Università barese d’eccellenza ma non per i calcoli elettorali del nuovo Rettore
9 Luglio 2019
Da Madonnella a San Pasquale, passando per Carrassi, è allarme blatte
9 Luglio 2019

Arif, ultima chiamata per decidere il futuro del personale

“Adesso giunto il momento della chiarezza, pretendiamo che i fatti parlino al posto delle parole. Se non sarà così il 10 luglio daremo corso alla già annunciata protesta sindacale”, attaccava ieri a testa bassa il Segretario Generale Uila Puglia, Pietro Buongiorno alla vigilia dell’incontro di domani tra Fai, Flai e Uila e il Commissario Arif, Oronzo Milillo. Dunque, oggi potrebbe essere la giornata decisiva per chiarire i contorni della vertenza Arif, l’agenzia regionale Irrigui e Forestali in un incontro che giunge dopo un tira e molla tra le organizzazioni sindacali ed il nuovo direttivo dell’agenzia regionale di via Corigliano. Un tira e molla consumato a suon di missive: dopo l’ennesima lettera congiunta di Fai, Flai e Uila (che seguiva quella datata 1° luglio) indirizzata al Commissario Milillo in cui si indiva lo sciopero dei lavoratori impiegati ARIF ex Sma per il 10 luglio, le organizzazioni sindacali sono state convocate per stamani con una comunicazione inoltrata nella tarda mattinata di venerdì scorso. Diverse le questioni al tavolo da affrontare: i sindacati chiedono rassicurazioni sullo stralcio della delibera n° 208/19 e, soprattutto, si aspettano l’individuazione di un percorso per la stabilizzazione degli impiegati ex SMA. Da non sottovalutare anche l’importanza della “questione” legata al riconoscimento dei PpO  (Premi Per Obiettivi): i sindacati invitano il management a dar corso agli accordi sindacali sottoscritti nel 2017, per non incorrere nello stesso errore di “condotta antisindacale” stigmatizzata nella sentenza n° 3046/2019 del Tribunale di  Bari  – applicazione istituti contrattuali ex art. 36 del Cirl. “L’incontro di quest’oggi può essere importante perché potrebbe rappresentare uno spartiacque rispetto alla vecchia gestione Arif – afferma Buongiorno- siamo assuefatti alle parole ed alle promesse. Se quanto concordato in anni di riunioni ed incontri non troverà palese riscontro negli atti del nuovo management saremo costretti a rivendicare i nostri diritti nelle sedi opportune. Il nostro atteggiamento non è stato mai pregiudiziale, perché i diritti dei lavoratori vengono prima di tutto, ma dinanzi a prese di posizione che somigliano a prese per i fondelli non ci stiamo. Chiediamo a Milillo responsabilità e coerenza. Dia un segnale di intelligenza politica e amministrativa dando una impronta di pragmatismo alla sua gestione Commissariale”. Insomma, forse è giunto il momento per comprendere in che cosa consiste il mandato ricevuto dal Presidente della giunta pugliese Michele Emiliano per riordinare la struttura e avere chiarezza nei contratti applicati. Insomma, quali sono le intenzioni dell’Agenzia e, a questo punto, della politica?, hanno già chiesto a gran voce in passato sindacati e parti sociali: ora più che mai per i sindacati è opportuno, così come accaduto in altre regioni, la valorizzazione del personale in essere, così che l’ARIF non diventi un contenitore, nel quale far confluire dipendenti da ogni dove. Eppure ci sono ancora dubbi su quale sia il contratto da applicare ai lavoratori dell’Ente, e cioè quello di sistemazione idraulico forestale e idraulico agraria, in analogia a quanto avviene in tutto il territorio Nazionale ed ecco la necessità di mettere punti fermi al contratto per l’agenzia e il suo personale di riferimento, soprattutto per evitare che aleggino, tra gli stessi lavoratori, false speranze. Da ricordare che nel bilancio dell’ente regionale risalente allo scorso anno erano stati stanziati 300 mila euro finalizzati a garantire l’aumento delle giornate lavorative. Un aumento a beneficio sia dei lavoratori interinali che si occupano della prevenzione degli incendi e sia di coloro che si occupano della manutenzione degli impianti irrigui. Anche in questo caso dal Direttore generale dell’epoca Ragno si voleva comprendere com’erano stati impiegati i soldi stanziati dall’Ente, dal momento che non solo le giornate non erano aumentate, ma i lavoratori non erano neanche riusciti a raggiungere quota 102, necessaria per accedere agli ammortizzatori sociali. Che fine hanno fatto le belle intenzioni? Da mesi l’Agenzia dovrebbe finalmente fornire dati certi per poter procedere a una programmazione degli interventi necessari per la prevenzione degli incendi e la manutenzione degli impianti, che consentirebbe di avere un quadro chiaro del fabbisogno di personale. Invece si continuano a stanziare risorse praticamente senza un piano pluriennale del fabbisogno del personale, approvato da troppo poco tempo. E per troppo tempo ha funzionato a singhiozzo anche il tavolo tecnico finalizzato a trovare soluzioni per la continuità dei lavoratori. La Giunta dovrebbe dare risposte serie – hanno concluso i rappresentanti dei lavoratori, ma anche diversi consiglieri di Opposizione – e dire una volta per tutte cosa si vuol fare dell’Arif. Una buona volta…. (adl)

443 Visite totali, 1 visite odierne

Condividi sui Social!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *