a miraggio. Parliamo di oltre trecento dipendenti a tempo determinato, reclutati utilizzando la somministrazione di lavoro interinale, a fronte di quasi mille unità di personale stabilmente occupato nell’agenzia. Peraltro, la mancata stabilizzazione di questi precari espone l’Arif al mancato rispetto della legge che prevede la possibilità di usufruire del lavoro interinale massimo per il 30% della pianta organica, hanno già evidenziato i diretti interessati ai tavoli della vertenza. E allora: che fine faranno i precari con le carte in regola per la stabilizzazione? A vuoto anche le istanze per iscritto rivolte in passato direttamente al Presidente Emiliano, per avere utili ragguagli sull’operato dell’Agenzia e sull’orientamento dell’amministrazione regionale verso l’applicazione della contrattazione di tipo pubblicistica. Eppure anche queste richieste sono state puntualmente disattese e convinto i rappresentanti sindacali ad abbandonare la via del confronto e ad annunciare giornate di agitazione del personale, sperando che non si debba passare ad azioni e proteste ancora più eclatanti.

Francesco De Martino


Pubblicato il 11 Maggio 2024

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